Unione dei Comuni, i sindacati: "Viva preoccupazione per la situazione attuale"

"Già in aprile - evidenziano i sindacalisti - abbiamo segnalato le difficoltà insite in un progetto che metteva insieme idee, realtà, competenze e masse critiche diverse"

Foto di repertorio

I responsabili degli Enti Locali Daniela Avantaggiato (Fp Cgil), Martina Castagnoli (Cisl Fp) e Massimo Monti (Uil Fpl) esprimono "viva preoccupazione per la situazione attuale dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, partita formalmente dal primo aprile scorso". "Già in aprile - evidenziano i sindacalisti - abbiamo segnalato le difficoltà insite in un progetto che metteva insieme idee, realtà, competenze e masse critiche diverse. Il progetto di unione delle risorse e dei dipendenti per garantire servizi più omogenei ai cittadini ci ha sempre visto come sindacati favorevoli".

"Le leggi finanziare che tagliano risorse ai comuni, la trasformazione delle Province in un ente di secondo livello ancora fumoso, il blocco per legge del turn over dei dipendenti crea disagi e contrazioni dei servizi che solo una regia più ampia può ammortizzare - proseguono Avantaggiato, Castagnoli e Monti -. Ma da allora, pochi passi in avanti sono stati fatti. Ed oltretutto, quanto fatto finora si regge sulla buona volonta’ dei dipendenti interessati". I sindacalisti entrano nel dettaglio: per quanto concerne il Progetto Suap, "non è ancora stato definito, l’attività di raccordo fra i vari Comuni non è ancora partita, e la funzione associata ci sembra più un fantasma che altro".

Per quanto riguarda la Polizia Municipale, "è il servizio più “visibile” da parte dei cittadini, ma sconta ancora la poca chiarezza sugli scopi e sulle finalità dell’Unione. Nessun sindaco ragiona in termini di servizio da dare, ma personalizza l’attività e continua a chiedere non una presenza, bensì la presenza del proprio vigile. La mancata lungimiranza poi fa scontare all’unione tutte le “colpe” di un servizio che stenta: la mancanza di risorse destinate all’incremento dei dipendenti fa ricadere sull’Unione tutte le magagne di gestire un servizio continuamente in perdita come addetti. Il comune di Castrocaro aveva 5 vigili, oggi ne ha tre, i piccoli Comuni montani non hanno più vigili dipendenti, non hanno risorse e si lamentano se il servizio non viene dato, il Comune di Forlì non ha risorse per prorogare i tempi determinati, per cui a fine settembre si troverà con 12 effettivi in meno. Nello stesso tempo, i servizi aumentano (vedi il Tribunale che necessiterà da ottobre di un nucleo specialistico di almeno 10 vigili dedicati) e si propongono nuove attività come una task force per pattugliare il centro storico di Forlì".Secondo i sindacalisti, "caleranno per forza i servizi serali e notturni fatti dalle nostre pattuglie, con buona pace di chi chiede più sicurezza e servizi anti furti soprattutto di notte".

Per quanto riguarda il "servizio informatica", "solo ora sembra si stia vedendo una luce, con il comando di personale Provinciale presso l’Unione e la ricerca di un dirigente che coordini tutto il lavoro". Sul fronte Protezione civile, ''la scelta è di avvalersi delle risorse attualmente presenti sul territorio, anche perché non si può in tema di sicurezza dei cittadini accentrare tutto in mano a pochi''. ììL’unione potra' reggere a queste condizioni? - si chiedono i sindacalisti -. Potra’continuare ancora per molto a funzionare solo grazie alla buona volonta’ dei singoli operatori (amministrativi, vigili effettivi, funzionari)? Non vogliamo sostituirci ai politici, ma crediamo che vada fatto il punto della situazione e dato nuovo slancio a questa Unione, con passi concreti e veloci".

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"Non possiamo più perdere tempo - continuano -. Da mesi diciamo che il passaggio formale dei dipendenti va sostenuto con le indicazioni tecniche e politiche necessarie affinché l’Unione non diventi un flop. Il rischio è che i servizi peggiorino e che ci rimettano in prima battuta i cittadini e di conseguenza anche i dipendenti che, nonostante ci mettano buona volontà e impegno rischiano di essere il capro espiatorio di inefficienze e ritardi. La politica deve dimostrare che l’unione non e’ solo un impegno di facciata, visto che ancora oggi ci sembra che i dipendenti siano gli unici che rischiano in proprio per questa idea di unione".

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