Unione dei Comuni, presidio in Piazza Saffi: le richieste dei sindacati

Presente anche il consigliere comunale di "Forlì e Co", Federico Morgagni, per "esprimere la vicinanza e solidarietà del nostro gruppo consiliare e ascoltare le ragioni e le istanze dei lavoratori"

Si è svolto mercoledì mattina in Piazza Saffi il presidio dei dipendenti dell'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, da tempo impegnati in una vertenza per il miglioramento delle condizioni di lavoro e retributive e per assicurare a tutti i cittadini servizi efficienti. Le organizzazioni sindacali territoriali di categoria Fp-Cgil, Fp-Cisl, Uil-Fpl, spiegano Daniela Avantaggiato, Martina Castagnoli e Massimo Monti, richiedono “l'attivazione della procedura di conciliazione prevista dall'articolo 2 comma secondo, della Legge 146/90 così come modificata dalla Legge 83/2000, relativamente alla proclamazione dello stato di agitazione dei dipendenti per le evidenti difficoltà organizzative e gestionali afferenti il personale dell'Unione di Comuni della Romagna forlivese (perdite economiche per la mancata applicazione degli istituti contrattuali, mancati riconoscimenti di carriera, mancate assunzioni, mancati investimenti economici in mezzi e strumentazione, mancata progettualità organizzativa ed altro) oltre alle difficili e quasi inesistenti relazioni sindacali sia con la componente politica che con la parte tecnico/amministrativa”.

Presente anche il consigliere comunale di "Forlì e Co", Federico Morgagni, per "esprimere la vicinanza e solidarietà del nostro gruppo consiliare e ascoltare le ragioni e le istanze dei lavoratori". "In merito alla vertenza in atto, il nostro gruppo aveva già interrogato (insieme ai colleghi del Pd) l'amministrazione comunale durante il Consiglio di lunedì per sapere quali iniziative fossero state assunte per dare risposte concrete, e in tempi brevi, alle istanze dei lavoratori. Purtroppo la risposta ricevuta in quella sede era stata insufficiente poiché basata su condivisibili dichiarazioni di principio, non suffragate però da impegni precisi su diverse questioni poste dalle organizzazioni sindacali - spiega Morgagni -. A nostro avviso, invece, dopo mesi che i dipendenti dell'Unione segnalano le difficoltà che incontrano nel lavoro quotidiano e i loro riflessi negativi sulla qualità del servizio erogato ai cittadini, è giunto il tempo di chiarire cosa concretamente e prontamente si intende fare per superarle".

"Allargando la riflessione, il nostro timore è che la conclamata volontà dell'amministrazione di far uscire il Comune di Forlì dall'Unione si traduca in una sorta di prematuro "rompete le righe" rispetto alle questioni relative all'Unione stessa - prosegue Morgagni -. Ma l'Unione esisterà nella forma attuale ancora per oltre un anno e mezzo. Non crediamo quindi che la soluzione dei problemi impellenti dei lavoratori e dei cittadini possa essere semplicemente rinviata a dopo l'uscita. Al contrario, proprio la volontà di abbandonare questo organismo dovrebbe imporre maggiore attenzione e sensibilità per individuare la modalità meno traumatica per gestire una transizione che non si prospetta affatto semplice, e rispetto ai contenuti della quale la Giunta di Forlì continua a mantenere una preoccupante vaghezza di intenzioni".

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