"E' dannoso ogni ripensamento sulla struttura dell’Unione della Romagna Forlivese"

E' quanto afferma il sindaco di Rocca San Casciano, Rosaria Tassinari, ricordando "alla base del progetto era posto anche il concetto culturale di difesa delle cultura romagnola"

"Il recente dibattito sull’utilità e la funzionalità dell’Unione della Romagna Forlivese, che accorpa tutti i 15 comuni del comprensorio, compresa la città di Forlì, rende necessaria una rivisitazione dei concetti che furono gli elementi fondanti della creazione di tale ente di secondo livello, avviata con la firma del progetto di unione". E' quanto afferma il sindaco di Rocca San Casciano, Rosaria Tassinari, ricordando "alla base del progetto era posto anche il concetto culturale di difesa delle cultura romagnola, non solo nell’ottica della rivisitazione del passato, ma anche quale spinta vivificatrice della memoria della nostra tradizione".

"La sfida riguarda quindi un’alta ambizione di giungere ad una aggregazione amministrativa, anche nella prospettiva di creare una camera delle territorialità, aumentando i livelli di interlocuzione tra i comuni - continua il primo cittadino -. Quindi un’unione di servizi, che ha aumentato le frequentazioni fra i sindaci partendo dai problemi amministrativi comuni per giungere anche a quelli dei singoli territori, in un superamento dei limiti degli spazi geografici. Con questa modalità le comunità più fragili possono godere del sostegno dell’aggregazione, sprigionando una forza maggiore nell’approccio e nella soluzione delle problematiche, quali quelle dei territori collinari e montani. Si tratta quindi di un miglioramento dell’integrazione del territorio romagnolo nella prospettiva di superamento degli spettri dello stretto municipalismo che lo hanno indebolito e reso impotente nel confronto con i territori vicini".

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"Un piccolo laboratorio per l’Italia nell’ottica di una semplificazione che possa partire dal basso come innovazione di un modello, rivivendo la tradizione e l’identità dei territori in forma originale - aggiunge il sindaco -. La sfida era ed è complicata soprattutto nella divulgazione ai cittadini della coscienza del progetto, ma nello stesso tempo deve essere in grado di migliorare i servizi assumendo, l’approccio culturale, una valenza di elemento di innovazione. In questa prospettiva i problemi della montagna debbono avere una rilevanza comune che superi il limite della municipalità mentre le singole eccellenze nei servizi devono essere estese a tutto il territorio dell’unione. Il complicato processo di giungere alla condivisione dei problemi e delle positività, seppure irto di ostacoli, non deve scoraggiare ponendo nella condizione di pensare ad un abbandono del progetto che svilirebbe il tessuto amministrativo del singolo ente e conseguentemente sociale, ponendo le comunità montane in un isolamento del tutto deleterio".

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