Universitari ai tempi del Covid: "Problema affitti, fuorisede dimenticati dal governo"

Il partito Volt Emilia Romagna e la Rete degli Universitari fanno il punto sulla situazione con una indagine regionale

Il partito Volt Emilia Romagna e la Rete degli Universitari fanno il punto sulla situazione sulle conseguenze del Covid-19 sulla vita degli universitari, in particolare sugli affiti per i fuorisede. "Sebbene il tema della scuola e della didattica a distanza sia al centro della discussione politica da settimane, una categoria di studenti si è sentita dimenticata. Parliamo degli universitari, una componente sociale importante in una regione che nell’anno 2017 contava 142mila iscritti agli atenei in Emilia-Romagna, nella sola città di Forlì ben 6.138. Di questi, una parte significativa non proviene dalla città in cui studia: sono i famosi “fuorisede” gli studenti che più di tutti si sono sentiti emarginati dal discorso di “rilancio” del Paese, nonostante siano proprio i giovani la linfa vitale dell’Italia. Costretti a pagare affitti dei quali non stanno usufruendo, con situazioni familiari varie, la loro ripartenza è messa a dura prova". 

Per discutere il tema, il partito politico paneuropeo Volt Europa ha organizzato in data 31 maggio 2020 un incontro live sulla piattaforma Facebook con Marcello Saltarelli, candidato di Volt alle elezioni regionali di gennaio 2020 nella circoscrizione di Bologna e Forlì, e Francesco Martinelli, rappresentante della Rete degli Studenti Universitari, che ha esposto i risultati di un questionario online diffuso ad aprile 2020 al quale hanno partecipato 1573 studenti della regione. 

Volt Europa, partito politico presente in tutti gli stati del continente con un programma comune, sostiene la formazione e la ricerca come basi fondamentali per il futuro del nostro Paese. “L’istruzione è individuata dalla nostra Costituzione come strumento di lotta alle diseguaglianze, come ascensore sociale, ed è interesse primario della società tutelarla – afferma Saltarelli di Volt Bologna - ma la necessità non si ferma lì: tutelando studenti e studentesse si tutelano le nostre città, non solo in senso economico ma anche culturale. È anche grazie agli universitari che l’Emilia-Romagna può vantarsi del suo progressismo, in tutti i campi” aggiunge. L’Università di Bologna con i suoi campus di Forlì, Cesena, Rimini e Ravenna si conferma infatti l’ateneo italiano che accoglie il maggior numero di studenti fuorisede. 

Nonostante questo, la situazione dei fuorisede è ora quantomeno precaria: sospesi tra esami e lezioni online ma biblioteche aperte, tra contratti firmati e affitti da pagare, la sensazione di abbandono è forte. “Abbiamo rilevato un generale rifiuto da parte dei proprietari di venire a patti con gli inquilini per rimodulare l'accordo di locazione nonostante le circostanze eccezionali” spiega Martinelli. Il dato più allarmante riguarda le scelte future di chi si è ora in difficoltà con l’affitto: “Quasi il 39% degli intervistati cercherà una locazione differente se non verranno adottate misure di sostegno, mentre il 9,1% vorrebbe intraprendere scelte molto più radicali, come tornare a fare da pendolare, smettere di frequentare le lezioni o abbandonare gli studi” conclude. 

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Saltarelli commenta come “la selezione di chi abbia o meno diritto a studiare in un’altra città rispetto a dove vive la famiglia non può essere fatta sulla base delle disponibilità finanziarie”. A gennaio 2020 Volt ha portato proprio la regolazione dei fenomeni di speculazione abitativa per assicurare la possibilità di affitto anche agli studenti in difficoltà tra i punti fondamentali della sua campagna regionale. Il fabbisogno di posti letto è notevolmente superiore rispetto al quantitativo messo a disposizione dall’azienda regionale per il diritto agli studi superiori Er.Go: a Forlì sono solo 120 i posti letto in residenza universitaria, 200 tramite mediazione di Ser.In.Ar, la società di Servizi Integrati d'Area dell'università, e circa 50 quelli dell'istituto salesiano convenzionato Orselli, riservati però ai soli ragazzi maschi. Ne deriva che la maggior parte degli  studenti debba cercare casa presso privati. “Uno dei nostri obiettivi principali sarebbe stato quello di combattere il mercato immobiliare abusivo, alleggerendo la burocrazia e le tasse necessarie per affittare un appartamento - spiega Saltarelli – e sebbene non siamo saliti in giunta regionale, il nostro impegno continua. Vogliamo che l’Università si faccia mediatrice tra locatori e affittuari, creando un registro che possa garantire agli studenti una ricerca immediata e sicura. In questo modo anche i locatori avrebbero la certificazione, attraverso il timbro dell’istituto, di stipulare contratti specificatamente per studenti, con le conseguenti agevolazioni fiscali”. Il partito propone anche la collaborazione tra la città universitaria e i comuni limitrofi: “Prendiamo esempio dal comune di San Benedetto Val di Sambro, che ha offerto agli iscritti all’Alma Mater di Bologna affitti bassi e abbonamenti gratuiti dei treni per gli spostamenti”. 

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