Zavatti (Acli): "Zattini affacciato al balcone del Comune, non conosce la storia di Forlì"

"La vicenda del balcone, anche per l’indecorosa esibizione e le rozze parole del vice-premier  di cui hanno dato conto i quotidiani, non si può derubricare come semplice violazione delle regoline burocratiche”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Mi ha francamente stupito che un uomo politico esperto come il candidato sindaco Gian Luca Zattini, che in tanti anni di impegno si era creato nelle uscite pubbliche l’immagine di un conservatore misurato e alquanto civico, non abbia fermato la resistibile “appropriazione indebita”da parte di Matteo Salvini del balcone su Piazza Saffi per un comizio di partito. E che addirittura l’abbia accompagnato di qualche passo nel suo affacciarsi. I gesti, in politica come nella vita di tutti i giorni, valgono spesso più delle parole. Evidentemente Zattini non conosce la storia di Forlì e non ama una piazza che ha un fascino originale soprattutto perché racconta, a partire da una Basilica di straordinaria bellezza, mille anni della storia della nostra comunità, compresi il Palazzo delle Poste (eredità del regime fascista) e i lampioni del martirio dei partigiani che hanno amato la libertà dal nazi-fascismo più della loro vita.

In ogni caso, la vicenda del balcone, anche per l’indecorosa esibizione e le rozze parole del vice-premier  di cui hanno dato conto i quotidiani, non si può derubricare come semplice violazione delle “regoline burocratiche”. Ha toccato, infatti, sentimenti e simboli profondamente radicati. E credo che abbia sconcertato i moderati (cattolici e non), i centristi e i civici che possono aver visto inizialmente nell’attuale sindaco di Meldola l’uomo di una transizione non troppo traumatica a una nuova fase della storia politico-amministrativa forlivese. A proposito di questa, confermo la mia opinione che il sindaco Davide Drei abbia dato nel complesso un contributo apprezzabile, che sarà rivalutato dai detrattori di qualsiasi sponda. Le rassicurazioni verbali di Zattini sulla continuità di alcuni servizi fondamentali non possono bastare, anche perché nella sua eventuale Giunta è verosimile che avrebbero posizioni di rilievo uomini di una destra illiberale e xenofoba.

Aggiungo una considerazione. Da persona che per storia familiare e per l’esperienza di insegnante nella locale scuola media ha un legame affettuoso con Meldola, pur non essendo in grado di esprimere un giudizio che non mi compete su un  decennio di gestione amministrativa, per i miei interessi culturali non ho difficoltà a riconoscere il valore di alcune realizzazioni importanti, come la nuova biblioteca comunale, o di iniziative lodevoli, come la cura della memoria storica dell’emigrazione meldolese nel Connecticut (USA), ma mi sembra che il suo centro storico debba essere rianimato ancor più di quello di Forlì. Si tratta di questioni complesse, che non devono essere affrontate con la semplice denuncia e la facile propaganda. In ogni caso, oltre al primario interesse per il bene comune, c’è una condizione pre-politica per essere veramente credibili: il rispetto e l’amore per la città che ci si candida a governare “giusta o sbagliata” che sia e della quale, trattandosi di Forlì,  non si può affermare in modo tanto ingeneroso quanto immeritato che “qualunque città è migliore di Forlì” (versione originale del sito Zattini, poi parzialmente corretta in “tenuta meglio di Forlì”). Sono inoltre convinto che anche molti forlivesi, non solo stranieri, vorrebbero essere certi che i nuovi cittadini immigrati, tenuti come gli autoctoni a rispettare i loro doveri, debbano avere il diritto di poter respirare il clima di una città accogliente e amichevole.
 
Pierantonio Zavatti (presidente del circolo ACLI “Oscar Romero”)

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