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"Una critica alla valutazione scolastica": la riflessione di un nostro lettore

Una critica alla valutazione scolastica Negli ultimi 20 anni è avvenuto un profondo rinnovamento del modo di concepire la scuola in merito a contenuti, metodi e obiettivi; tuttavia si registra un progressivo abbassamento del livello di apprendimento! Molti elementi fanno pensare che la valutazione dell’apprendimento scolastico non sia abbastanza significativo. Se si esce un minimo fuori dai binari tradizionali dell’insegnamento con i libri di testo, può accadere che lo studente non sia più in grado di dimostrare la competenza acquisita. Sono pochi gli studenti che studiano per sapere, sono molti invece quelli che studiano per il voto, impegnati più a ricordare che a capire e rielaborare.

Allo stesso tempo, ci sono anche molti insegnanti e dirigenti scolastici, i quali sebbene usino spesso la parola magica “competenza”, non darebbero il giusto e doveroso peso alla differenza tra valutazione formativa e sommativa. Con gli strumenti che si usano, si può veramente affermare di valutare l’apprendimento? È giusto prodigarsi tanto per una presunta oggettività valutativa e utilizzare il voto come semplice giudizio? Valutare non è semplicemente attribuire giudizi o voti, ma implica un valore strumentale al processo di formazione dello studente. La valutazione formativa è un processo continuo per informare gli studenti su dove dovranno dirigersi e come possono arrivarci. La valutazione diventa, allora, strumento indispensabile per la costruzione della competenza in uno sviluppo quotidiano continuo.

La valutazione sommativa esprime il giudizio sull’apprendimento a conclusione del processo e in riferimento agli obiettivi desiderati. Il suo scopo è quello generale e sintetico, quindi conclude il processo di apprendimento con la dichiarazione di aver conseguito o meno gli obiettivi programmati. Ci sarebbe bisogno di una riforma della Tabella Valutativa: teoricamente i voti sono su una scala decimale da 1 a 10, ma di fatto la si usa solo nella parte centrale da 4 a 8, trasformandola spesso in ulteriori valori intermedi con i più, meno, doppio meno e barra! La tabella decimale in vigore potrebbe essere alla base della confusione valutativa, mentre la valutazione adottata più comune potrebbe essere alla base della confusione delle competenze, ma forse … tutto ciò mette l’anima in pace tra dirigenti, docenti, famiglie e studenti.

ANTONIO

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