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Agenzie i viaggi e tour operator in crisi, la lettera: "Non c’è futuro senza aiuti concreti"

Recita la lettera: "Siamo un gruppo di titolari di Agenzie di Viaggio e piccoli tour operator che da sempre hanno dedicato anima e corpo allo svolgimento delle proprie attività il più delle volte trascurate dalle istituzioni. Siamo scesi in piazza i primi di marzo, monitoriamo costantemente la situazione ed abbiamo creato un gruppo privato su Facebook #nonsmetteremodiviaggiare per controllare l’evoluzione della situazione. Abbiamo deciso di fare un ulteriore passo unendoci in un movimento autonomo, su base regionale, per portare le nostre richieste davanti ai tavoli del territorio. Noi contribuiamo a creare il 13% del Pil, con un indotto di oltre 3,5 milioni di lavoratori. Contribuiamo a far girare l’economia riempiendo gli aerei, le navi, gli hotel e i pullman; portiamo in Italia milioni di visitatori e organizziamo le vacanze a milioni di Italiani. A noi, che senza fermarci ci siamo adoperati per far rientrare i nostri clienti a casa da tutte le parti del mondo assolvendo ad una funzione sociale, a differenza delle altre tipologie di imprenditori, non basterà rialzare la serranda per riattivare la nostra attività: per questo, pur essendo consapevoli dello sforzo che lo Stato e le Regioni hanno fatto e continueranno sicuramente a fare segnaliamo la necessità di misure straordinarie in grado di impedire il tracollo del nostro settore.

L’emergenza Covid-19 è senza ombra di dubbio la più brutta situazione occorsa al nostro Paese fin dai tempi della guerra mondiale. Di sicuro non siamo che una parte di quanti travolti da questo tsunami devastatore, ma in particolare il turismo ne ha risentito in modo peggiore rispetto al resto delle aziende nazionali, perché, oltre allo stop totale imposto ragionevolmente da questioni di sicurezza nazionale, abbiamo visto andare in fumo anche i 6 mesi delle nostre precedenti attività. Annullamenti, sospensione dei voli, rientri con emissione di nuova biglietteria… una emorragia di denaro che ci ha letteralmente messi in ginocchio già dai primi giorni del lockdown. Non parliamo quindi del durante e del dopo. Non riteniamo nemmeno immaginabile poter vedere un futuro senza aiuti estremamente concreti. Saremo inevitabilmente *il settore che ripartirà più tardi*, quindi in sintesi, con il danno maggiore, con il danno più lungo. Lanciamo pertanto un appello alle istituzioni di ogni livello, nazionale, regionale e locale affinché inseriscano nella stesura del nuovo decreto interventi concreti e necessari per scongiurare il tracollo economico del settore, epilogo inevitabile nel caso in cui la politica si dimostrasse sorda rispetto alle nostre richieste".

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