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Per non dimenticare la ferita che ci colpì al cuore 39 anni fa

DAL FINESTRINO

Io l'ho vista dal finestrino la stazione di Bologna. Distrattamente, di passaggio, In un giorno piovoso. Ho visto il fulmine che precede il tuono, come scintilla che innesca il tritolo. Ho visto quei lampi dal finestrino, ho sentito le grida, le urla, il pianto di un bambino. Ho visto la nebbia salire dai campi quasi a nascondere l'orrore, Gli sguardi perduti, increduli, senza più amore. Piove, ancora, sempre più forte, Come lacrime di cielo, come tributo alla morte. Io l'ho vista dal finestrino la stazione di Bologna... Io gli ho visti gli sguardi di chi scavava, di chi cercava ancora la vita. Io la ricordo la dignità di Bologna, a chiedere il perché di tutto questo, mentre toglieva macerie dall'anima e dal cuore. Io l'ho visto, dal finestrino di uno squallido regionale, Il volto di Bologna che non vuole morire.

Moreno Zoli

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