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"Alea, per un'ora al telefono. L'eccesso di traffico? Erano altre 3-8 chiamate"

Redazione

Alla data di oggi ALEA non ha provveduto alla consegna dei nuovi contenitori presso due mie abitazioni, entrambe site in via Ravegnana, né ha mai lasciato alcun avviso a questo riguardo nella buca delle lettere. Questa mattina, vedendo un camion di ALEA  esattamente in via Ravegnana, intento a scaricare bidoni, ho chiesto agli operatori informazioni al riguardo ma loro “non sanno nulla né sono autorizzati a dire nulla”: approccio fantastico.  Occorre chiamare ALEA.

Cosa che sto facendo da 45 minuti, senza successo. Comprendo che occorre avere pazienza, quello che comprendo meno è perché ad ogni chiamata l’utente debba sorbirsi un “messaggio” della durata di 1 minuto e 20 (un tempo oggettivamente molto lungo) quasi tutto sulla privacy: a cosa serve? ALEA ha tutti i nostri dati: residenze, interni, metrature delle abitazioni, intestazioni; questi dati sono visibili a tutti gli operatori di ALEA, compresi quelli del call center, forse anche appaltato all’esterno: di quale privacy si sta parlando? Noi forlivesi abbiamo la possibilità di non utilizzare questo obbrobioso servizio? No. Dobbiamo subirlo, senza profferire parola (oppure profferendola, tanto è inutile),  e pagarlo al maggior costo che ci sarà da Lor Signori comunicato più avanti, con tutto comodo.

Allora, almeno ci sia risparmiato quel minuto e venti di stupidaggini. Ma non è questo che volevo dire, mi sono dilungato. Volevo invece segnalare come il risponditore telefonico di ALEA indichi il numero di utenti in linea prima della propria chiamata; dopo un primo messaggio di scuse per “il prolungarsi dell’attesa”, che scatta ad 1 minuto e 10 secondi (cioè prima del  minuto e venti della durata dello scassamento sulla privacy), al secondo messaggio di scuse (cioè in un tempo compreso fra 2,20 e 3 minuti. Tutti cronometrati: ho avuto quasi un’ora per togliermi la voglia) la comunicazione telefonica viene disattivata da ALEA con questa motivazione “A causa dell’eccessivo traffico telefonico la preghiamo di richiamare”.

Nel mio caso la comunicazione è stata interrotta anche quando venivano indicati in linea, prima di me, “tre utenti” (in altri casi cinque utenti oppure otto, mai di più).  E non c’è differenza fra numero verde e numero a pagamento. La morale è: per ALEA già tre persone sono un “eccesso di traffico”, tanto da dover chiudere le linee per incapacità di reggere un simile “assedio”.

Ultimissima notazione: il camion di ALEA che consegnava stamattina i bidoni in via Ravegnana, ed ai cui operatori mi ero rivolto, è rimasto fermo (per almeno circa 20  minuti, poi me ne sono andato) con il motore acceso: non è solo un comportamento sanzionato dal Codice della strada ma è soprattutto fonte di inquinamento, in questo caso messo in atto da chi si straccia le vesti giurando di volerlo ridurre, l’inquinamento (ho naturalmente fatto notare la cosa al conducente, il quale se l’è cavata ridendo. E lasciando il motore acceso). Faccio il pignolo per un episodio di poco conto? Non credo. Penso che invece sia sintomatico di cosa veramente importa ad ALEA, non il servizio, ma altro. Ecco: complimenti al Sindaco Drei, ai suoi colleghi degli altri Comuni ed agli “ispiratori” di ALEA (cioè Balzani e Bellini) per averci messi nelle mani di incapaci di tal fatta.  

Roberto Orlandi 
 

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