Un orto urbano nel cuore di Forlì

Un esperimento ai “Giardini Orselli” per cercare un punto di contatto tra la natura e la città, coinvolgendo direttamente gli abitanti

Da che Michelle Obama li ha sdoganati anche alla Casa Bianca, sono diventati a la page a livello globale. Già molti centri urbani nostrani, però, avevano riscoperto gli orti come un ottimo sistema per mantenere un filo diretto con la natura, i suoi prodotti e i suoi ritmi, magari riuscendo pure a risparmiare.

Proprio agli orti cittadini è dedicato il progetto, finanziato dall’ Istituto dei Beni Culturali, “Seminando Orselli”, iniziativa che ha appena concluso la sua prima fase con una festa aperta a tutta la cittadinanza. “Non ci vogliono grandi cose per creare grandi cambiamenti, ci vogliono piccoli particolari in grado di catturare la fantasia” è il ritornello-mantra dell’attività che in questi mesi ha coinvolto la cittadinanza, compresa quella più giovane delle scuole, in laboratori gratuiti sui lavori necessari alla creazione e al mantenimento degli orti-giardino e orti-balcone (con lezioni di tecniche biologiche e sinergiche).

Il progetto, che ha vinto il concorso GPT-Giovani per il territorio a Forlì, promosso dall’associazione di promozione sociale GAIA, si è posto infatti come obiettivo quello di valorizzare l’area verde “Giardini Orselli” e il quartiere San Pietro, nel centro storico del capoluogo romagnolo. Il proposito, quello di coinvolgere gli abitanti di Forlì in un percorso che, partendo dalla creazione di un orto urbano, consenta ai cittadini di riavvicinarsi alla tradizione contadina locale, riportando un tipo di agricoltura ecosostenibile in città e riuscendo a coinvolgere giovani e anziani, scuole e famiglie.

“Un piccolo orto nel cuore di una città – commentano gli ideatori del progetto - è un gesto rivoluzionario che racchiude in sé valori quali collaborazione, rispetto dei cicli naturali, condivisione, ma anche un modo per riscoprire un angolo della propria città, la porta verso un mondo magico fatto per stupire con le forme, i colori, i profumi e i sapori”. Finita la prima fase del progetto, però, per la seconda la cittadinanza ha un ruolo ancora più da protagonista. La sfida, infatti, sarà vinta solo se si riuscirà a garantire un futuro a questi orti. E tutti i cittadini sono coinvolti.

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