Bruttini, il ritorno: "Forlì una grande piazza per nuovi stimoli. La squadra è ok"

Sulla squadra, Bruttini è soddisfatto e fiducioso: "Mi piace molto, sulla carta è competitiva. Direi che ci siamo, è un ottimo punto di partenza"

“Cercavo una piazza che mi desse nuovi stimoli e con grandi ambizioni come questa. Ho trovato una società sana ed ambiziosa”. Queste sono solo alcune delle prime parole di Davide Bruttini da giocatore dell’Unieuro Forlì, presentato alla stampa mercoledì pomeriggio nella sede di Casadei&Pellizzaro SRL con la presenza del presidente Giancarlo Nicosanti e del General manager Renato Pasquali. Ad introdurre la conferenza è il nuovo addetto stampa della Pallacanestro Forlì 2.015 Giacomo Bianchi, riassumendo le principali tappe della carriera di Bruttini: “Davide ha un passato importante tra Serie A1 e Serie A2, viene dall’Orlandina ed ha giocato la finale di promozione per salire in A1, l’anno prima era a Treviso e gli anni precedenti ha militato in Virtus Bologna, Torino, Brescia, collezionando tre promozioni. Ha esordito in A1 ed ha giocato in Eurolega con la Fortitudo nel 2005. Davide ha un’esperienza internazionale con la maglia della Nazionale italiana oltre ad aver fatto tutta la trafila del settore giovanile sempre con l’Italia”.

Il presidente Nicosanti svela la migliore qualità del classe ‘87: "Credo che Forlì avesse un debito nei confronti di Davide, perché era stato biancorosso nell’anno più nefasto della storia del basket forlivese. Il fatto di ricevere un giocatore che poche settimane fa giocava la finale per l’A1 è un buon segnale per noi e per le nostre ambizioni. Credo che il giudizio migliore su Davide sia quello che mi ha dato un suo ex compagno di cui non rivelerò il nome. Mi aveva detto che è un gran lavoratore, ma soprattutto in campo è un giocatore con un quoziente d’intelligenza cestistico molto più alto della normalità e credo che oggi sia importante per una squadra come la nostra, che si rinnova su diversi elementi pur mantenendo alcuni giocatori della passata stagione, in attesa che Tommy Oxilia rientri in gruppo e vada a formare quel roster che quest’anno potrà darci grandi soddisfazioni".

Pasquali racconta un interessante retroscena: “Io aggiungo quello che non si sa. Davide lo reclutai quando aveva 14 anni: io ero selezionatore della Nazionale italiana e pensavamo potesse fare il playmaker. Dopo un paio d’anni ho lasciato la Federazione ed oggi lo ritroviamo come pivot titolare. Davide conosce molto bene il gioco orizzontale, le dinamiche del gruppo, come si fa una squadra e cosa si deve fare per rendere una squadra tale. Queste cose non si possono insegnare e non si possono reclutare. La scelta su di lui arriva perché  vogliamo fare un campionato importante e quindi ci vogliono giocatori che hanno vissuto certi tipi di esperienze: Giachetti l’ha già fatta assieme a lui a Torino, Davide l’ha fatta così come Ndoja e noi crediamo nel ricorso degli eventi”.

Bruttini parla poi della scelta di tornare a vestire biancorosso a cinque anni di distanza: "Sono a Forlì perché cercavo un posto che mi desse nuovi stimoli, una grande piazza con grandi ambizioni come questa. Ho ritrovato Renato qui grazie anche all’interesse che ha dimostrato Sandro Dell’Agnello nei miei confronti: mi seguiva da diversi anni, a conferma di quanto mi desiderasse. La scelta di venire qua è stata mia, dettata dalle mie sensazioni e motivazioni. Decisivo è stato l’interesse di Sandro, in più ho visto in Forlì una società sana, ambiziosa, ed anche da avversario ho sempre visto un palazzetto in grado di fare la differenza. Cercavo proprio un ambiente con grandi ambizioni come questo.

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Sulla squadra, Bruttini è soddisfatto e fiducioso: “Mi piace molto, sulla carta è competitiva. Direi che ci siamo, è un ottimo punto di partenza. Voglio aiutare i miei compagni a fare bene in tutti modi, sia coi punti che in altre maniere. La cosa più importante per me è il risultato del gruppo. È proprio quello che ti lascia qualcosa dentro e che segna anche la storia delle società. Non mi piace mettermi in mostra e parlare di me stesso, voglio tenermi un po’ di carte per stupire”. Pasquali poi interviene svelando un altro curioso retroscena, questa volta più recente: "Davide non dice che due anni fa era fatta, poi invece virò su Treviso. Quindi già un corteggiamento ci fu stato”. Ad accoglierlo anche Daniele Mezzacapo, vicesindaco di Forli con delega allo sport, che ha voluto salutarlo a nome della città: “Sono convinto che Davide si troverà bene, qui c’è una tifoseria calda e specializzata e la città e pronta ad accoglierlo”.

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