Basket, l'Unieuro presenta Klaudio Ndoja: "Dovrà essere il nostro condottiero"

Non uno a cui piace parlare, ma che sa prendersi la squadra sulle spalle per portarla a vittoria: questo è Klaudio Ndoja, il nuovo  4 dell’Unieuro Forlì

Non uno a cui piace parlare, ma che sa prendersi la squadra sulle spalle per portarla a vittoria: questo è Klaudio Ndoja, il nuovo  4 dell’Unieuro Forlì presentato alla stampa questa mattina presso “Ruggine Caffè e Cucina”, con la classica presenza del presidente Nicosanti e del GM Pasquali.

Proprio il CEO dell’Unieuro dà il benvenuto al neo acquisto, ricordando l’obiettivo sportivo: “È arrivato il gladiatore. La sua storia è bella, io ho avuto la fortuna di leggere il suo libro e devo dire che oltre all’atleta si percepisce anche lo spessore umano che secondo me è importante in ogni giocatore che fa parte della nostra squadra. La nostra è una società giovane e questo è un nuovo anno di crescita, stiamo facendo un investimento a livello giovanile per coinvolgere tutti i ragazzini di Forlì in quello che è uno degli sport più belli al mondo. Credo che Klaudio sia l’espressione di un giocatore forte tecnicamente e fisicamente ma soprattutto mentalmente. Oggi abbiamo messo assieme dieci buoni giocatori, il lavoro dal 19 in avanti è quello di cementare il gruppo all’interno dello spogliatoio per poterlo far rendere al 101%. Se ci riusciremo, a maggio giocheremo ancora. Siamo sempre andati in ferie troppo presto…”

La palla passa poi al GM Renato Pasquali, che sottolinea un importante criterio di scelta dei giocatori: “Penso che abbiamo preso un giocatore dall’etica del lavoro singolare. Klaudio dovrà essere il nostro condottiero, la nostra lente e quello che  può ridare il coraggio a tutta la squadra. Pensiamo che sia uno di quelli in grado di dare l’input giusto e speriamo che gli altri si facciano contagiare da lui. Noi l’anno scorso non avevamo un giocatore che avesse coraggio: quest’anno penso di averlo individuato in Klaudio e spero che gli altri possano seguirlo.”

Ndoja non è un cestista “scontato”: “So dove vengo e quello che mi viene chiesto. Non sono carico come dicono tutti alle presentazioni, io sono uno che parla poco. Creare un gruppo è molto più difficile di quello che sembra: non basta spendere soldi, bisogna saper prendere le persone. Queste nel momento di difficoltà fanno la differenza e questo la vita me l’ha insegnato. Vedremo di fare un ulteriore passo rispetto al passato e magari di vincere uno, due, tre turni di playoff e di creare un clima importante perché so cosa vuol dire giocare qui. Da avversario era odioso giocare a Forlì per il clima che c’era”

Il cestista albanese naturalizzato italiano spiega la scelta di Forlì: “Avevo anche delle altre opzioni ma ho optato per questa perché è quella che si avvicina più a me come carattere. Mi sono reso conto che dove ci sono delle sane pressioni riesco a dare qualcosa in più: dove ci sono 4mila persone mi sento meglio rispetto a dove ce ne sono 700”.

Pasquali chiude poi la conferenza con un’interessante anticipazione: “Come regola gli americani tendono ad arrivare il più tardi possibile, invece Watson parte il 13 ed il 14 è già qui. Questo è un segnale di serietà abbastanza inusuale”

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