Dovizioso analizza la gara di Jerez: "Rivedendola avrei dovuto fare qualcosa di diverso"

I bolidi della MotoGp sono tornati in pista per una giornata di test. In casa Ducati non c'erano novità significative da provare

All'indomani della Gran Premio di Spagna dominato da Marc Marquez, i bolidi della MotoGp sono tornati in pista a Jerez De La Frontera per una giornata di test. In casa Ducati non c'erano novità significative da provare, così Andrea Dovizioso, insieme a Danilo Petrucci, hanno provato degli assetti estremi, accumulando dati significativi. Il forlivese, sceso dal suo bolido rosso, è tornato così sulla prestazione di domenica, che l'ha visto chiudere al quarto posto alle spalle di Alex Rins e Maverick Vinales.

"Rivedendo la gara avrei dovuto fare qualcosa di diverso", sono le parole del forlivese, che ha concluso il programma di lavoro in anticipo rispetto agli altri team. Quanto alla Ducati, DesmoDovi ribadisce che "la base è buona, ma non basta. Vogliamo e possiamo giocarcela di più".

Sulla giornata, ha spiegato che "i test post-gara sono sempre utili, perché ci consentono di lavorare senza pressione e valutare alcune modifiche che solitamente non possiamo provare durante il weekend di gara, dove il tempo è limitato. Pur non avendo novità tecniche particolari a nostra disposizione, abbiamo lavorato su diversi dettagli, sia a livello di elettronica che di assetto, per capire in maniera più approfondita come questi cambino il comportamento della moto, ed abbiamo raccolto indicazioni utili che possiamo utilizzare su qualsiasi tracciato da qui in poi. Inoltre abbiamo provato anche un'evoluzione di pneumatico medio, con buoni riscontri. Si può sempre migliorare, sia a livello di guida che di pacchetto tecnico, ed andremo a Le Mans con le idee ancora più chiare su come farlo". 

Dovizioso non si è quindi focalizzato sulla prestazione cronometrica, chiudendo i collaudi fuori dalla top ten. In vetta si è piazzato Fabio Quartararo, il poleman della Yamaha del team Petronas rimasto appiedato in gara dopo un problema sulla sua M1. Il francese ha girato in 1'36"379, precedendo di 418 millesimi la Honda LCR di Cal Crutchlow e di 714 il compagno di squadra Franco Morbidelli. Molto attiva la Honda, con Marquez impegnato con una moto col telaio rinnovato da una nuova copertura in carbonio. Jorge Lorenzo ha provato invece un nuovo sellino e differenti appoggi per migliorare la sua ergonomia in sella alla RC213V. In casa Suzuki ha deputtato un "cucchiaio" davanti alla ruota posteriore, mentre in Yamaha si è lavorato sul setup.

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