Il solito inizio ad handicap, difesa negativa e la scarsa vena di Marini: i perchè del ko dell'Unieuro a Mantova

L'Unieuro Forlì concede troppo nei primi minuti. Canestri su canestri che si riflettono sull'economia del match

Coach Sandro Dell'Agnello non l'ha nascosto. L'Unieuro Forlì concede troppo nei primi minuti. Canestri su canestri che si riflettono sull'economia del match. Contro Mantova i biancorossi hanno pagato un inizio ad handicap, incassando ben 20 punti in circa cinque minuti di gioco. Un film già visto contro Ferrara (3-17 per gli ospiti), con i mercuriali che hanno trovato tuttavia l'immediata capacità di ribaltare l'inerzia del match (primo quarto chiuso 24-21). Questa volta l'Unieuro non è stata precisa e alla fine è arrivata la terza sconfitta stagionale, mancando l'appuntamento con l'aggancio alla vetta della classifica che vede in testa a quota 10 Verona, Ravenna e Ferrara. Nelle prime sette di campionato solo contro Orzinuovi la squadra di Dell'Agnello è riuscita a mettere il naso avanti sin dalle prime fasi di gioco. Nella prima contro Ravenna il primo quarto è stato ad appannaggio dei bizantini, poi vittoriosi per 70-76; nella terza contro San Severo è stata sotto 17-26 salvo poi vincere per 89-78. Contro Udine non c'è stata storia, mentre nella sfida casalinga contro Milano l'Unieuro ha incassato i due punti in un finale che è meglio dimenticare e non ripetere. 

La partenza col freno a mano ha condizionato di fatto il canovaccio della partita dell'Unieuro, un surplus di energie fisiche e mentali per riaggancarsi al treno degli Stings che si è tradotto con un passivo di sei punti al termine dei 40 minuti. Gli undici punti accusati nei primi cinque minuti sono stati decisivi. Perchè in fin dei conti, se si vuole vedere un lato positivo dell'incontro, contro la migliore Mantova di inizio stagione, Forlì ha vinto i parziali del secondo tempo. La vittoria non è arrivata solo per meriti degli avversari, in quanto i biancorossi hanno mancato nel fondamentale che li contraddistingue, la difesa (ben dodici tiri liberi regalati, per citare una statistica). Nonostante gli 86 punti messi a segno, sono mancati i canestri pesanti di Pierpaolo Marini, con appena 8 punti a referto ed un pesante 0 su 3 dalla distanza. Non è stata nemmeno la serata di Davide Bruttini, che ha fallito canestri della sua portata, mentre meritano la sufficienza il sempre verde Jacopo Giachetti, Lorenzo Benvenuti e Erik Rush, tutti e tre in doppia cifra.

Il capitano, come al solito, ha preso per mano la squadra, totalizzando nei 26 minuti in campo 20 punti (5/11 da due e 1/4 da tre), 4 assist e tre rimbalzi. Rush ha pagato invece la scarsa vena da tre, con appena il 36% (4 su 11). Si è fatta sentire sulle spalle di Forlì la serataccia di "Mo" Watson, che sin dai primi minuti di gioco non è riuscito a trovare la quadra del match, soffrendo la fisicità dei padroni di casa. Ha tirato poco da due (2/4) così come da tre (1/3), servendo appena quattro assist. Decisamente poco affammato il numero 10 mercuriale rispetto alla magica serata contro Ferrara. Ha carattere da vendere il giovane Luca Campori che in due minuti di gioco si è preso tre rimbalzi difensivi. Dall'altra parte va reso merito ad una Mantova che ha segnato più della sua media, con un 20 su 32 da due (63%), ben 12 su 27 da tre (44%), 16 su 23 dai liberi (70%), oltre 36 rimbalzi di cui ben 29 difensivi. Domenica c'è la Juve Caserta, sconfitta in casa da Imola. 

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