L'Unieuro 2.015 che verrà, intervista al general manager Pasquali: "Rivoluzione? Deciderà l'allenatore"

Pasquali ha fatto un bilancio tra passato e futuro, senza però rilasciare nuove dichiarazioni sul prossimo coach (che dovrebbe essere ufficializzato nelle prossime ore).

Il mercato della Pallacanestro Forlì 2.015 si sbloccherà non appena sarà ufficializzato il nuovo allenatore. Lo ha annunciato il general manager dell’Unieuro Forlì Renato Pasquali in occasione della serata di gala di giovedì con cena di fine anno della squadra svoltasi alla Elfi. Pasquali ha fatto un bilancio tra passato e futuro, senza però rilasciare nuove dichiarazioni sul prossimo coach (che dovrebbe essere ufficializzato nelle prossime ore).

Pasquali, la pallacanestro italiana sta attraversando un periodo di crisi. Per voi che operate è più facile o più difficile fare la squadra?
Sicuramente è più difficile perché le squadre in Serie A sono aumentate e richiederanno un numero maggiore di italiani. Da quello che ho saputo si è scelto di andare sulla formula 6+6: verranno quindi a pescare sicuramente i giocatori dalla Lega A2 e questo vorrà dire indebolire ulteriormente il nostro mercato e soprattutto anche alzare i prezzi su quelli che rimangono. Non sarà un mercato facile, i giocatori che abbiamo provato ad “annusare” hanno risposto che hanno già diverse opportunità dalla Serie A".

Per quanto riguarda la tua società e la tua squadra, cosa possiamo dire ai nostri tifosi a casa? Si preannuncia una rivoluzione o solo qualche cambiamento?
Questo lo deciderà l’allenatore. Noi stiamo cercando un profilo giusto con la giusta motivazione e la giusta esperienza, dopodiché in base a quelle che saranno le sue indicazioni trarremo le opportune conclusioni”.

Per quanto riguarda la scorsa stagione, se la sente di dare un voto a società e giocatori per quanto ottenuto rispetto alle aspettative di inizio anno?
Do un voto positivo sia alla società che alla squadra: l’obiettivo stagionale è stato conseguito, quindi la sufficienza l’abbiamo raggiunta tutti. Poi, all’interno delle varie responsabilità forse qualcuno merita un voto un po’ più ricco, mentre qualcun altro ne merita uno un po’ più scarso, però qui si gioca di squadra ed alla fine io do un voto positivo a tutti”.

Si aspettava questo epilogo ai playoff o pensava che la squadra potesse passare il turno?
Viste le condizioni (aver perso un giocatore importante come Tommaso Oxilia a cinque giornate dalla fine ed un americano alla vigilia dei playoff), il nostro obiettivo era diventato provare a vincere almeno le due partite in casa: questo è stato un altro micro obiettivo raggiunto, certo che ci aspettavamo una gara 5 più competitiva, questo sì”.

Un giudizio sui tifosi, sempre al seguito sia in casa che in trasferta questa stagione?
“I tifosi sono una ricchezza per noi e devo complimentarmi con loro per essere stati sempre costanti, li abbiamo trovati in tutti i palazzetti d’Italia e ad alcuni di questi riconosciamo di avere una fede, una passione che ci ha aiutato e a cui va dato merito. Anche quando abbiamo giocato in casa indubbiamente abbiamo sentito il loro supporto, il loro incoraggiamento e devo anche dire che qualche volta quando c’è mancato, la squadra si è un po’ assopita, viceversa quando loro l’hanno fatto sentire la squadra ne ha beneficiato. Questo non vuol dire che è colpa dei tifosi, ma sicuramente si fanno sentire e per noi sono importanti”.

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