Serie D, si presenta Benuzzi: "Non mi trovo nel Sahara, ma in un'oasi"

Subentrato ad Attilio Bardi, al quale ha espresso parole di stima, fa della difesa a quattro il suo credo

Poche ore a disposizione per conoscere la squadra. Eugenio Benuzzi, contro il Tuttocuoio 1957, siederà per la prima volta sulla panchina del Forlì. Subentrato ad Attilio Bardi, al quale ha espresso parole di stima, fa della difesa a quattro il suo credo. "E' molto importante calarsi nell'ambiente in cui ci si trova - ha esordito Benuzzi -. Quando si subentra occorre essere come un sarto, che fa un abito su misura del modello e non viceversa". A Ravenna era definito lo "Specialone": "Se non si ride di se stesso è meglio che ci nasconde. E' una cosa simpatica che mi è stata affiliata. Credo che con i mass media i rapporti debbano esser rispettosi. Sono un po' permaloso se vengono scritte cose non vere. La comunicazione è molto importante ed è doveroso mettere i giornalisti a proprio agio anche da parte mia".

Fiducia nella squadra

Quanto alla squadra, il neo allenatore riferisce di aver trovata in buone condizioni: "Bardi è sicuramente un ottimo allenatore e non vengono nel deserto del Sahara, ma in un'oasi. Sono qui con entusiasmo, perchè prosegue un allenatore con la a maiuscola e non ce ne sono molti". "L'esperienza di Forlì mi servirà come crescita - ha proseguito -. Non sono bravo, ma cercherò di far sì che i giocatori lo siano. Per me questa è un'ottima squadra. La mia filosofia è farli sentire bravi. E per me lo sono. Li ho allenati (i lavori in campo saranno sempre a porte aperte, ndr) con questa pretesa. L'obiettivo è ricominciare a fare bene, prendendo spunto dal risultato di Sasso Marconi". Quanto alla trasferta toscana, il nuovo mister non fa previsioni: "Devo vedere gli occhi della tigre nei ragazzi e poi sceglierò. E' un campo tosto, ma mi piace dove ci si rimbocca le maniche e si va all'assalto. Mi piace il campo caldo con la gente. Mi gaso. Il risultato che verrà sarà merito chi di li ha allenati prima e della dirigenza che ha dato serenità". Sul modulo, "mi piace giocare a quattro. Devo capire se proseguire l'ottimo lavoro fatto o fare qualche aggiustamento. Aspetto segnali dai ragazzi. Non è un problema di modulo, ma di motivazioni. Bisogna correre ed essere più duri degli avversari. Ed è questo che voglio trasmettere. Sicuramente manderò in campo una squadra equilibrata, con l'obiettivo di non prendere gol". Unici assenti Galeotti e Gimelli.

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Parola alla società

Il vice presidente della società, Gianfranco Cappelli, ha ringraziato l'operato di Bardi: "Abbiamo avuto un ottimo e bellissimo rapporto". Gli ha fatto eco il direttore sportivo Oberdan Melini: "Ringrazio Bardi per quanto ha saputo dare. Il calcio riserva anche queste situazioni. Bardi sarà una figura che non sarà mai dimenticata. Il calcio va avanti. E' stata una pagina dolorosa, perchè questo esonero è stata anche una mia sconfitta. Le vittorie, così come le sconfitte, appartengono a tutti. In qualcosa abbiamo sbagliato e le colpe vanno equamente distribuite". Il presente e futuro è nel volto di Benuzzi, ha proseguito di Melini, "perchè conosce la categoria, la nostra squadra e gli avversari. Non abbiamo cercato profili di Nord e Sud. La piazza era ambita da allenatori che si offrivano. Ma sin dall'inizio avevamo chiaro un profilo, che conoscesse la realtà che ci circonda. E la nostra scelta è andata subito su Benuzzi".

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