E' una Dakar da "uomini duri": tanti ostacoli, ma l'equipaggio forlivese supera anche la terza tappa

Anche la quarta tappa, da Arequipa a Tacna con 259 chilometri di trasferimento e 405 chilometri di prova speciale, si annuncia un'autentica maratona. I mezzi non avranno assistenza durante le ore serali

Foto Facebook Racing Team Le Fonti

L'edizione 2019 della Dakar peruviana presenta difficoltà difficili da superare anche per i piloti più esperti. La buona notizia a per l'equipaggio del RacingTeam Le Fonti Meldola composto da Andrea Schiumarini, Andrea Succi e Massimo Salvatore e aver completato anche la terza tappa, da San Jan de Marcona a Arequipa con 467 chilometri di trasferimento e 331 chilometri di prova speciale. "Ci sono volute otto ore per fare 180 chilometri", spiega Renato Rickler, team manager di R Team - Ralliart Off Road Italy - Ford Raptor SVT. Lungo il percorso i piloti hanno dovuto affrontare un catino di dune e trovare la via d'uscita è stata un'autentica impresa.

Commenta Schiumarini: "La nostra speciale è terminata al buio dopo 10 ore e 17 minuti e il nostro camion assistenza è ancora bloccato tra le dune insieme ad altri camion". Anche la terza tappa ha riservato non poche emozioni: "Abbiamo gli occhi e il cuore pieni della splendida giornata. Abbiamo oltrepassato dune di un altezza tale che oltre a non aver mai visto, nemmeno avremmo mai pensato che esistessero. Inutile dire che l'emozione e lo stupore sono stati enormi". Il terzetto ha "spremuto a fondo il Raptor per salire in alcuni passaggi veramente da brivido".

"Dopo le salite - continua ancora Schiumarini - siamo ridiscesi in maniera vertiginosa da un picco per 2 chilometri. Sembrava di sciare con la macchina, ma in una pista nera. Ma non ci siamo fatti mancare nemmeno passaggi dentro fiumi in secca e canyon, passando poi ai 40 chilometri di percorso che abbiamo fatto in spiaggia a bordo oceano, con le onde che a tratti invadevano la carreggiata. Indescrivibile".

"Il morale del team è alto, nonostante la stanchezza che ovviamente comincia a farsi sentire", confessa il pilota, che confessa anche una "chicca": "Quando siamo arrivati sulle dune molto difficili, abbiamo trovato molti equipaggi bloccati nella sabbia, ma mentre riuscivamo a passare la duna con il motore del Raptor che urlava, i membri degli altri equipaggi ci applaudivano. Anche questa è la Dakar". Anche la quarta tappa, da Arequipa a Tacna con 259 chilometri di trasferimento e 405 chilometri di prova speciale, si annuncia un'autentica maratona. I mezzi non avranno assistenza durante le ore serali. Quindi inizierà la risalita verso nord.

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