Un'avventura lunga quasi 8mila chilometri, Andrea Schiumarini: "Sono pronto per la mia seconda Dakar"

Per il secondo anno il pilota forlivese correrà nella squadra di R Team che ha messo a disposizione e ha preparato per l’occasione la nuova macchina

Un anno importante quello del 2019 per Andrea Schiumarini, che lo ha visto dapprima debuttare a gennaio alla Dakar 2019 per poi confermare oggi la sua seconda partecipazione al più famoso Rally Raid del mondo, che per l’edizione 2020 si è spostato in Arabia Saudita. Insieme al co-pilota Enrico Gaspari, sarà alla guida di un Mitsubishi Pajero WRC Plus in categoria T1, una divisione superiore rispetto a quella che lo ha visto protagonista nel 2019 a bordo di un Ford Rapator T2, con l’opportunità quindi di potersi confrontare con i piloti ufficiali che puntano alle posizioni in classifica assoluta. Per il secondo anno il pilota forlivese correrà nella squadra di R Team che ha messo a disposizione e ha preparato per l’occasione la nuova macchina. R Team ha infatti una pluriennale esperienza nell’allestimento proprio dei Mitsubishi Pajero. 

"Per questa Dakar - dichiara Schiumarini - avremo una macchina completamente nuova nell’allestimento, con passo allungato e sbalzo posteriore ridotto. Anche le sospensioni sono state modificate ed è stata irrigidita per essere adattata al terreno che incontreremo in Arabia Saudita". Il 18 ottobre Schiumarini e Gaspari hanno partecipato alla Baja-Troia in Turchia, una gara di 900 chilometri di prove speciali su terreni tecnici e tratti di piste veloci. Un appuntamento che si è rivelato indispensabile per il setup della macchina e per iniziare l’affiatamento tra i due piloti che hanno conquistato un secondo posto in categoria auto. 

A fine ottobre Schiumarini è partito, sempre con il Pajero, per un altro test di 4 giorni in Tunisia dove si svolto un vero e proprio training su sabbia, quindi un terreno più simile a quello che il pilota forlivese incontrerà alla Dakar. Questo test è stata la vera occasione per conoscere ed affinare i segreti della macchina sulle dune, le piste rocciose e nell’attraversamento dei famosi uidian, canyon formati da letti di torrenti in cui scorre, o scorreva, un corso d’acqua, scenari tipici della penisola araba. Dal 5 al 17 gennaio torna l'appuntamento col deserto in quello che è considerato il capitolo terzo della Dakar. Dopo l’Africa ed il Sud America, il rally raid considerato tra i più impegnativi e pericolosi, si sposterà in Arabia Saudita con partenza da Jeddah (costa orientale) ed un programma che vede 12 tappe e 7.800 chilometri di percorso totale.

"Questa Dakar - continua il pilota forlivese - sarà come un secondo debutto per me. Dopo aver studiato per diversi anni il terreno del Perù ed averlo percorso nel 2019, in Arabia Saudita sarà tutto da scoprire". Schiumarini, per essere pronto all’appuntamento di gennaio, ha iniziato un intenso programma di preparazione sia fisica che tecnica, con allenamenti su terreno simulando varie condizioni di gara e studio della navigazione. Una preparazione che è frutto di esperienza acquisita in oltre dieci anni di presenza in gare internazionali e che hanno permesso a Schiumarini di realizzare il sogno della Dakar.

"Il cammino per arrivare in Perù nel 2019 - conclude il pilota - è stato per me una continua crescita. Dal primo giorno che ho iniziato a correre, sapevo che la Dakar sarebbe stata il mio obiettivo, ma non come un punto di arrivo. Un progetto sportivo che ti porta sulla linea di partenza di uno dei rally più famosi al mondo è uno stimolo molto forte per migliorare e crescere. Per questo mi reputo molto fortunato per la mia seconda partecipazione, perché significa che la passione e la voglia di mettermi in gioco è ancora forte".

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