Unieuro, arriva Verona e Valli suona la carica: “I nostri tifosi sono l’arma in più”

Grosso ostacolo nella scalata alla classifica dei romagnoli: domenica (ore 18), al PalaGalassi, scenderà la lanciata e solidissima Tezenis. Per spuntarla Forlì dovrà aggredire, correre e farsi spingere dai propri sostenitori.

Chilogrammi – 20 nei soli spot di centro ed ala, tanto che il cesenate David Brkic potrebbe facilmente esser la custodia di Iba Thiam… – e centimetri: tra la Scaligera Verona, avversaria, domenica, della sesta finale consecutiva verso l’agognata salvezza (diretta o via play-out, si vedrà) e l’Unieuro Pallacanestro Forlì c’è oggettivamente un abisso fisico-atletico complicato da colmare. “Ma non è solo questione di stazza – spiega coach Giorgio Valli in sede di presentazione del match (palla a due, PalaGalassi, alle ore 18) –: Verona ha talento e tecnica da primissima della classe; non a caso ha battuto entrambe le bolognesi. La classifica potrebbe indurre in errore (i gialloblu sono settimi con 26 punti, ndr) ma sono un team che nessuno vorrà incrociare nei play-off.” Vittima dei propri alti e bassi – oggi i veneti sono in attivo di 3 vittorie, avendo piegato, tra l’altro, Mantova e Virtus ma prima avevano ceduto il passo a Recanati – la Tezenis ha profondità ed esperienza in ogni ruolo, potendo far leva su giocatori come gli USA Dawan Robinson (già a Varese in A1), Michael Frazier (18 punti e 5 rimbalzi a gara), la solidità in area dei robusti DAne Diliegro e David Brkic, la spensierata concretezza di Marco Portannese e la grinta di capitan Giorgio Boscagin. Forlì avrà dalla sua l’entusiasmo del successo di Recanti e la gran voglia del proprio pubblico di uscire dal pantano. Troppo entusiasmo? “Non c’è stato bisogno di fare il pompiere, i ragazzi sanno benissimo che nulla è ancora fatto, anzi. Lo stesso Ryan Amoroso mi ha detto: ci siamo solo guadagnati la possibilità di giocarci il nostro destino, senza dipendere dai risultati altrui. Ci aspetta un finale di stagione di scontri con squadre affamate di vittoria quanto noi. Per spuntarla ci vuole ancora molto lavoro, dobbiamo ancora fare un bel salto di qualità.” In quale settore? Valli è cristallino: “In attacco nessuno deve nascondersi, tutti devono aggredire il campo senza aspettare che sia Melvin Johnson a farsi carico della scelta decisiva, tutti devono essere centravanti. La palla deve girare vorticosamente o, specie con squadre molto tecniche tipo Verona, rischiamo di subire una batosta.” Come all’andata? “Sì. All’andata subimmo. Ora non siamo attrezzati meglio, non siamo alla pari. Ci vorrà ben più che un compitino per giocarcela.” Priva ormai definitivamente di Davide Reati e con Rotondo non al massimo (pubalgia e stato febbrile), Forlì dovrà dare tutto “ma contiamo molto – conclude Valli – sul nostro splendido pubblico: vorrei un Palazzo completamente biancorosso.”
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