Unieuro, battere Trieste per continuare a sperare

Domenica al PalaGalassi la prima delle “dieci finali” che separano Forlì dai play-out salvezza. Nicosanti sprona l’ambiente: “Dobbiamo provarci per ripagare la passione di questa città”.

La metamorfosi è completa: l’Unieuro affronterà, domenica ore 18 nel primo del trittico di match spartiacque tutti giocati al PalaGalassi (da segnare in rosso il derbyssimo del 26 febbraio con Fortitudo e il recupero con Piacenza di sabato sera 4 marzo), la sorprendente Trieste con il nuovo, rinnovatissimo, assetto. Del quintetto ideato in estate – su cui il Presidente della Fondazione Giancarlo Nicosanti, con onestà, non lesina “mea culpa” – e che in casa della compagine giuliana all’andata rimediò un terribile bastonata, di fatto, rimane il solo Simone Pierich. Ogo Adegboye, Melvin Johnson, l’ultimissimo innesto Riccardo Castelli da Udine, Ryan Amoroso, completano lo starting five che coach Valli dovrà pilotare nel filotto di vittorie obbligate per recuperare il -4 da Recanati. Anche se, calendario alla mani, è forse Chieti la compagine con più ostacoli sul suo cammino. “Abbiamo completato il nuovo assetto di squadra – ha esordito Nicosanti, protagonista inusuale della conferenza pre-match del venerdì –. E’ stato fatto uno sforzo economico encomiabile da parte di tutti i soci della Fondazione (tra cui Andrea Borini, Direttore scientifico della rete di cliniche specializzate in infertilità Tecnobios, diventato nuovo socio, l’ottavo, da poche settimane ndr). Purtroppo non sempre agli sforzi e alla volontà di cambiamento, corrispondono risultati sportivi ma abbiamo cercato di soddisfare le richieste dello staff tecnico. Più che riconoscere gli errori e cercare di rimediare non potevamo fare. Non era assolutamente prevista questa situazione ma la passione di questa piazza ci ha motivato ancor di più ad impegnarci. Ma non abbiamo fatto passi avventati, bensì quello che possiamo: non è nostra intenzione buttare a mare gli investimenti; il progetto continua.” Primo impegno da superare, per rilanciare classifica e morale, come detto, l’ostica Trieste. I dieci alfieri di Dalmasson sono a tutti gli effetti la sorpresa positiva dell’A2 Est, seconda a quota 28 punti. Assetto solidissimo – Pecile, Prandin e il pivot Cittadini offrono esperienza e mestiere senza pari – arricchito dai guizzi di talento di due ottimi USA quali, la guardia Javonte Green (quasi 16.3 + 5.8 a partita) e l’ala rientrante Jordan Parks (14.2 + 7.4), completa le opportunità realizzative con un giocatore di livello come Matteo Da Ros e il realizzatore dall’arco Stefano Bossi. Trieste contrappone fisicità e varietà di gioco tale da metter chiunque in difficoltà. Ma Forlì non ha scelta: o vincere o vincere. Idem nel derby con Bologna Fortitudo domenica 26 febbraio. Match già in volata viste le polemiche date dal divieto agli emiliani di trasferta: “Vietare ai tifosi, qualsiasi essi siano, di assistere a un evento significa arrendersi di fronte alle difficoltà. E’ un peccato rischiare di non poter vedere il nostro Palazzo pieno. Mi auguro si possa trovare una soluzione e lo faremo confrontandoci con le autorità e le altre società, poi ci rifaremo a quanto deciso da chi di competenza.”

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