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Da una vecchia perizia psichiatrica nasce il romanzo "Casematte" di Mario Proli

 

L'autore ripercorre la lunga gestazione del suo romanzo, che trae origine da una vecchia perizia medico-legale dell'ospedale psichiatrico di Firenze. Da qui si ripana un romanzo ambientato nella prima metà del Novecento. Il debutto letterario di Mario Proli come romanziere gli è immediatamente valso una segnalazione - e la stampa per i propri tipi - al Premio Internazionale “Mario Luzi” (sezione “Italia dell’avvenire” per la narrativa inedita) e l'approdo alla finale del premio internazionale “Michelangelo Buonarroti” di Lucca.

Il romanzo si intitola “Casematte” ed è un appassionato affresco storico del periodo su cui Proli - apprezzato storico e saggista - concentra da sempre le proprie ricerche, cioè il passaggio tra Ottocento e Novecento, con le sue trasformazioni economiche, politiche e sociali, ed a cui ha dedicato a metà degli Anni Novanta anche la propria tesi di laurea (vincitrice a sua volta del premio “Cesare Pozzo”). “La formazione del romanzo – racconta Proli nella prefazione - data in effetti a quegli anni, cioè a quando mi sono imbattuto, durante gli studi universitari, in una perizia medico-legale stilata a fine Ottocento da un autorevole esperto. A suscitare curiosità era soprattutto il fatto che la perizia metteva in gioco un tema intrigante, e cioè quello dell'amore platonico quale causa di alienazione mentale”.

Ed in effetti il romanzo segue le vicende, anche giudiziarie di un ufficiale d’artiglieria accusato di diserzione per essere fuggito con una ragazza utilizzando parte della cassa del reggimento, spinto più dall’idea stessa dell’amore che dalla passione per la giovane. Un punto di partenza tratto dalla realtà e pure perfettamente in linea con i modi del romanzo tardo-ottocentesco, che Proli riesce a gestire magistralmente calando la forma del legal thriller in un’ambientazione ottocentesca particolarmente curata dal punto di vista storico.

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