Mattarella al teatro, una studentessa del Classico parla a nome delle nuove generazioni

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Il saluto religioso era stato già dato da Quinto Fabbri, nella parrocchia di Ravaldino, alle 9 di mattina: “Ruffilli ha mostrato come essere persone costruttive, vorrei che i laici prendessero esempio da lui, un uomo che si è donato". In teatro, invece, c'è stato il saluto laico, con le autorità: il sindaco Davide Drei, il presidente della Fondazione Ruffilli, Pierangelo Schiera e una studentessa del Liceo Classico, Martina De Rosa, che ha tradito l'emozione di quel palco e di parlare a nome di una generazione che quando Ruffilli venne trucidato non era neanche nata. Proprio alle nuove generazioni Schiera si è rivolto: “Prendete questo fuoco e ravvivatelo”. Dotto – e a tratti noioso – l' “Elogio alla riforma” di Massimo Cacciari, mentre il Presidente è riuscito ad andare più al cuore, quando ha fatto riferimento all'intervento della studentessa e ha contrapposto il carattere mite di Ruffilli alla violenza assoluta dei brigatisti. “Acuta intelligenza”, “trasparenza”, “ironia”: sono le parole con cui Mattarella ha definito Ruffilli, amico e vecchio compagno di partito.

La giornata forlivese di Mattarella: la cronaca

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