Rilievi di incidenti, caccia agli abusi edilizi e gestioni emergenze: nuovi "agenti speciali" per la Polizia Municipale

Già da alcuni mesi il Corpo di Polizia Locale dell'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese ha in dotazione alcuni droni

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Partirà nei primi giorni di gennaio la fase di sperimentazione dell’impiego dei droni in supporto alle pattuglie per il rilievo di incidenti stradali. Già da alcuni mesi il Corpo di Polizia Locale dell'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese ha in dotazione alcuni droni o meglio, per utilizzare i termini corretti di Enac, due tipologie di Sapr (sistemi aeromobili a pilotaggio remoto): il primo tipo, del peso di 1,600 kg richiede una particolare formazione e l’acquisizione di una specifica abilitazione; il secondo tipo, del peso di 300 grammi, rientrante, nella categoria degli “inoffensivi”, secondo la classificazione del Regolamento Enac; l’impiego dei droni di questa ultima tipologia non richiede un vero e proprio patentino ma una conoscenza di base delle normative e l’acquisizione delle tecniche di pilotaggio.

La formazione degli agenti

Il corpo Unico di Polizia Locale, proprio perché operante su un vasto ed eterogeneo territorio, ha concluso nei primi mesi di quest’anno, la formazione di otto piloti. Nel corso del primo periodo di operatività, i mezzi sono stati impiegati esclusivamente in supporto per controlli edilizi e verifiche di caseggiati danneggiati in seguito ad eventi atmosferici. A breve partirà anche l’impiego a supporto delle pattuglie che rilevano gli incidenti. Con l’introduzione di questa tecnologia è prevista una progressiva riduzione dei tempi di intervento con minore disagio per l’utenza e per il traffico; contestualmente saranno migliori le immagini dei rilievi soprattutto quando il campo del sinistro risulta particolarmente esteso e complesso. L’utilizzo per questo tipo di attività era già stato previsto fin dall’inizio ma ha subito un temporaneo rallentamento legato alla stesura di protocolli operativi con Enac e Enav per la presenza dell’aeroporto Ridolfi.

E’ di pochi giorni fa, un’intesa di massima fra le autorità preposte ed il Corpo Unico di Polizia Locale che prevede l’avvio di una fase sperimentale di operatività del nucleo piloti Sapr in supporto al rilievo degli incidenti stradali. Il pilota Sapr dovrà preventivamente contattare la torre dell’aeroporto e coordinarsi con essa per poter effettuare la propria attività di volo specializzato. La formazione acquisita da piloti Sapr, ha permesso alla Polizia Locale dell’Unione di creare anche un nucleo di operatori specializzati nei controlli, coordinato dagli ispettore Moreno Balzani e ispettore Andrea Fabbri.

Le potenzialità

Le potenzialità di impiego dei droni per le attività di polizia stradale, edilizia, ambientale e protezione civile, sono già all’attenzione delle varie istituzioni, infatti anche Anci Emilia Romagna lo scorso mese di giugno ha organizzato un primo seminario di confronto con lo scopo di illustrare ai diversi enti l’attuale "mondo" dei droni e dei Sapr ed in particolare le possibili evoluzioni nei prossimi anni sia per gli aspetti funzionali/tecnici (possibilità di impiego, rischi) sia per gli aspetti normativi (utilizzi corretti ed illeciti, responsabilità, limiti di impiego).

Le norme sull'impiego dei droni

La rapida diffusione dei droni, sia di tipo professionale che soprattutto a livello ludico/ricreativo comportano potenziali rischi per l’incolumità delle persone e delle cose. E’ di poche settimane fa la segnalazione per un drone caduto presso la torre civica del Comune di Bertinoro che, per fortuna, non ha provocato danni o infortuni ma che invece ha avuto conseguenze negative per il pilota il quale, senza conoscenza delle norme, con una certa superficialità si è avventurato in un’attività ricreativa in pieno centro abitato.

La Polizia Locale, proprio in queste festività natalizie, vuole raccomandare a tutti quelli che hanno acquistato o ricevuto in dono un drone (in questo caso non si parla di un giocattolo del valore di poche decine di euro), "di conoscere le norme che informano sull’impiego in modo corretto di questi strumenti di alta tecnologia. In particolare, "per scopi diversi da quelli commerciali o professionali, per i quali l’operatore e pilota deve acquisire una vera e propria abilitazione, occorre sapere alcune regole di base: l’attività non deve arrecare rischi a persone o beni a terra e ad altri utilizzatori dello spazio aereo; bisogna mantenere la separazione da ostacoli, evitare collisioni in volo e dare la precedenza a tutti".

"Il volo va effettuato solo di giorno e si deve mantenere il continuo contatto visivo con il drone, senza l'ausilio di dispositivi ottici e/o elettronici; l’attività di volo deve essere condotta in zone non popolate, sufficientemente lontano da edifici, infrastrutture e installazioni, con un'altezza massima di 70 metri ed entro un raggio massimo di 200 metri. Infine è molto importante, si deve volare al di fuori dell'Atz di un aeroporto (Zona di Rispetto Aeroportuale), oppure ad una distanza superiore a 5 Km dall'aeroporto, al di fuori dei Ctr (zone di traffico aereo controllato), al di fuori delle zone regolamentate attive e delle zone proibite".

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