Martedì, 26 Ottobre 2021
Animali

I nuovi abbandoni estivi: "I cani finiscono in canile per le rinunce di proprietà. Troppa superficialità"

A parlarne a Forlitoday.it è Patrizia Magnani, medico veterinario forlivese, che collabora con il Canile comprensoriale di Forlì. “Nel periodo estivo si ha spesso un aumento delle entrate dei cani in canile, parlo di quello di Forlì in cui fornisco consulenza alla cooperativa For - B che lo gestisce, dovuta ai recuperi nel territorio competente"

Purtroppo, ancora oggi, il periodo estivo non è un momento felice per gli animali domestici. In particolare i canili rilevano sempre un aumento di cani in entrata: anche se a Forlì la situazione non è drammatica, come in altre parti d'Italia e il randagismo è un fenomeno quasi scomparso, prende sempre più corpo una nova modalità di abbandono. A parlarne a Forlitoday.it è Patrizia Magnani, medico veterinario forlivese, che collabora con il Canile comprensoriale di Forlì.  

“Nel periodo estivo si ha spesso un aumento delle entrate dei cani in canile, parlo di quello di Forlì in cui fornisco consulenza alla cooperativa For - B che lo gestisce, dovuta ai recuperi nel territorio competente. Si è risolto il problema del randagismo: ormai sono anni che nelle nostre zone non sono presenti cani randagi, sia per le campagne di sensibilizzazione, sia per l' applicazione del microchip – spiega Magnani -, ma da un po' di tempo il 'nuovo abbandono' da parte dell'uomo riguarda le cosiddette rinunce di proprietà. Chi non ha più possibilità di tenere un cane può, rivolgendosi agli uffici preposti nei nostri Comuni, chiederne la rinuncia e a fronte di un esborso economico variabile, e se autorizzato, può  poi portare l'animale  in canile. Se questa opportunità è stata inserita dalla legge consentendo al cittadino, in caso di emergenze estreme (morte del proprietario, grave malattia), la necessità di tutelare il cane sfruttando uno dei compiti sociali che ha un canile, negli ultimi tempi è evidente che viene richiesta spesso per motivazioni come incapacità gestionali o problemi economici del proprietario o problematiche legate alla aggressività o ad altri problemi comportamentali degli animali”.

La rinuncia di proprietà sembra divenuta troppo comune tra i proprietari di cani, quando invece dovrebbe essere uno strumento estremo, per tutelare l'animale in casi rari. Prosegue Magnani: “A volte sono cani anche molto giovani, di razza, a volte cani acquisiti tramite post pietistici nei vari social. Dunque il problema di questi 'nuovi abbandoni' sta nel fatto che la scelta di acquisire un cane avviene sicuramente con troppa superficialità, senza considerare che vivere con uno o più animali richiede impegno e rinunce, sia per la modifica delle abitudini proprie e familiari, sia economiche (per i fabbisogni fisiologici e legati alla salute del cane), che non dura per pochi mesi, ma per tutti gli anni di vita del soggetto. Questi sacrifici sono sicuramente ripagati dalla presenza di un animale nel contesto familiare, ma molte persone, pur avendo il desiderio di prendere in famiglia un cane, non sono pronte ad accettare”. A fronte di queste difficoltà, evidentemente non ponderate prima di una  scelta importante, forse sottovalutata, arrivano le rinunce di proprietà.  

“Se ne deduce che dobbiamo ancora progredire molto per lo sviluppo di una relazione corretta tra uomo e animale – sottolinea Magnani -. I consigli del proprio veterinario di fiducia prima dell'inserimento del cane in famiglia, la formazione tramite il cosiddetto 'Patentino per proprietari', una visita ai canili di zona, possono essere molto utili per capire se la scelta che si sta per intraprendere sarà quella giusta. Ritengo anche che la scelta di vivere con un cane debba essere fatta personalmente andando in allevamento o in canile per conoscersi e piacersi a vicenda. La scelta attraverso una foto o un video può rivelarsi deludente rispetto alle proprie aspettative e questo comporterà una sofferenza per un soggetto che, al posto di una casa, si ritroverà di nuovo all'interno di un box”, conclude. 

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