Giovedì, 24 Giugno 2021
Attualità

19 maggio 1944: quando le bombe insanguinarono Forlì

Alla fine, il bilancio, certificato da un documento dell’Unpa del 1945, parla di 132 morti accertati e 455 feriti

A Forlì, all’interno della chiesa di Santa Maria del Fiore, una cappella ricorda le vittime del tragico bombardamento aereo del 19 maggio 1944. Quel venerdì mattina di settantasette anni fa, la via Ravegnana era percorsa da frotte di contadini e massaie diretti al mercato. E fu proprio su quella direttrice che si scatenò l’inferno: fu il battesimo del terrore per il Cittadone. Antonio Mambelli nei suoi “Diari degli Avvenimenti in Forlì e in Romagna dal 1939 al 1945”, scrive di un primo allarme dalle 8,10 alle 8,35, seguito da un'altra sirena delle fabbriche dalle 9,45 alle 12.

Vennero mandati a casa gli studenti, ma la gente continuò nelle proprie occupazioni. Passati pochi minuti dalla percezione del secondo segnale (il registro Unpa, acronimo di Unione Nazionale Protezione Antiaerea, conservato in Archivio di Stato, riporta chiaramente le 9,50 come ora d’avvio del dramma), sul cielo della città si staglia una formazione di 32 bombardieri: “Non meno di 150 bombe di medio calibro - continua Mambelli - sono sganciate a grappoli sulla fascia ferroviaria compresa nell’abitato e le zone industriali, fra l’ultimo sottopassaggio verso Forlimpopoli e la vecchia stazione, nonché su parte della Villa di Coriano, per una lunghezza di 2 chilometri e una profondità di circa 600 metri”.

Il rettore della chiesa del Suffragio don Alfredo Ghinassi, nel suo Diario scrive di “terribile bombardamento dalla vecchia stazione alla nuova con demolizione di molte case e dei molti stabilimenti della zona”. Il sacerdote non sa spiegare come sia rimasta praticamente illesa, seppur nell’occhio del ciclone, la chiesa di Santa Maria del Fiore, condotta dai frati Cappuccini ed eretta a parrocchia nel 1940 dal vescovo monsignor Giuseppe Rolla. Nuovamente don Ghinassi: “Anche a Coriano, mia vecchia parrocchia (si tratta della chiesa del cimitero sull’attuale via Correcchio, n.d.r.) sono state danneggiate due case coloniche con tre o quattro morti in ciascuna. Solo nella parrocchia di Santa Maria del Fiore circa 40 morti e moltissime case distrutte o rese inabitabili”.

Ritorniamo ad Antonio Mambelli: “Immense nuvole di fumo si sono levate dalle case e dalle fabbriche colpite: grida, urla, gemiti, di spaventati, di feriti, di moribondi travolti dalle macerie, fughe di scampati per miracolo verso la campagna e dentro la città”. Mentre crollano i muri e precipitano i tetti, gli incendi completano la rovina. L’intero sobborgo Mazzini, da Coriano fino alla nuova stazione ferroviaria, venne spazzato via. “Danni gravi hanno subito la Samea, i cui proprietari fratelli Bondi sono morti, la ditta Cimbro Fabbri di ferro, legnami e sementi, la fabbrica di stufe di Annibale Pasini, detto Niblì, la Orsi Mangelli Sidac, il Cantiere Benini di costruzioni in cemento, l’officina Bartoletti (autocarri), il ruotificio Montanari, il deposito di cicli Viroli e quello Servadei in via Ravegnana”.

Anche l’area fra il “Ponte del Vapore” in via Ravegnana e l’abitato di Viale Vittorio Veneto, rivela un cumulo di rovine. “Verso mezzogiorno – riprende Mambelli - una settantina di morti erano già allineati nell’obitorio del cimitero monumentale per il riconoscimento”. Una delle ragioni del bagno di sangue, è da ricercarsi nella sottovalutazione da parte dei forlivesi del pericolo che incombeva. Basta leggere quanto annota Mambelli alla data del 14 maggio, appena 5 cinque giorni prima: “L’essere sfuggiti sino ad oggi ad attacchi aerei sembra ai più un vero miracolo; ne sono nate congetture di ogni genere, come quello che la città può starsene tranquilla per merito del conte Orsi Mangelli e della sua fabbrica” Alla fine, il bilancio, certificato da un documento dell’Unpa del 1945, parla di 132 morti accertati e 455 feriti. L’immane tributo pagato dai forlivesi all’assurdità della guerra sarebbe aumentato il 25 agosto 1944 con il secondo grande bombardamento sulla città, costato altre 75 povere vite.

Bombardamento a Forlì il 19 maggio del 1944-3

Bombardamento a Forlì il 19 maggio del 1944-2

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

19 maggio 1944: quando le bombe insanguinarono Forlì

ForlìToday è in caricamento