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8 marzo nella vetrina di Manoni, una collezione di opere romagnole dedicate alle donne

Presso lo storico negozio "Manoni 2.0 di Corso Garibaldi è in esposizione un piccola collana di opere romagnole o legate alla città di Forlì, dedicate alla donna

Presso lo storico negozio "Manoni 2.0 di Corso Garibaldi è in esposizione un piccola collana di opere romagnole o legate alla città di Forlì, dedicate alla donna. Le opere sono state prestate dalla Collezione Privata di Franco Fuzzi, amante dell'arte, collezionista e cliente di Manoni 2.0, che per la ricorrenza dell'otto marzo ha contribuito alla celebrazione della donna prestandoci le rappresentazioni di quest'ultima da parte dei più grandi artisti locali del secolo scorso.

Passandole velocemente in rassegna, inizio con "Il grande nudo" di Pietro Angelini, in cui immediatamente di ravvisano le mai sopite impronte di un'anima "divisionista"; il monotipo e l'acquerello di Maceo colpiscono, invece, per la capacità di sintesi che trasfigura ed addolcisce il reale. Del versatile, multiforme Domingo Bissi è visibile un disegno dalla vena quasi caricaturale, non privo di accenni di sentito e giocoso erotismo. Anacleto Margotti, lughese con frequentazioni futuriste, sa trasmetterci, con le due immagini in mostra, il suo profondo rispetto ed amore per la figura femminile, nume tutelare che protegge la terra ed il frutto del lavoro nei campi e in seno alla famiglia. Alfredo di Romagna, pseudonimo di Alfredo Scarponi, riminese, e Rino Romanini, forlivese, sono presenti con minuscoli ritratti dal taglio "impressionista"; il primo rende, con grande precisione e appropriatezza, il clima e l'atmosfera di uno studio d'artista negli anni cinquanta del secolo scorso, il secondo sospende il suggestivo e misterioso nudo tra il desiderio sensuale e il presagio del disfacimento che tutti rapisce. Il pastello di Gino del Zozzo, scultore, poeta, pittore di Fermo vissuto a Forlì, suggerisce la purezza delle forme con una linea che ricorda la pietra di fiume levigata dall'acqua e baciata dal sole. Adriano Fava, nato ed operante a Russi, è in vetrina con una disegno moderno, essenziale, dal tratteggio sicuro, mentre Maria Pasini Morigi, cesenate, ci offre una maternità incisa su lamina metallica, di delicata e squisita composizione. In tempo di pandemia, con musei e sedi culturali in chiusura da mesi, è altamente apprezzabile la disponibilità degli spazi e delle opere, in offerta alla sensibile attenzione degli amanti dell'arte.

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