Mercoledì, 16 Giugno 2021
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"Carta europea del turismo sostenibile", per il parco delle Foreste casentinesi tempo di conferme

Il parco nazionale delle Foreste casentinesi ha ottenuto il riconoscimento a Bruxelles all'interno della seduta presso il Parlamento europeo del 7 dicembre 2015

Il parco nazionale delle Foreste casentinesi ha inoltrato la nuova candidatura per La Carta Europea del Turismo Sostenibile (Cets). E' un percorso di certificazione coordinato da Europarc federation. La rete di quest'ultima, con sede a Regensburg, in Germania, riunisce aree protette nazionali e regionali, parchi naturali e riserve di biosfera, in 38 nazioni I parchi, in territori a forte densità abitativa come quello italiano, la sensibilizzazione e il consenso delle realtà locali sono elementi essenziali per permettere l'elaborazione di progetti efficaci in rete di sviluppo.

La Carta risponde ad un bisogno concreto e attuale dagli enti di gestione dei parchi e si presenta anche come uno strumento di supporto a quelli tesi a favorire la partecipazione pubblica già incoraggiati dall'ordinamento italiano. Il parco nazionale delle Foreste casentinesi ha ottenuto il riconoscimento a Bruxelles all'interno della seduta al Parlamento europeo del 7 dicembre 2015. La certificazione, dopo la proroga connessa all'epidemia Covid, deve essere aggiornata e i giorni scorsi è stata inoltrata ad Europarc la richiesta di rinnovo.

Il "Forum", che raccoglie sei amministrazioni locali, realtà imprenditoriali (60) ed espressioni del volontariato (68 associazioni), riunito su piattaforma digitale venerdi, ha approvato un piano di azioni (denominato "Delle Foreste sacre") con circa novanta ambiziosi progetti. In questa sessione la procedura vede anche il coinvolgimento dei nuclei religiosi di Camaldoli e La Verna, insediamenti spirituali che fortemente connotano l'area protetta e che fanno registrare più di un milione di visitatori l'anno.

La certificazione si articola in tre segmenti operativi: il primo riguarda i processi della governance dei parchi, nel secondo gli enti di gestione sono investiti di un ruolo di certificatore, nel terzo vengono inclusi anche "aggregatori" di interessi turistici come i tour operator. I "verificatori" di Europarc sono attesi per le ispezioni nei prossimi mesi.

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