Laurea di medicina per studiare il corpo, romanzi per sondare l'oscuro dell'anima: il nuovo libro di una 25enne

"Non posso fare a meno di scrivere - afferma Caterina - è un'esigenza. Lo studio della medicina, oltre al lato pratico e alla grande conoscenza specialistica che offre, mi è servito anche per capire meglio certi meccanismi"

Quando la creatività chiama non si può fare a meno di rispondere. Caterina Sbrana, forlivese di 25 anni, con una laurea in medicina in tasca e in attesa di fare il test per la specialistica, è già al suo quarto libro e, nonostante anni passati su pesanti tomi a studiare come funziona il corpo e come curarlo, è molto attratta anche dai meccanismi della mente e, soprattutto, dell'anima. I suoi libri, infatti, sono thriller psicologici o fantascienza con risvolti legati alla parte più intima e intrigante del nostro inconscio con ricadute importanti sul sociale. Dopo il primo libro "Porta socchiusa" che è andato esaurito e ha avuto un discreto successo, ne ha scritti altri tre, "Come una fenice", "Flaneur" e l'ultimo "Il lato oscuro della mente" che è uscito alcuni giorni fa.

"Non c'è più nessuno al mondo. C'è silenzio. Non c'è nemmeno più il tempo; nessun orologio osa più mandare in frantumi l'immobilità che cristallizza l'aria e la rende solida e irrespirabile. Non c'è luce, solo grigiore. E capannoni. Tante file di capannoni, che si susseguono l'uno all'altro, mille e mille volte, uguali agli altri e a sé stessi. Sono i dormitori: qui chi è rimasto viene sistemato nella propria branda quando viene l'ora, da braccia meccaniche che, come in un deposito, archiviano e immagazzinano ordinatamente persone vuote. Non è rimasto più niente, ormai: ognuno ha solo la propria branda e, soprattutto, il proprio cappuccio. Chi non ha gli occhi coperti da un cappuccio muore". Questa è l'ambientazione de "Il lato oscuro della mente", vero e proprio incubo ad occhi aperti per l'umanità che è sopravvissuta. In una realtà distopica e distorta, dove le vittime sono obbligate a vivere con gli occhi coperti da un cappuccio e i supereroi sono coloro che, senza maschera, osano guardare in faccia la realtà e sfidare il potere, si incrociano le vite dei due protagonisti.

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"Non posso fare a meno di scrivere - afferma Caterina - è un'esigenza. Ho iniziato da quando ero piccola. Lo studio della medicina, oltre al lato pratico e alla grande conoscenza specialistica che offre, mi è servito anche per capire meglio certi meccanismi della mente e poter avere delle ispirazioni creative per i miei libri". Dopo il 22 settembre Caterina Sbrana inizierà a presentare il suo libro, edito con Leoni (Monza), in varie parti di Forlì.   
 

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