Lunedì, 20 Settembre 2021
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Da Mosca a New York, in futuro Thailandia Cile e Perù: il talento del maestro Ciccarese porta Forlì in giro per il mondo

Nell’estate della ripresa delle stagioni concertistiche abbiamo cercato Yuri Ciccarese che come tutti i musicisti è impegnato in una tournée in un trio con tappe in tutta Italia per avere la sua opinione sul dibattito internazionale in corso relativamente al ruolo della musica classica nella pandemia. 

Yuri Ciccarese è tra i più famosi e talentuosi musicisti forlivesi, profondamente inserito nell’ambiente culturale della città per esserne uno dei protagonisti sia come flautista, sia come direttore del Festival Sadurano Serenade, oltre che membro ispiratore dell’Associazione MagicaMente Mozart. Nell’estate della ripresa delle stagioni concertistiche abbiamo cercato Yuri Ciccarese che come tutti i musicisti è impegnato in una tournée in un trio con tappe in tutta Italia per avere la sua opinione sul dibattito internazionale in corso relativamente al ruolo della musica classica nella pandemia. 

Maestro Ciccarese, come vive l’esperienza della Direzione Artistica del Festival Sadurano Serenade, una delle rassegne più longevi del territorio? 
“Il festival è giunto quest’anno alla trentesima edizione e come ogni anno appena terminata la rassegna ci mettiamo già in movimento per l’ideazione del festival dell’anno successivo. Compongo il cartellone considerando i musicisti con i quali ho rapporti di amicizia, colgo alcune opportunità per la presenza in Italia di alcuni artisti; è importante variare, ma è altrettanto importante capire cosa può mutare nell’anno successivo, quali orizzonti si possono aprire a distanza di un anno. Ad esempio, per l’edizione di quest’anno abbiamo tralasciato le Pievi del territorio perché per la normativa anti-Covid occorrono spazi all’aperto e grandi, per un maggiore afflusso di pubblico. Se avessimo programmato i concerti nelle Pievi il pubblico avrebbe avuto una riduzione nelle presenze per il distanziamento necessario. Abbiamo scelto solo una chiesa, perché la chiesa di San Filippo Neri è grande”. 

Quale stile cerca di dare al Festival? 
“Cerco di continuare nella tradizione colta classica, per tante motivazioni. Oggi sono molto diffusi i repertori contaminati e di effetto, ma che vorrei non assecondare. Io difendo la musica classica, anche per dare continuità al Festival”. 

Maestro Ciccarese, nella lunga esperienza di docente di musica nelle Scuole Secondarie di Primo Grado a Forlì, con un’attività lunga 38 anni, cosa ritiene sia importante per i giovani allievi che frequentano nell’orario scolastico la materia? 
“La musica include anche la percezione estetica e quando gli alunni arrivano alle scuole Medie sono già grandi per iniziare un percorso musicale dal principio. Bisognerebbe che già alla scuola Primaria si iniziasse un percorso di propedeutica, canto e ritmica, perché quando arrivano poi allo strumento sono più consapevoli, perché è sempre più difficile infondere in loro l’importanza dell’esercizio e dell’allenamento. L’attività collaterale svolta privatamente da molte scuole di musica è utile, tuttavia in molti casi proprio tali scuole non preservano l’insegnamento della musica classica, perché cercano di adeguarsi ai gusti con repertori più moderni" 

Seguendo il dibattito internazionale, dove crede si possa tenere un concerto in un luogo che sia adatto? 
“Si può suonare in tutti i luoghi, si può programmare la musica ovunque, lo spazio è bello se lo contestualizzi. Io preferisco gli spazi al chiuso perché hanno un’acustica migliore, per evitare l’amplificazione e il rumore che potrebbe derivare. Infatti, è molto importante che si valorizzi il colore e l’espressività del suono, che sono la voce dell’anima. Ci sono luoghi non acustici, oppure luoghi all’aperto molto acustici”. 

Come si crea il contatto con il pubblico?
“È di tipo metafisico: la distanza del pubblico è relativa, il problema è quando il suono sfugge all’amplificazione e non è più tuo. A volte è importante valutare il repertorio nell’acustica del luogo del concerto, per avere il risultato migliore.” 

Come vede il suo futuro? 
“Sono arrivato quasi a 1000 concerti! Ho suonato a Mosca, New York, in Finlandia e sono in attesa di svolgere un tour in Thailandia appena la pandemia lo consentirà, e poi in Perù e Cile. Ho tanti sogni nel mio ideale da raggiungere!” 
 

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