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Il professor Eduard Bercovich ospite della serata conviviale del Rotary Club Forlì Tre Valli

Un omaggio simbolico forse anche da parte del Rotary Club Forlì Tre Valli ai medici e sanitari che in prima fila non si sono tirati indietro davanti tante avversità e situazioni

La prima riunione conviviale post pandemia, in presenza, dopo ben 8 mesi, mercoledì, nella terrazza del Grand Hotel Forlì, ha visto ospite un illustre professore di urologia ed andrologia: Eduard Bercovich. Un omaggio simbolico forse anche da parte del Rotary Club Forlì Tre Valli ai medici e sanitari che in prima fila non si sono tirati indietro davanti tante avversità e situazioni, in alcuni luoghi del nostro Paese apocalittiche davvero. I medici, esseri umani come noi non dei super dotati ma con le loro difficoltà quotidiane e personali, passioni ed hobby, oltre che attenti osservatori e veri "auscultatori'' della vita comune.

Ebbene il professor Bercovich ha confermato il tutto, intervistato dalla giornalista televisiva Sabrina Sgalaberna, ne ha dato piena dimostrazione, regalando ai soci presenti una serata davvero piacevole grazie al suo sagace interloquire ed ai suoi tre romanzi che mai ci sarebbe aspettati un personaggio così impegnato e lontano dalla vita mondana e solo dedito al proprio lavoro, potesse scrivere di suo pugno, con tanta fluidità e con una dovizia di particolari così accattivanti che si incalzano e rincorrono uno dopo l'altro. Tre romanzi in ogni caso che, sebbene molto piacevoli e di veloce lettura, offrono grandi spunti, sottesi ovunque, di alta riflessione su temi di scottante attualità. Il primo "Dove le luci non si spengono mai" è una chiara denuncia nei confronti della Sanità, il secondo "L'uomo di argilla" verte sui giochi strani della politica che vuole solo personaggi da poter modellare e gestire; ed infine "Per mano" dedicato al tema dell'omosessualità.

La serata è stata introdotta dal saluto del presidente Davide Bellini particolarmente emozionato, poiché oltre alle soddisfazioni personali e lavorative arrivate negli ultimi giorni, e' giunto oramai anche alle battute finali del suo mandato rotariano, molto ricco e operativo nonostante la pandemia che ci ha messo lo "zampone". "Sono fiero lei sia stato nostro stimato e gradito ospite".  ha detto Bellini prendendo la parola per i saluti finali e per le domande al Professore. "Sono io grato di essere a parlare tra voi dei miei romanzi e di ciò che per me è la vita vera fatta di vittorie e sconfitte." ha risposto il professor Bercovich mentre già firmava copie dei suoi tre piccoli grandi capolavori.

Bercovich è nato a Bucarest nel 1945 da padre avvocato proveniente dalla Moldavia e da madre di origine ungherese, entrambi ebrei che tentavano di salvarsi dall'incalzare delle truppe naziste. Dopo tredici anni passati nella Romania staliniana, con tutta la famiglia è emigrato nello stato d'Israele. All'età di ventidue anni è partito per Bologna, dove si è laureato in Medicina. Il Prof. Bercovich si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università "Alma Mater Studiorum" di Bologna e si è poi specializzato in Urologia) ed in Chirurgia presso il medesimo Ateneo. Ha maturato una significativa esperienza all'estero (Londra, Los Angeles, Monaco di Baviera e Innsbruck). Ha quindi ricoperto l'incarico di Primario dell'Unità operativa di Urologia al'Ospedale "G.B. Morgagni" di Forlì ed ha svolto attività di insegnamento all'interno delle Scuole di specializzazione in Urologia e Chirurgia generale dell'Università di Bologna, nonché della Scuola di Specializzazione in Urologia presso l'Università di Sassari. Ha ricoperto anche il ruolo di Direttore scientifico dell' Unità operativa di Urologia del Policlinico di Monza. Attualmente svolge la professione di urologo a Milano e a Bologna e vive a Forlì.

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