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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Storia di un'immagine in bronzo della Madonna del Fuoco: tra guerra, religione e rinascita

“Dagli scritti di don Zauli si capisce l'importanza della figura di monsignor Vincenzo Scozzoli, un personaggio che vale la pena ricordare più diffusamente", afferma Gabriele Zelli

La storia di un'immagine meno conosciuta della Madonna del fuoco, conservata privatamente, che si lega a quella di monsignor Vincenzo Scozzoli, tragicamente scomparso pochi giorni dopo la celebrazione della Patrona di Forlì nel 1944. A raccontarla è Gabriele Zelli, cultore di storia locale, che ripercorre le vicende dove si intrecciano le distruzioni della guerra e le tradizioni religiose di Forlì.

L'allora Vescovo di Rimini Scozzoli, come raccontò don Carlo Zauli (1909-1995), parroco di San Giorgio, "Era rimasto sotto le macerie, assieme ai vescovo ausiliare, del suo palazzo vescovile in seguito alle incursioni aeree su Rimini”. Ma facendo un salto indietro negli anni a quando ancora non era Vescovo, Zelli racconta: “Nel 1887, nella parrocchia di San Mercuriale, dove aiutava il parroco monsignor Antonio Vitali, don Scozzoli organizzò un gruppo di giovani al fine di promuovere un'opera di educazione che facesse crescere una nuova generazione di laici. Di fatto fu l'inizio dell'attività del Ricreatorio San Luigi, che ebbe un notevole sviluppo tanto da aver bisogno di nuovi ambienti che furono acquistati nel 1893 in una zona nei pressi della Chiesa di San Biagio. Insieme a un altro prete, don Piero Saccomandi, ebbe la possibilità di sviluppare un'istituzione che ha segnato la vita del cattolicesimo locale e ancora oggi è un punto di riferimento per la città. Don Scozzoli – prosegue Zelli - dimostrò anche in questo modo di essere vicino a tutte quelle realtà che promuovevano una più incisiva presenza della Chiesa nella società. Nel contempo acquisiva un ruolo sempre più importante nel contesto della Diocesi. Nel 1895 fu nominato Vicario capitolare, in seguito al trasferimento del vescovo monsignor Domenico Svampa a Bologna, essendo quest'ultimo stato proclamato cardinale. Scozzoli resse la curia forlivese fino all'arrivo del nuovo vescovo monsignor Raimondo Jaffei, il quale gli assegnò il ruolo di vicario, carica che resse fino al 1900 quando venne nominato a sua volta vescovo di Rimini. Fece l'ingresso ufficiale nella diocesi rivierasca l'8 dicembre 1901 dando vita ad un lungo periodo di magistero ecclesiastico, fino al 1944, lasciando un'impronta indelebile del suo operato”.

L'immagine sacra

In occasione della Festa della Madonna del Fuoco Zelli ricorda “che monsignor Vincenzo Scozzoli fece dono alla sua famiglia, dove tuttora viene conservata con grande devozione, di un'immagine in bronzo della patrona di Forlì che ha una storia particolare. Sul retro si può leggere che si tratta di un'unica riproduzione della sacra immagine della Beata Vergine eseguita dalla Fonderia Clemente Brighetti di Bologna, che prese come esemplare quella impressa nel 1880 al momento della fusione, effettuata dalla stessa ditta, sulla campana maggiore della Cattedrale di Forlì, dedicata alla Madonna del Fuoco. L'opera fu donata al cardinale Domenico Svampa, vescovo di Forlì dal 1887 al 1895. La sacra immagine pervenne poi 'come prezioso ricordo dell'illustre porporato estinto, nelle mani di monsignor Vincenzo Scozzoli, vescovo di Rimini, che volle restasse presso la famiglia di San Martino in Villafranca a segno di perpetua devozione e di stimolo fiducioso verso Maria'”.

“Come sappiamo – ricorda Zelli - il campanile del Duomo fu minato dai tedeschi in ritirata unitamente alla torre civica, alla torretta degli Uffici Statali e al campanile di San Mercuriale. La quattrocentesca torre della Cattedrale, non toccata dalla ricostruzione della chiesa operata nel 1841, fu abbattuta quasi interamente per la follia della guerra con le sue quattro campane, nella notte fra l’8 e il 9 novembre 1944, cadendo sulla cappella di San Valeriano e su parte del presbiterio, della sacrestia e della cappella della Madonna del Fuoco. Siccome anche le campane si sgretolarono quanto viene conservato oggi dagli eredi di monsignor Scozzoli assume una valenza ulteriore. La ricostruzione dei danni subiti dal Duomo iniziò prontamente grazie all’impegno dell’allora vescovo monsignor Giuseppe Rolla e di monsignor Ettore Sozzi, rettore del Santuario della Madonna del Fuoco dal 1940 fino alla morte, avvenuta nel 2007”.

Chi era monsignor Vincenzo Scozzoli

“Dagli scritti di don Zauli si capisce l'importanza della figura di monsignor Vincenzo Scozzoli, un personaggio che vale la pena ricordare più diffusamente. Egli nacque nel 1858 a San Martino in Villafranca da una famiglia di modesti proprietari agricoli. Entrò in seminario a Forlì nel 1871 dove si distinse subito per le capacità di apprendimento e per la brillante intelligenza. Il vescovo dell'epoca, mons. Pier Paolo Trucchi, capì che il giovane Vincenzo disponeva di qualità che dovevano essere indirizzate e perciò lo inviò a perfezionare la formazione sacerdotale presso il Seminario Pio di Roma, dove rimase dal 1879 al 1886 e dove si laureò in Teologia e in Diritto civile e canonico. Dopo il rientro a Forlì si dedicò all'insegnamento, presso il seminario diocesano, e agli impegni sacerdotali. In particolare si distinse per l'attività di educazione dei giovani e per la predicazione. La carica di Canonico Teologo gli riconosceva formalmente l'autorità dottrinale che aveva acquisito con lo studio e l'abilità oratoria gli permetteva di tenere corsi e di predicare in tutta la Romagna”, conclude Zelli.

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