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Itinerari tra storia ed enogastronomia: Casa Artusi tra i protagonisti del convegno conclusivo del progetto KeyQ+

La sfida, vinta, del progetto è stata quella di supportare una differenziazione nell’offerta turistica a partire dalla protezione e conservazioni di un patrimonio cultura e gastronomico meno conosciuto e storicamente legato al territorio

Dopo ventuno mesi di lavoro e diverse tappe operative, che hanno portato concretamente alla promozione di un patrimonio naturale e culturale che lega l’Italia e la Croazia, si è concluso il progetto KeyQ+ che aveva visto fin dall’inizio Casa Artusi tra i suoi protagonisti. Al convegno conclusivo del progetto, svoltosi mercoledì alla Ca’ Foscari di Venezia, erano presenti anche Laila Tentoni, presidente di Casa Artusi e la prima cittadina della Città Artusiana, Milena Garavini, sindaco di Forlimpopoli.

Il convegno, oltre che momento di incontro e confronto per partner e stakeholder di progetto, è stato anche l’occasione per presentare le pubblicazioni e gli itinerari turistici ideati in questi 21 mesi di lavoro al fine di promuovere un turismo esperienziale legato alla cultura, anche agroalimentare, dei territori coinvolti. Sono cinque le monografie della “Guida Gastronomica e itinerari turistici” che raccontano il patrimonio naturale e culturale legato alla storia del territorio, con un focus molto originale sul periodo Artusiano per il territorio del Veneto Orientale e della Romagna.

Casa Artusi, partner del progetto e indicata quale esempio di buone prassi a cui si è ispirata la scuola didattica di Pisino, ha promosso un itinerario che si sviluppa intorno a sette luoghi emblematici, punti  di incontro ideali tra storia, cibo locale e architettura di diversi periodi storici, da Forlimpopoli a Lussino: Museo Marineria di Cesenatico, Parco Poesia Pascoli di Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, Villa Silvia a Cesena, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Parco delle Saline di Cervia, Mercato Coperto di Rimini e, ovviamente, Casa Artusi.

La sfida, vinta, del progetto è stata quella di supportare una differenziazione nell’offerta turistica a partire dalla protezione e conservazioni di un patrimonio cultura e gastronomico meno conosciuto e storicamente legato al territorio. 

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