Martedì, 16 Luglio 2024
Il ricordo

Marino Bartoletti ricorda Maurizio Costanzo con le sue tartarughine. "'Ti porterà fortuna', spesso è successo"

Marino Bartoletti ricorda con un post pubblicato su Facebook Maurizio Costanzo, scomparso il 24 febbraio scorso all'età di 84 anni

Un'immagine che li ritrae abbracciati. Ad accompagnare quello scatto ricordo undici piccole tartarughe di ceramiche. Tutte frutto di un dono. Marino Bartoletti ricorda con un post pubblicato su Facebook Maurizio Costanzo, scomparso il 24 febbraio scorso all'età di 84 anni. Focalizzandosi sugli oggetti da collezione dal valore affettivo inestimabile, il giornalista forlivese ricorda che "ad ogni incontro che avevi con lui ti regalava una tartarughina che si faceva fabbricare solo per sé (e per i suoi amici). Voleva dire: “Ti porterà fortuna”. Spesso è successo. Mi dispiace non averle conservate tutte".

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La tartaruga era l'animale preferito di Costanzo, tant'è che aveva una collezione da 5mila pezzi di vari colori. Ai suoi ospiti non mancava di regalarle, suggerendo loro di tenerla in tasca, come un porta fortuna. Ad un mese dalla scomparsa del re dei salotti televisivi, Bartoletti ha voluto dedicargli un pensiero, ricordando anche l'aneddoto del regalo delle tartarughe. "Maurizio se n’è andato un mese fa: salutato dall’affetto di tantissima gente - scrive Bartoletti -. D’altra parte era a tutti gli effetti uno di loro: uno di noi!
E ognuno di noi ne porta dentro qualcosa: chi da amico, chi da semplice spettatore, chi da collega, chi da suo fan. A tutti ha dato qualcosa: con la sua ironia, con la sua curiosità, con la sua bonarietà, con la sua capacità divulgativa, con il suo coraggio, anche soltanto con la sapienza di “intrattenere” e dunque di far star bene senza troppe pretese".

"La sua filosofia di vita era il “che sarà mai?”. “Che sarà mai se non arriva un ospite all’ultimo momento?”, “Che sarà mai se bisogna affrontare un piccolo ostacolo?”, “Che sarà mai se quello si crede più importante di te?” - prosegue il giornalista forlivese -. Il “che sarà mai?” traballò solo quando qualcuno cercò di ammazzarlo. Non tanto per sé: quanto per la donna che amava e con la quale, da allora, non viaggiò ma più nella stessa automobile. Ma una settimana dopo riprese a irridere la mafia senza flettere di un centimetro
Aveva una sincerità tutta sua. Non ti “negava” una critica se pensava ti potesse essere utile: ma lo faceva sempre accarezzandoti. Men che meno ti negava un complimento: a volte inatteso, a volte anche esagerato (ma faceva parte della sua generosità). Gli ho voluto bene. So che me ne ha voluto anche lui". 

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