"Più anziani più sani": la cronicità al centro di un convegno

E’sufficiente un dato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per collocare i problemi nella loro giusta dimensione


“Più anziani più sani”. Potrebbe suonare come un ossimoro il tema cardine del XII Convegno annuale della Società Italiana Medici Manager (Simm) che si terrà giovedì e venerdì ad Ancona. In realtà non c’è nulla di più attuale e concreto del procedere in parallelo dell’invecchiamento della popolazione con il cronicizzarsi delle patologie. E’sufficiente un dato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) per collocare i problemi nella loro giusta dimensione: l’85% dei costi della sanità è causato dalla cura delle patologie croniche il cui peso, anche in Italia, continua ad aumentare. 

“Una sfida, per non dire la sfida, cui ci troviamo di fronte oggi noi medici manager - spiega Mattia Altini, presidente Simm e direttore Sanitario dell’Istituto Tumori della Romagna Irst Irccs -. Le malattie croniche nel solo 2018 hanno infatti interessato quasi il 40% della popolazione italiana, cioè 24 milioni di persone; di questi si stima che 12,5 milioni siano affetti da multi-cronicità. Numeri destinati a crescere nel prossimo futuro; numeri che ci interrogano rispetto al tipo di risposta e alla sostenibilità stessa del modello di presa in carico dei malati. Per questo abbiamo deciso di farne argomento di riflessione approfondita nel Congresso della Società Italiana Medici Manager aprendo un dibattito tra tutti i livelli professionali coinvolti nei processi di cura, non solo da un punto di vita clinico- assistenziale ma anche, o forse soprattutto, da un punto di vista gestionale e organizzativo".

"Più anziani e più sani. Una sfida da realizzare attraverso un servizio sanitario nazionale moderno e sostenibile" sarà quindi il tema forte del Congresso della Società Italiana Medici Manager. I numerosi relatori coinvolti lo affronteranno sotto la lente del valore e della ricerca sugli esiti di salute, privilegiando soprattutto le esperienze innovative nazionali e internazionali che siano già operative e misurabili. Tre le aree tematiche indagate: la presa in carico delle cronicità con il contributo attivo del paziente; la sfida della cronicità per il Sistema Sanitario Nazionale; organizzazione e strumenti operativi per la migliore gestione della cronicità. 

"Come sempre la nostra società - prosegue Alberto Deales, presidente del convegno e direttore Sanitario di Inrca- Irccs, Ancona - si muove verso un grande obiettivo, quello a noi più caro: salvaguardare il nostro sistema sanitario universalistico; un modello ormai unico nel Mondo e tra i migliori al Mondo. Per farlo è necessario impegnarsi per la sua sostenibilità economica a fronte di una produzione di valore per il cittadino sempre elevata. Non può essere quindi una missione per pochi ma deve esserlo di tutti i professionisti. Crediamo sempre di più nella necessità di un’alleanza tra clinici e direzioni sanitarie, nella multi-professionalità e nella multidisciplinarietà. C’è bisogno di una rete nazionale ed internazionale di leader capaci di disegnare il futuro della nostra sanità".

Per questo motivo saranno presenti fra i relatori figure del mondo della sanità come controller e ingegneri gestionali, professionisti che sempre più sono chiamati a condividere con le Direzioni aziendali le attività di management del servizio sanitario nazionale. Proprio perché il servizio sanitario nazionale è un bene del Paese, sempre più aree territoriali sono rappresentate in Società Italiana Medici Manager . Posizione di spicco le ricopre il Piemonte, anche per la presenza di rilievo della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva che ha sede presso l’Università di Torino. Anche altre regioni come Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Marche e Puglia stanno dando un importante contributo alla creazione di una rete nazionale di leader, a cui si è aggiunto, dallo scorso convegno, il Dipartimento delle Relazioni con l‘Estero di Società Italiana Medici Manager , costituito da un gruppo di ricercatori e docenti italiani che operano all’estero, principalmente in Spagna e Regno Unito, che intende contaminare la Società con le esperienze straniere che potrebbero arricchire  e fornire soluzioni di management sanitario anche in Italia. 

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