Rifiuti, gli ambientalisti rispondono ad Hera sulla gestione degli ingombranti

"Al di là degli obblighi normativi, comunque, si pone anche un aspetto etico. In Italia, secondo il “ Living Planet Report “,  nel Pianeta si consuma ogni anno il 170% delle risorse disponibili"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Hera dice che la norma nazionale permette di mandare a "recupero energetico" le raccolte differenziate. E’ vero: la normativa nazionale purtroppo considera raccolte differenziate tutte le raccolte separate di rifiuti urbani e assimilati che vanno a recupero, quindi anche a recupero energetico. Un regalo fatto dallo stato agli inceneritoristi. Però esiste anche una norma regionale, la 16/2015, anch'essa da rispettare, che all'art 3 comma 7 dice "7. Al fine di massimizzare il recupero di materia e la preparazione al riuso, i rifiuti ingombranti sono sottoposti a selezione o cernita." È un obbligo.  Risulta dai dati del sistema informatico regionale ORSO sulla gestione dei rifiuti in ER che gli altri gestori, altri rispetto ad HERA, sottopongono gli ingombranti a selezione o li inviano ad impianti che possono svolgere questa attività. HERA nel 2019, invece, ne ha inviati 4.935 direttamente agli inceneritori, senza alcuna selezione. Di questi 4.422 sono stati prodotti nel cesenate, gli altri nelle province di Modena e Rimini. È una situazione che dura da anni.  Nel 2017, con la legge regionale promulgata da 2 anni, quando HERA gestiva l'intera provincia FC, ben 12.281 tonnellate di ingombranti della nostra provincia finirono totalmente dentro l'inceneritore.

Al di là degli obblighi normativi, comunque, si pone anche un aspetto etico. In Italia, secondo il “ Living Planet Report “,  nel Pianeta si consuma ogni anno il 170% delle risorse disponibili (270% in Italia), un livello insostenibile che dovrebbe spingere chiunque a ridurne l'uso, a riusare al massimo i beni e a riciclare al massimo la materia per non lasciare alle future generazioni solo le briciole.  Evidentemente questa sensibilità per alcuni è materia sconosciuta. La legge regionale  16/2015, impone un prelievo del 5% sui rifiuti non inviati a riciclaggio ma non specifica chi se ne deve fare carico. A nostro avviso, chi è responsabile delle quantità di rifiuti non inviati a riciclaggio è anche il soggetto che deve assumersi l'onere del pagamento.  I Comuni sono i responsabili del modello di raccolta applicato sul territorio e quindi delle quantità di rifiuto indifferenziato prodotto ed il gestore ha la responsabilità del trattamento delle raccolte differenziate. Quindi, per i quantitativi di RD inviati ad incenerimento da HERA, a nostro avviso dovrebbe essere HERA a pagare. 

Riconosciamo però che, nella legge 16/2015, sull'aspetto della responsabilità pemane un dubbio interpretativo da chiarire. La Rete Rifiuti Zero ed il TAAF stanno predisponendo circa 70 proposte di modifica alla legge regionale 16/2015. Una di queste riguarda proprio questo aspetto: attribuire i costi a chi ne è responsabile, quindi nel caso specifico ai gestori. Per questo chiediamo alla Regione di aprire con noi un tavolo di confronto, perché riteniamo sia molto più costruttivo cercare per il futuro soluzioni per il bene comune attraverso il dialogo, piuttosto che essere costretti a rivangare un  passato criticabile.  Noi siamo pronti.

Alberto Conti, coordinatore TAAF
Natale Belosi, Rete Rifiuti Zero ER

 

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