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Sedicicorto nelle scuole, le recensioni dei ragazzi: "La verità è che noi non sappiamo niente"

Anche quest'anno Sedicicorto Forlì International Film Festival dedica una specifica attenzione agli studenti del territorio

Anche quest'anno Sedicicorto Forlì International Film Festival dedica una specifica attenzione agli studenti del territorio. "MenoD5" è una selezione di cortometraggi di ogni genere con durata non superiore a 5 minuti. Sono film che trattano principalmente di attualità e tematiche sociali. I film sono presi in esame e valutati da studenti delle scuole medie e superiori, con recensioni e dibattiti in aula. ForlìToday pubblica a puntate una selezione di queste recensioni degli studenti.

Sensual pill

La pandemia ha portato ad un cambiamento del territorio, i fiumi si sono espansi, le coste sono state erose dal mare. L’uomo ha modificato il paesaggio. L’autore (Sam3) è riuscito in soli quattro minuti a farmi capire l’importanza del cambiamento del territorio prima e dopo la pandemia. Da questo cortometraggio si osservano parecchie cose oltre quelle che ho citato, ma la musica è quella che mi ha colpito di più, perché il ritmo riprende l’andamento delle immagini.

Matilde Massi, III E, Scuola Media Palmezzano

La verità è che noi non sappiamo niente. Non abbiamo proprio idea di quello che ci accade tutt’intorno. Certo ci accorgiamo se il negozio sotto casa chiude o viene aperta una nuova autostrada, ma in larga scala, cos’è che veramente succede mentre noi siamo concentrati nel nostro piccolo? La risposta ce la fornisce Sensual Pill, un viaggio di quattro minuti attraverso un piccolo frammento della storia del nostro pianeta, mostrandoci solo ed esclusivamente immagini satellitari. Da questa collaborazione greco-spagnola nasce un piccolo, ipnotico e frenetico capolavoro d’eccezione che ci ricorda di come l’uomo sia e sarà sempre un passo indietro alla Terra, che invece è in eterna evoluzione.  Le immagini vanno a tempo con una colonna sonora perfetta, e il risultato è uno splendido ed ammaliante cortometraggio, assolutamente degno di essere scelto per questo contest.

Lucia Valgimigli, III E, Scuola Media Palmezzano

L’immensità della nostra Terra viene trasformata in forme quasi psichedeliche nella bellezza dei suoi cambiamenti. La vita continua come sempre, e anche la morte, ma la nostra casa, il mondo, muta ogni giorno sempre di più, ma senza che ce ne accorgiamo. Non ne abbiamo idea. Per causa nostra o della natura, ogni cosa cambia e noi restiamo affascinati e stupiti a guardare fermi dall’alto, accompagnati da musiche non sempre piacevoli.

Emma Maddalena Zanotti, III E Scuola Media Palmezzano

Green

Gli occhi sono la chiave del cuore. Una foresta. Un orango. Uno scambio di sguardi. Gli occhi di Green divorano il verde, si nutrono della sua normalità, Una normalità che non dovrebbe mai varcare la soglia diventando fortuna. Un cambio di ripresa. Un piccolo batuffolo marrone nell’immensa potenza degli arbusti. Lui si sente parte di quella forza. Un botto. Una fiamma. Gli occhi dell’orango chiedono aiuto. Non hanno più cibo di cui nutrirsi, riflettono il calore gelando il cuore. Ora è più grande dei tronchi che lo circondano ma il senso di impotenza gli strangola l’anima. Un orango simbolo di tutti perché quando ci crolla il mondo davanti ci sentiamo schiacciati dalla leggerezza del nulla che ci assale. E poi abbiamo paura. E le domande che ci si pongono davanti ci lasciano impietriti. Prima di intrometterci negli orizzonti di altri animali impariamo a portare rispetto, questo ci insegnano i tre minuti e quarantadue di “Green”. E se l’ultima specie ad esistere sarà quella capace di adattarsi ai cambiamenti, Beh, spero sia un orango e non un uomo.

Amanda Venturi,  III E Scuola Media Palmezzano

Crisis

Un uomo e un pesce in due stanze diverse: l’uomo cerca di fare la doccia, mentre al pesce per sopravvivere serve l’acqua. A vicenda cercano di sottrarsi l’acqua, ma alla fine, dopo aver litigato, sono rimasti tutti e due senza luce perché al piano superiore serve molta luce per operare. Tutti e due capiscono che devono collaborare. Questo cortometraggio fa capire che al mondo stanno scarseggiando le risorse.

Carlos Dauti, IIIE, Scuola Media Palmezzano

War and color

Tre bambini giocano a palla in un quartiere in cui la guerra la fa da padrone. Colpi di cannone partire dalla base nemica, un bambino si rende conto della situazione nella quale si trovano e scappa spaventato. Nonostante ciò gli altri due ignorano la guerra e vedono un soldato a terra senza testa rialzarsi e continuare a combattere (questo ci fa capire che qualcuno prenderà il suo posto).  Il bambino scappa di fronte al soldato lasciando la bambina da sola con la sua palla. La bambina non ha più niente tranne una palla che viene presa dal soldato e sparata nel cannone perché il militare ha esaurito le munizioni. E quando sembrava tutto finito un’altra palla torna indietro insieme a tante altre. Questo ci fa capire che la guerra non è mai la via giusta.

Samuel Djegou, III E, Scuola Media Palmezzano

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