Tumori della pelle e nutrizione: una dieta sana migliora la risposta alle terapie

I tumori della pelle sono oggi tra le patologie oncologiche più diffuse, possono presentarsi a qualsiasi età, soprattutto avanzata, sono causa di decine di migliaia di interventi chirurgici e decessi ogni anno

Ignazio Stanganelli, direttore Skin Cancer Unit

Un approccio multidisciplinare nella cura delle patologie infiammatorie della pelle, dalla dermatite atopica, ai tumori, in particolare del melanoma, che mette in evidenza il ruolo fondamentale della nutrizione e della comunicazione corretta di questo ruolo. In questo rapporto la multidisciplinarità ha un importanza centrale. È stato questo il tema dell’incontro virtuale che si è svolto mercoledì per presentare la tappa in Emilia-Romagna del progetto ‘Immunoterapia e nutrizione’

“La complessità del percorso di prevenzione-diagnosi-cura-ricerca, la necessità di una presa in carico completa e la struttura sanitaria della Regione Emilia-Romagna enfatizzano l’importanza di un modello a rete interdisciplinare e interaziendale che permetta integrazioni, upgrade tecnologico e scientifico così come l’uso efficiente delle risorse disponibili, col fine ultimo di offrire elevati standard di cura”, sottolineano la dott.ssa Maria Teresa Montella, direttore sanitario dell’IRCCS IRST e il dott. Mattia Altini, direttore sanitario AUSL Romagna.

I DATI - I tumori della pelle sono oggi tra le patologie oncologiche più diffuse, possono presentarsi a qualsiasi età, soprattutto avanzata, sono causa di decine di migliaia di interventi chirurgici e decessi ogni anno e la loro incidenza è in continua crescita. Oltre al più noto melanoma, nel 2018 i dati AIRTUM hanno stimato 83.000 tumori cutanei maligni non-melanoma. Tra questi, ad esempio il carcinomaspinocellulare (CSCC) che conta da solo circa 19.000 casi in Italia. Se è vero che la ricerca ha reso disponibili opzioni terapeutiche, come l’immunoterapia, capaci di dare una svolta al trattamento di alcuni tipi di tumore, è altrettanto vero che lo stile di vita adottato gioca un ruolo importante nel raggiungimento dei risultati clinici attesi: una corretta alimentazione, per esempio, incide sia sulle condizioni di salute generale del paziente che sulla capacità di risposta ad alcune terapie.

IMMUNOTERAPIA E NUTRIZIONE - Un sistema integrato già esiste tra l'AUSL Romagna, con la rete di Dietetica e nutrizione clinica,  che si integra con l'IRST di Meldola. “Quando si parla di malato oncologico la valutazione dello stato nutrizionale e dell'alimentazione risultano fondamentali. – spiega il dott. Giuseppe Benati, direttore UO Geriatria Forlì, responsabile Rete Dietetica e nutrizione clinica AUSL Romagna, Ospedale Morgagni Pierantoni Forlì - Accanto al percorso oncologico va previsto un vero e proprio percorso parallelo nutrizionale, che può incidere su prognosi, efficacia e tollerabilità del trattamento, qualità di vita. Nell'immunoterapia è stato dimostrato che, attraverso l'influenza esercitata sul microbiota, la dieta è in grado di modificarne gli effetti. È per questa ragione che il team di cura deve avvalersi sempre di una integrazione con un medico di nutrizione clinica e un dietista, disponibile anche nell’ambito dell’ospedale, che si occuperà di fare un’attenta anamnesi delle abitudini alimentari del paziente”. Nell’ambito del trattamento oncologico dei tumori cutanei avanzati, recenti studi – citati dalla dott.ssa Patrizia Serra, coordinatore Progetto Nutrizione, terapia e ricerca in Oncologia (NuTRO), IRST - Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori "Dino Amadori" - IRCCS - evidenziano che le differenze nel microbiota intestinale possono influenzare la risposta all’immunoterapia con farmaci anti-PD-1 (proteina 1 di morte cellulare programmata).  Ha spiegato la dottoressa Debora Busni, dirigente medico c/o il Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica, AUSL Romagna di Forlì : “Nel paziente oncologico è fondamentale valutare lo stato nutrizionale, in quanto può essere frequentemente presente una malnutrizione per difetto, che aumenta la tossicità delle terapie, le complicanze post-operatorie, la frequenza, la durata dei ricoveri e di conseguenza influisce sulla qualità della vita. Già nel 2016 l' Associazione italiana di oncologia medica e la Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo hanno lavorato alle raccomandazioni pratiche per il supporto nutrizionale nel paziente oncologico. Non solo lo stato nutrizionale del paziente è in grado di influenzare gli effetti della terapia oncologica ma l’alimentazione stessa attraverso gli effetti sul microbiota intestinale e sul sistema immunitario può influenzare la risposta dell'organismo all'immunoterapia”. Per avere un sistema immunitario forte e garantire la salute del microbiota intestinale è fondamentale uno stile di vita sano che includa anche una dieta equilibrata,  e varia, sullo stile della dieta mediterranea, caratterizzata dal consumo giornaliero di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, proteine di origine vegetale e animale, e un'adeguata attività fisica.

DERMATITE ATOPICA - Tra le patologie infiammatorie cutanee, dalle ultime evidenze, è emersa un’alterazione della composizione del microbiota intestinale nei pazienti con dermatite atopica e, anche in questo caso, la dieta potrebbe giocare un ruolo a sé tra i fattori ambientali. Lo conferma  anche la professoressa Annalisa Patrizi, UOC Dermatologia, IRCCS Policlinico di Sant'Orsola di Bologna, che ha ripercorso la nascita dell'Atopic Unit del Policlinico Sant'Orsola Malpighi di Bologna. Alimentazione e immunoterapia contro la dermatite atopica sono legate tra loro a doppio filo. “Da un lato un'alimentazione ricca potenzia l'effetto delle terapie. Dall'altro, quando queste migliorano lo stato di salute della pelle e abbassano il prurito, molti pazienti ricominciano a mangiare in modo più sano e con meno restrizioni”, ha spiegato Mario Picozza, presidente di ANDeA, l’Associazione Nazionale Dermatite Atopica. “Quando la dermatite non è controllata e la pelle è infiammata, alcuni alimenti possono acuire in modo diretto il prurito. Altre volte, invece, il nesso tra specifici alimenti e gli alti e i bassi della malattia è solo casuale. In entrambi i casi, quando si eliminano i cibi seguendo diete fai-da-te, il rischio di deficit nutrizionali si nasconde dietro l’angolo. L’immunoterapia aiuta quindi la persona con dermatite atopica ad avere un'alimentazione più sana e più varia”, conclude il presidente ANDeA.

MULTIDISCIPLINARITA' - In questo quadro la comunicazione con il paziente e con la famiglia del paziente hanno un ruolo centrale, non soltanto sugli aspetti clinici e sulle innovazioni terapeutiche, ma su tutte le fasi e tutti gli aspetti sia delle patologie cutanee infiammatorie, come la dermatite atopica,  che dei tumori della pelle, anche grazie al nuovo ruolo dell’onco-dermatologia, perno di una presa in carico davvero efficace. A sottolinearne l’importanza è anche il prof. Ignazio Stanganelli,  presidente Italian melanoma intergroup e professore associato dell’Università di Parma, che ricorda il compianto Dino Amadori, che volle la nascita della Skin Cancer Unit, di cui Stanganelli è direttore,  grazie all'Istituto oncologico romagnolo: “Il ruolo del dermatologo, esperto nella diagnosi e cura delle malattie della pelle, contribuisce all’identificazione di un percorso diagnostico-terapeutico adeguato che conduca al più presto il paziente presso il centro di riferimento, assicurando la collaborazione tra il medico di medicina generale, il dermatologo territoriale e il paziente stesso”. 

“Il valore dell’approccio multidisciplinare, per il paziente con carcinoma a cellule squamose, e per quello con dermatite atopica, risiede soprattutto nella governance dei percorsi che dovrà essere anche garantita all’interno del centro di riferimento – conclude il dott. Davide Melandri, direttore U.O. Centro Grandi ustionati/Dermatologia Cesena e Forlì e Banca della cute Regione Emilia-Romagna – .Per entrambe le tipologie di pazienti sarà necessario tenere in conto una valutazione epidemiologica atta a quantificare la popolazione di pazienti afferenti e i relativi cambiamenti di stato, dove i Registri Tumori sono parte integrante di questo monitoraggio continuo”. 


IL PROGETTO 'IMMUNOTERAPIA E NUTRIZIONE' - Partita in Campania lo scorso ottobre, l’iniziativa nasce dai lavori del Board Scientifico composto dal prof. Ignazio Stanganelli, presidente IMI, Direttore della Skin Cancer Unit presso l’IRCCS IRST Istituto Tumori Romagna e Professore Associato dell’Università di Parma, dal dott. Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia oncologica e Terapie innovative presso l’Istituto nazionale Tumori IRCCS Fondazione “G. Pascale” di Napoli e dalla prof. Gabriella Fabbrocini, direttore UOC di Dermatologia clinica presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Federico II di Napoli. Il progetto ha, inoltre, il patrocinio delle associazioni di pazienti, A.I.Ma.Me – Associazione Italiana Malati di Melanoma e tumori della pelle e ANDeA – Associazione Nazionale Dermatite Atopica, l’organizzazione di pazienti e cittadini Cittadinanzattiva, oltre a IMI – Intergruppo Melanoma Italiano, Fondazione Melanoma onlus e IOR – Istituto Oncologico Romagnolo, ed è realizzato con il supporto non condizionante di Sanofi Genzyme, divisione specialty care dell’azienda farmaceutica Sanofi.

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