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Martedì, 16 Agosto 2022
Briciole di natura

Opinioni

Briciole di natura

A cura di Riccardo Raggi

Animali fantastici e dove vederli: la Rosalia Alpina. Qualche segreto per poterla 'scovare'

Nonostante il nome faccia riferimento alla Alpi, questo colorato coleottero è uno degli insetti più rappresentativi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna

La Rosalia (Rosalia alpina) è un coleottero appartenente alla fauna italiana, ritenuto dagli entomologi una specie bandiera, cioè uno dei simboli più rappresentativi delle foreste di faggio perché, sia per le sue dimensioni sia per la sua livrea inconfondibile, è facilmente riconoscibile anche dai non addetti ai lavori. In discordanza con il suo nome, questa specie non è legata tanto all’ambiente alpino, quanto alla presenza di faggete di tipo termofilo e ben strutturate, che si trovano sino a circa 1500 m di quota, rinvenibili con maggior frequenza nell’Appennino. Occasionalmente può colonizzare specie arboree differenti, come acero, olmo, frassino, castagno e ontano.
Il nome della specie fa riferimento al luogo geografico in cui è stato raccolto il campione con cui Linneo descrisse per la prima volta la specie nel 1758. Il campione fu raccolto da Johann Jakob Scheuchzer il 12 luglio del 1703 nella valle della Tamina (Svizzera), oggi nel Cantone di San Gallo. 

Come si è già detto, la Rosalia è un coleottero, cioè un insetto dotato di due paia di ali coriacee, dette elitre, che hanno la funzione di proteggere un secondo paio di ali, quest’ultime atte al volo. Il suo corpo, di dimensioni medio-grandi, ha una lunghezza variabile fra i 15 e i 40 mm ed è facilmente identificabile grazie alla sua livrea grigio-azzurra, presente perfino sulle zampe e sulle antenne; presenta una macchia nera sul capo ed una sulla porzione anteriore del torace (pronoto), mentre sulle elitre sono presenti ulteriori macchie variamente disposte. Proprio queste ultime presentano uno schema specifico per ciascun individuo, che viene anche utilizzato per il suo censimento: così come avviene per le zebre o le giraffe, anche i singoli individui di Rosalia alpina possono essere riconosciuti dalla posizione delle loro macchie sulle ali. In occasione di attività didattiche svolte in favore di alcune scuole, ho personalmente utilizzato un “Rosalia-memory”, la cui difficoltà consisteva proprio nell’abbinare due ali (elitre) aventi la stessa disposizione delle macchie… molto difficile, ve lo posso assicurare! Le antenne presenti sul capo mostrano invece un’alternanza regolare tra segmenti azzurri e neri, così come nelle zampe. I segmenti neri delle antenne sembra siano vellutati, aspetto che si percepisce anche ad occhio nudo. La lunghezza delle antenne è spesso superiore a quella del corpo, fino ad essere il doppio negli esemplari maschi. Le femmine invece, sebbene siano di dimensioni maggiori rispetto ai maschi, hanno antenne più corte, con una lunghezza al massimo uguale a quella del corpo.

Gli adulti hanno il loro picco di attività durante il giorno, nelle giornate soleggiate, generalmente ad inizio estate: lo “sfarfallamento” degli adulti (si chiama così l'uscita dell'insetto dall'involucro, al termine della metamorfosi) può variare a seconda della regione e dell’altitudine, ma generalmente avviene tra maggio e agosto. In Italia, il periodo di maggior attività della specie è compreso tra inizio luglio e fine agosto, spesso sugli stessi alberi in cui si è sviluppata la larva, ma anche su cataste di tronchi di faggio o su legname ammassato.
Quando l’adulto sfarfalla, fuoriesce dai tronchi da fori di forma ellittica, di lunghezza pari a 6–12 mm e larghezza di 4–8 mm, generalmente con l’asse lungo orientato secondo la direzione delle fibre legnose.

Dopo qualche tempo dallo sfarfallamento, avviene la ricerca del partner e l’accoppiamento, al termine del quale si passa alla deposizione delle uova, solitamente in alberi di medio-grandi dimensioni, appena morti o deperienti, nei tronchi ancora freschi e abbattuti al suolo da poco o nel legno secco di piante sane o anche in ceppaie. Le larve sono bianche e dall’aspetto carnoso, con un capo di colore arancione-rosso, bordato di nero intorno alla bocca. Di lunghezza pari a 28–30 mm, si sviluppano nel giro di due-tre anni, scavando gallerie nella zona superficiale del legno esposto al sole; prima dell’ultima stagione invernale esse si avvicinano alla corteccia per completare l’ultima fase della metamorfosi (la ninfosi), che avviene in una cella costruita tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate.
La larva di Rosalia è monofaga (cioè si nutre di una sola specie di alimento): è xilofaga, cioè si nutre di legno, ed in particolare predilige il legno di faggio (Fagus sylvatica), anche se, occasionalmente, è rinvenibile su tiglio, acero e castagno. 

Numerosi sono i fattori di minaccia: in primis si deve registrare la riduzione del suo habitat elettivo, cioè i boschi maturi e naturali di faggio, a causa dell’abbattimento delle vecchie piante e la rimozione dal bosco degli alberi morti o deperienti di faggio. Ad aggravare la situazione c’è da registrare anche un certo impatto causato dalla raccolta degli esemplari adulti, per motivi di collezione. Proprio per questi motivi, la Rosalia è stata inserita tra le specie degli allegati II e IV della Direttiva Habitat (cioè tra le specie di interesse comunitario “prioritarie“, che richiedono l’individuazione di zone speciali di conservazione e di una assoluta protezione); inoltre fa parte delle specie particolarmente protette della Legge Regionale 15/2006 “Disposizioni per la tutela della fauna minore in Emilia-Romagna”: vista la sua progressiva rarefazione è indicata come “VU”, vulnerabile.

Per chi si trovasse a passeggiare in questi giorni nelle faggete del Parco Nazionale Foreste Casentinesi e dovesse incontrare questo splendido insetto, consiglio di scattare una bella foto, a ricordo di un avvistamento per nulla scontato o banale, avente per soggetto un coleottero che dagli entomologi è indicato come un bioindicatore dello stato di buona salute e grado di maturità delle faggete. Buone passeggiate e buon avvistamento a tutti!

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