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Briciole di natura

Briciole di natura

A cura di Riccardo Raggi

Chiocciola o lumaca, non proprio la stessa cosa...

Cerchiamo di capire la differenza fra i due animali e se sono dannosi per le nostre coltivazioni

Negli ultimi giorni, a causa delle piogge, è frequente osservare nei giardini e negli orti chiocciole e lumache, intente a nutrirsi di erba o, peggio, della nostra insalata. Cerchiamo di capire la differenza fra i due animali e se sono dannosi per le nostre coltivazioni.

Chiocciola è un termine di uso comune, che indica varie specie di molluschi dell’ordine dei Gasteropodi, tutte caratterizzate dalla presenza di una conchiglia. Spesso viene utilizzato impropriamente anche per indicare la lumaca, sebbene quest’ultima sia un invertebrato sprovvisto di conchiglia. Quest’ultima ha funzioni protettive ed inizia a formarsi in uno stadio molto precoce dello sviluppo: prima dalla secrezione della “ghiandola del guscio”, poi dalle secrezioni di ghiandole poste ai bordi del mantello. Quest’ultimo è lo strato esterno del corpo della chiocciola e delimita una cavità utilizzata per respirare, come un polmone. La conchiglia, costituita da cristalli di carbonato di calcio e da una sostanza proteica detta “conchiolina”, si compone di tre strati e cresce in cerchi annuali, che partono dal bordo esterno del mantello, e a poco a poco si avvolge ad elica attorno a un asse detto columella. Quando la chiocciola raggiunge la taglia massima, l’accrescimento si arresta.

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La parte del corpo che striscia sul terreno e permette i movimenti, dotata di un potente muscolo, si chiama piede: quest’ultimo è in grado di secernere un muco, o bava, che ha funzione protettiva contro gli insetti o eventuali predatori, oltre a lubrificare il terreno e le asperità del suolo, lasciando lungo il percorso la tipica scia argentea iridescente, continua o tratteggiata. Questa secrezione serve anche a formare l'epifragma, una formazione mucoso-calcarea che ha la funzione di tappare l'ingresso della conchiglia e di mantenere al suo interno la necessaria umidità, nel momento in cui l'animale si ritira nel suo guscio, in particolar modo durante il letargo. 

La cosiddetta “bava di lumaca” trova innumerevoli applicazioni in campo cosmetico, grazie al fatto che ha la proprietà di mantenere la cute costantemente idratata e protetta dai traumi alla quale viene sottoposta: la sua raccolta avviene mediante appositi macchinari, ove la secrezione viene prodotta, filtrata e microfiltrata per eliminare qualsiasi tipo di impurità.  La chiocciola ha sul capo quattro appendici retrattili, dette comunemente "antenne" o "corna": due di esse portano gli occhi e due sono organi di senso tattili. L'apparato buccale contiene un organo detto radula, munito di tanti denti microscopici con cui l'animale grattugia il cibo prima di ingoiarlo. 

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Le chiocciole hanno un habitat variabile secondo le specie, ma per lo più amano i luoghi freschi e ombreggiati, rimanendo al riparo dei raggi solari. Si nutrono soprattutto di vegetali, sebbene raramente si nutrano anche di sostanze animali. Le specie mediterranee più comuni sono Cornu aspersum e Helix pomatia: il diametro delle loro conchiglie può arrivare fino ad un massimo di 35 millimetri, con una altezza di 28–32 millimetri, mentre il peso può superare i 15 grammi, sebbene il primato per le dimensioni è detenuto da Achatina achatina, una specie molto grande che raggiunge i 20 centimetri di lunghezza. Sono diffuse nel bacino del Mediterraneo (dalla Spagna all'Asia Minore e al Nord Africa) e nell'Europa nord-occidentale, compresa la Gran Bretagna. In Italia è presente in tutta la Penisola, comprese Sicilia e Sardegna.

Le chiocciole sono organismi ermafroditi insufficienti, cioè possiedono sia l'apparato riproduttore maschile che quello femminile, ma non sono in grado di autofecondarsi: per la riproduzione necessitano dell'intervento di un consimile. Gli adulti sessualmente maturi sono dotati di dardi di materiale calcareo, lunghi da 5 a 9 millimetri, che durante i preliminari dell'accoppiamento vengono lanciati verso il partner, trafiggendolo. Il significato funzionale di tale formazione anatomica non è ancora del tutto chiaro. Alcuni studi hanno dimostrato che un rilascio efficace del dardo si associa con un maggiore successo riproduttivo, mentre osservazioni recenti puntano l'attenzione su sostanze mucose associate al dardo, rivelatesi in grado di stimolare la recettività agli spermatozoi.

In seguito all'accoppiamento, i due individui coinvolti si fecondano e rimangono fecondati contemporaneamente. Alcune chiocciole scavano nella terra e depongono le uova, avvolte da un guscio bianco e membranoso, molto più grandi dell'orifizio da cui escono (grosse come mais o piselli). Tra una deposizione e l'altra può trascorrere più di mezz'ora, motivo per cui la chiocciola rimane nello stesso luogo a deporre anche giornate intere. Tali uova sono poi abbandonate e producono, dopo 20-30 giorni dalla deposizione, chioccioline già munite di rudimentale conchiglia a spirale.

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L'elicicoltura è l'allevamento della chiocciola a scopo alimentare e già in passato l’utilizzo a scopo gastronomico delle chiocciole era noto: gli antichi Romani facevano uso di chiocciole, specialmente nei pasti funebri. Le facevano venire da paesi lontani (Sicilia, Baleari, Illiria) ed erano allevate in appositi parchi (cochlearia o cochlearum vivaria). Un’abitudine culinaria che i francesi hanno ereditato, attirandosi così il burlesco soprannome di “mangia lumache”.
L’etimologia del nome comune deriva dal latino “cochlea”, con suffisso diminutivo, a sua volta derivato dal greco “kokhlias”, = chiocciola.

Curiosità

Con una velocità di 1 metro l’ora, la chiocciola è l’animale più lento al mondo, dopo il bradipo. Questo primato le ha permesso, ad esempio, di essere assunta a simbolo dell’associazione Slow Food. In Gran Bretagna, fin dagli anni ’60, si tiene un “campionato mondiale di corsa”. Paradossalmente, questo lento animale è diventato l’icona di una delle forme di comunicazione più rapide del mondo moderno: l’email. La storia del simbolo “@” risale addirittura al Medioevo, quando i mercanti veneziani l’utilizzavano come abbreviazione di “anfora”, all’epoca una diffusa unità di misura. Intorno al 1700 il simbolo migrò in America, restando nell’ambito commerciale, ma cambiando significato: divenne la sigla di “at (a price of)”, ossia “al prezzo di”.
Fu poi inclusa nella tastiera delle macchine da scrivere e dei computer, dove colpì l’occhio di Ray Tomlinson, creatore della prima email. Era un simbolo poco usato, quindi poco equivocabile; inoltre “at” significa letteralmente “presso”, e l’invio di un’email avviene appunto “presso” un determinato dominio. Non si sa bene, in verità, quando @ divenne noto in Italia come “chiocciola”, ma la somiglianza col caratteristico guscio a spirale è notevole.

Durante la prossima passeggiata in giardino, se vedete una chiocciola, provate ad osservarla senza disturbarla… vi accorgerete della sua lenta operosità!

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