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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Briciole di natura

Opinioni

Briciole di natura

A cura di Riccardo Raggi

Ciaspole: cosa sono e come si usano. I consigli di una Guida ambientale escursionistica

Negli ultimi due anni, complici anche le limitazioni per gli sport invernali dovute alla pandemia, moltissime persone si sono riversate in Appennino, scoprendo così che oltre agli sci esiste anche un altro modo di vivere la montagna nella stagione fredda:

Con la neve caduta in questi giorni riemerge, soprattutto negli amanti della montagna, la voglia di passare una giornata in natura, passeggiando in mezzo ai boschi o sulla cresta di un crinale, godendo di quel silenzio che solo la foresta imbiancata dalla coltre nevosa riesce a regalare. Negli ultimi due anni, complici anche le limitazioni per gli sport invernali dovute alla pandemia, moltissime persone si sono riversate in Appennino, scoprendo così che oltre agli sci esiste anche un altro modo di vivere la montagna nella stagione fredda: una modalità lenta (gli esperti di turismo la definirebbero “slow”) fatta di passi, di osservazioni, di ascolto. Tutto questo lo si può vivere con le ciaspole ai piedi.

Scopriamo allora cosa sono le ciaspole, da dove vengono, per cosa si usano e come si usano. In ultimo, alcuni consigli da tener presente nel caso qualcuno decida, dopo aver letto questo articolo, di acquistarne un paio. Le ciaspole, o racchette da neve, nascono più di cento anni fa come ausilio per poter camminare agevolmente sulla neve, aumentando la superficie di galleggiamento; inizialmente erano costruite di legno e corda intrecciata ed avevano una forma “a fagiolo” (per lo meno quelle in dotazione al nostro esercito nelle due Guerre), mentre il modello “canadese” era molto più lungo (quasi un metro) e dotato di lunghe “code”, che rendevano questa tipologia adatta ad essere usata su terreni pianeggianti e neve molto fresca e asciutta.

Il termine “ciaspole” viene dal ladino della Val di Non, dove nel 1972 si è tenuta la prima competizione sportiva che le ha rese famose (www.ciaspolada.it/it/ciaspolada-trentino/storia). Le ciaspole moderne sono costruite con due tipologie di materiale (plastica o alluminio) ed hanno forme completamente diverse dalle versioni originali: ora possiamo trovarle con il classico profilo a “clessidra” oppure con telai più regolari e allungati. Possono anche essere dotati di code, più o meno pronunciate, ed hanno attacchi e superfici tali da permettere al piede una ottima stabilità.

Veniamo ai materiali: quelle in plastica sono generalmente più leggere ed hanno un profilo stampato a T che permette alla neve di non attaccarsi troppo alla ciaspola, appesantendola. La superficie che appoggia sul terreno è generalmente dotata di 6/8 punte che fungono da rampone, utili quando la neve diventa ghiacciata. Le versioni un po’ più evolute di questi modelli al posto delle punte presentano delle “lame” dentate, più aggressive e per terreni più tecnici. Le ciaspole in alluminio invece presentano un telaio un po’ più pesante e con un profilo “dentato”, che rendono la progressione più agevole sui traversi o sui terreni maggiormente ghiacciati.

Esistono anche ciaspole con profili “tubolari” (di solito in alluminio) ma sono utili soprattutto nelle grandi distese innevate del Nord Europa o Canada, dove il terreno è piatto e regolare, mentre da noi generalmente siamo in presenza di terreni misti, dove c’è bisogno di una ciaspola più versatile, sia dal punto di vista delle dimensioni che da quello della tenuta sui pendii. Altri elementi essenziali di una ciaspola, da considerare al momento di un eventuale acquisto, sono la tipologia di attacco allo scarpone e la presenza di alzatacco.

Alcuni modelli sono dotati di una piastra (incernierata nella parte anteriore) su cui appoggiare l’intera superficie dello scarpone; il fissaggio di quest’ultimo avverrà sia nella parte posteriore, tramite un battitacco regolabile (un po’ come si faceva con i pattini a rotelle di alcuni decenni fa), sia nella parte anteriore, tramite cinghie o cordini. In certi modelli è presente anche una terza chiusura sul collo del piede, regolabile con cinghie o con chiusura a cricchetto. In altre versioni invece la piastra di appoggio è di dimensioni inferiori allo scarpone (di solito arriva a metà della suola) con il vantaggio di offrire meno superficie di grip all’eventuale neve che dovesse accumularsi sotto la ciaspola.

Entrambe le versioni presentano, nella parte anteriore della piastra, delle punte (ramponi), in numero variabile a seconda dei modelli, che permettono una maggior presa sul terreno quando si cammina, specialmente in salita. Altro elemento da considerare è l’alzatacco, una sorta di spessore che si può alzare o abbassare a piacimento, utile soprattutto quando si affrontano pendenze di un certo grado e che serve a far assumere al piede una posizione più agevole. Come per tutte le cose, anche per le ciaspole ci sono modelli base e top di gamma: la scelta ovviamente è personale e legata, fondamentalmente, all’utilizzo che ciascuno ne deve fare e al budget che si ha a disposizione.

Possiamo dire che un modello base (che non significa di mediocre qualità, anzi ottimo per un uso amatoriale) si aggira sui 100 euro, fino ad arrivare ai 300 euro per i modelli in uso ai professionisti. Non da ultimo, è bene specificare che la frequentazione della montagna in inverno, anche nel nostro Appennino, non è pratica banale: ci sono molti aspetti da tenere presenti, legati
soprattutto alla sicurezza; quindi per le vostre uscite con le ciaspole, specialmente se siete alle prime armi, affidatevi all’esperienza di una Guida ambientale escursionistica, durante una delle tante escursioni in programma (vedi il programma invernale 2022 - www.romagnatrekking.it/categoria-escursione/ciaspolata). Buona neve a tutti!

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