Martedì, 16 Luglio 2024
Briciole di natura

Briciole di natura

A cura di Riccardo Raggi

Escursioni da non perdere nel nostro appennino: un trekking 'a filo di crinale'

Il sentiero parte proprio di fronte al ristorante Fiumicello e coincide, nel primo tratto, con il Sentiero Natura che conduce al Molino Mengozzi, abbandonato nel 1963 dopo secoli di attività e rimesso in funzione trent’anni dopo

Quando il caldo incombe, per chi vuole praticare escursionismo, è utile individuare itinerari in ambienti ventilati e di ampio respiro, come quello che parte e rientra dalla frazione di Fiumicello di Premilcuore, percorrendo il crinale che passa da Monte Ritoio e Monte Avorgnolo. Il sentiero parte proprio di fronte al ristorante Fiumicello e coincide, nel primo tratto, con il Sentiero Natura che conduce al Molino Mengozzi, abbandonato nel 1963 dopo secoli di attività e rimesso in funzione trent’anni dopo: rinomato per la molitura delle castagne e per la finezza della farina che viene ancora oggi utilizzata per fare il castagnaccio, sorge di fianco al Fosso di Fiumicello, da cui trae l’acqua per il suo funzionamento.

Passiamo a fianco del mulino (nei fine settimana la famiglia Mengozzi è presente nell’edificio e mette in funzione la macina), percorriamo il sentierino che corre parallelo alla gora (il canale di adduzione dell’acqua che serve a riempire il bottaccio, il bacino di raccolta utilizzato per alimentare il mulino stesso) e saliamo in mezzo a rimboschimenti di abeti di Douglas fino alla deviazione che conduce alla Colla di Pian di Mezzano. 

Il sentiero, inizialmente quasi pianeggiante, subisce poi una rapida impennata e inizia a salire, regalando al camminatore bellissimi scorci e ampi panorami sulla valle di Fiumicello: il tracciato attraversa boschi misti di faggi e carpini, vecchi castagneti e aceri sparsi qua e là, fino a giungere sui prati di Ca’ Pian di Mezzano, dove ancora oggi vengono portate le vacche al pascolo (nel caso ci si trovi in una situazione del genere è bene non attraversare la mandria – in special modo se ci sono vitelli con le madri – ma attendere che gli animali lascino libero il passaggio).

Ora il sentiero lascia il posto ad una strada forestale ben battuta che nel giro di pochi minuti ci porta alla Colla di Pian di Mezzano, crocevia di molteplici sentieri che permettono di raggiungere svariate destinazioni: il nostro tracciato procede verso nord-est, sul famoso sentiero CAI 301 (noto anche come “Sentiero degli Alpini”, e procede salendo fra gli arbusti di ginestre e rosa selvatica, rimboschimenti di pini neri e silvestri, fino a giungere in cima al Monte Ritoio (1193 m).

Ancora qualche decina di minuti e si raggiungono alcuni punti panoramici da togliere il fiato: verso sud si estende la vallata di Celle (con ben evidenti i ruderi delle antiche case di pietra dei Lavacchi di Sopra, di Mezzo e di Sotto), il crinale che separa Romagna e Toscana e la verdissima foresta di Campigna, con i suoi abeti bianchi.

Ora il sentiero diventa strada forestale ben battuta e, dopo aver superato un cancello per il contenimento delle vacche, si scende in direzione Passo della Braccina: pochi metri prima di giungere al passo si devia verso sinistra, seguendo il segnavia CAI 309, scendendo verso un fosso. A questo punto l’itinerario merita una deviazione (seguendo un facile tratturo pianeggiante che si stacca sulla destra) per andare ad ammirare il bellissimo podere di Tracollina, magnificamente ristrutturato e residenza privata. Poco distante dal podere c’è l’area di sosta omonima, dove potersi riposare o (se siete sufficientemente attrezzati) poter grigliare e cucinare nelle apposite fornacelle predisposte dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Ripercorriamo le ultime centinaia di metri fatte in precedenza per riprendere il sentiero CAI 309 e scendere decisamente fra boschi misti e rimboschimenti, incontrando in successione i ruderi di Ca’ di Sopra, Ca’ Mattarelle e Ca’ di Brogio fino a ricongiungerci con il la seconda parte del Sentiero Natura, in corrispondenza della casa denominata “La Cavina”.

Il tracciato continua a scendere, attraversando sempre ampie zone rimboschite con conifere (abeti e pini) fino a sbucare poco sotto il parcheggio del ristorante Fiumicello, dove potremo concederci una meritata sosta o una sostanziosa merenda.
 

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