rotate-mobile
Briciole di natura

Opinioni

Briciole di natura

A cura di Riccardo Raggi

I cammini: cosa sono e come prepararsi a un trekking a lunga percorrenza

C’è chi li percorre per il semplice gusto di camminare, chi per “ritrovare se stesso”, chi per motivi religiosi o chi per mettersi alla prova. Ma cos’è un cammino e come ci si prepara ad affrontarne uno? Scopriamolo assieme

C’è chi li percorre per il semplice gusto di camminare, chi per “ritrovare se stesso”, chi per motivi religiosi o chi per mettersi alla prova. Ma cos’è un cammino e come ci si prepara ad affrontarne uno? Scopriamolo assieme.

Anche se non c’è una vera e propria definizione tecnica, per inquadrare i Cammini si può fare riferimento alla Direttiva dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo – Mi.B.A.C.T. del dicembre 2015, che istituiva il 2016 come “Anno dei Cammini d’Italia”. Nella Direttiva c’è scritto che “[…] sono considerati "cammini" gli itinerari culturali di particolare rilievo europeo e/o nazionale, percorribili a piedi o con altre forme di mobilità dolce sostenibile, e che rappresentano una modalità di fruizione del patrimonio naturale e culturale diffuso, nonché una occasione di valorizzazione degli attrattori naturali, culturali e dei territori interessati. In coerenza con la visione del Consiglio d'Europa, i cammini attraversano una o più regioni, possono far parte di tracciati europei, si organizzano intorno a temi di interesse storico, culturale, artistico, religioso o sociale […]”.

Ulteriori indicazioni tecniche per la definizione di un cammino sono gli Undici Criteri indicati sul sito ministeriale:

1. Percorsi fisici lineari e fruibili
2. Presenza di segnaletica orizzontale e/o verticale per ogni tappa
3. Percorso fruibile in sicurezza
4. Percentuale di strade asfaltate non superiore al 40%
5. Tappe dotate di tutti i servizi di supporto al camminatore
6. Descrizione on line sul Sito di riferimento di ogni tappa
7. Servizi di alloggio e ristorazione entro 5 km dal cammino
8. Presenza di un “organo di governo” del cammino
9. Garantire la vigilanza e la manutenzione del percorso
10. Georeferenziazione del percorso
11. Sito del cammino costantemente aggiornato

Ora che abbiamo fatto un po’ di chiarezza, cerchiamo di capire quali aspetti si devono tenere in considerazione per affrontare un cammino.

Caratteristiche tecniche del percorso

Per chi si trova al primo cammino, il consiglio è quello di scegliere un itinerario le cui tappe possano essere facilmente suddivisibili in tratte che siano alla propria portata, anche modificando e frazionando quelle proposte in origine da chi ha tracciato il percorso. Da questo punto di vista è necessario essere molto onesti con se stessi e capire bene quale sia il proprio livello di allenamento e la propria condizione fisica. Ritrovarsi a metà di una tappa e non riuscire più a proseguire per stanchezza, senza avere un punto di appoggio facilmente raggiungibile, sarebbe un guaio! Non solo la lunghezza, ma anche i dislivelli (e la loro distribuzione lungo il percorso) sono da tenere in considerazione: chi è abituato a camminare anche a lungo, ma solo in pianura, probabilmente avrà qualche difficoltà in più ad affrontare dislivelli anche ridotti, specialmente se questi sono concentrati in piccoli tratti. Serve rammentare che a parità di dislivello positivo/negativo, la relativa salita/discesa sarà più accentuata se lo stesso è distribuito su un tratto breve di percorso.

Stagionalità

Non tutti i Cammini sono adatti ad essere percorsi in qualsiasi stagione: per gli itinerari ad alta quota si potrebbe avere presenza di neve sul sentiero anche ad inizio estate, mentre per i tracciati in pianura le alte temperature sono una concreta difficoltà per i possibili rischi di colpi di calore. Legata alla stagionalità c’è da considerare anche la presenza e il rifornimento di acqua: in un’estate siccitosa diverse sorgenti non sono attive, nel periodo autunnale (più piovoso) alcuni torrenti potrebbero ingrossarsi e creare qualche problema nel caso fossero da guadare.

Da soli o in gruppo?

Anche questa variabile deve essere presa in considerazione quando si sceglie il cammino, perché lungo certi tracciati le strutture ricettive non sempre hanno una abbondante ricettività: a volte si trovano B&B o altre strutture che possono accogliere pochi “pellegrini”, con la conseguenza di doversi allungare alla tappa successiva. La scelta di andare in solitaria o meno deve essere dettata anche dal livello di preparazione tecnica che avete in ambito cartografico: sebbene i Criteri del MiBACT prevedano che i Cammini siano adeguatamente segnalati e tracciati, può capitare che i cartelli indicatori siano mal posizionati, danneggiati o assenti. Saper interpretare una carta escursionistica e capire dove ci si trova è fondamentale per sbrogliare eventuali dubbi di orientamento lungo il percorso. In caso di poca esperienza nel settore è bene andare con persone esperte (le Guide Ambientali Escursionistiche accompagnano anche lungo i cammini) oppure frequentare un Corso di Escursionismo.

Tecnologia o tradizione?

Spesso si vedono camminatori che guardano convulsamente lo schermo del proprio smartphone alla ricerca della direzione da seguire: come già detto i Cammini sono generalmente ben segnati e potrebbero essere sufficienti i cartelli, ma è sempre bene avere con sé una carta (scala 1:25000) del territorio che si attraversa. A supporto della carta (mai in sostituzione!) si possono utilizzare GPS o App dedicate all’escursionismo, dato che i cammini hanno sempre le tracce disponibili in rete.

Equipaggiamento

È forse uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione. Partiamo dallo zaino: il peso deve essere relativamente contenuto, pur consapevoli del fatto che dovrà contenere tutto ciò di cui avrete bisogno durante il cammino. Si consiglia un peso di massimo 9-10 kg. Non è sempre facile raggiungere questo obiettivo, considerando che già lo zaino ha un proprio peso e che ogni litro di acqua pesa un chilo (per es. io di solito viaggio con 3 litri d’acqua…). Ovviamente non devono mancare protezione dal sole e dalla pioggia (anche per lo zaino… sarebbe una tragedia arrivare in rifugio/albergo e avere tutti i ricambi bagnati), un piccolo kit di primo soccorso (ne vendono di già confezionati, eventualmente personalizzabili con medicinali o altro materiale) e il vestiario. Su quest’ultimo punto il consiglio è quello di essere contenuti (tanto non ci aspettano serate di gala al termine della giornata), eventualmente lavando ciò che si è usato e indossando un ricambio il giorno dopo. Per quel che riguarda le calzature, vanno scelte in base all’ambiente che si dovrà frequentare: per un cammino ad alta quota si dovranno usare scarponi da montagna, mentre un cammino con tracciati pianeggianti, con poco dislivello e fondo ben battuto può essere percorso anche con scarpe o sandali da trekking. La cosa importante è indossare scarpe che si è già abbondantemente utilizzato, per evitare la formazione di vesciche (il terrore dei camminatori). Consiglio anche un paio di calzature supplementari (sandali o altro) che siano leggere e facciano riposare e respirare il piede a fine giornata e che, nel caso le calzature principali creino problemi ai piedi o si rompano, possano essere utilizzate temporaneamente per camminare. Nella definizione dei pesi, da ricordare che oltre a tutto questo ci potrebbero essere il necessario per l’igiene personale, power-bank per il cellulare, macchina fotografica e barrette energetiche di emergenza. Se poi si sceglie di non fare tappa presso le strutture ricettive, si dovrà considerare anche il peso di tenda, fornellino e cibo: in questo caso difficilmente si riuscirà a stare sotto i 15-18 kg.

Allenamento

Visto che il cammino è un’esperienza che va pianificata, anche la preparazione fisica va affrontata per tempo e gradualmente. È bene compiere escursioni periodiche con uno zaino via via più pesante, fino ad arrivare al peso simile a quello che si avrà in cammino. Le prime escursioni dovranno essere di lunghezza, dislivello e durata moderate fino ad effettuare uscite con caratteristiche tecniche simili alle tappe più complicate del cammino, così da non trovarsi impreparati.

Come si può vedere, la scelta di percorrere un cammino non deve essere una decisione impulsiva, ma meditata e preparata meticolosamente, per avere la certezza di affrontare i chilometri che ci aspettano con la dovuta consapevolezza e sicurezza. Nella prossima puntata del blog verranno presentati i cammini che transitano per la provincia di Forlì-Cesena, così da potervi dare qualche idea per il futuro.

Si parla di

I cammini: cosa sono e come prepararsi a un trekking a lunga percorrenza

ForlìToday è in caricamento