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Giovedì, 20 Giugno 2024
Briciole di natura

Briciole di natura

A cura di Riccardo Raggi

Pasqua, è tempo di uova: perché quelle degli uccelli sono di forma e colore diversi?

A ciascuno il suo uovo: oggi vediamo i motivi per i quali le uova degli uccelli hanno colore, forma e dimensione diverse

Tradizionalmente a Pasqua si regalano e si mangiano uova: quest’usanza ha radici lontane (di origine pagana) e rappresentava un modo per augurare fertilità, prosperità e rinascita. Nella stessa cultura cristiana l’uovo è immagine simbolica: il guscio rappresenta il freddo sepolcro, mentre l’uovo è simbolo di vita e di rinascita (come a ricordarci la resurrezione del Cristo). E la tradizione stessa vuole l’utilizzo delle uova di gallina sia come prodotto utilizzato per la produzione dei cibi pasquali, sia come decorazione delle nostre case.

Ma a ben guardare, le uova degli uccelli non sono tutte uguali e, soprattutto, non sono tutte a “tinta unita” come le classiche uova marroncino-rosato che siamo abituati ad acquistare: per quel che riguarda le galline, ad esempio, la colorazione del guscio non dipende dal tipo di alimentazione (che invece può influire sull’intensità del colore del tuorlo), bensì dalla razza che le depone. Avremo così uova bianche della razza Livornese, verde oliva della razza Olive-Egger, fino ad arrivare a quelle color cioccolato della razza Marans o azzurre deposte dalle galline Araucana.

Il guscio è un elemento fondamentale dell’uovo: la sua funzione non è solo quella di proteggere fisicamente ciò che è contenuto al suo interno, ma ha anche il compito di schermare dalla luce solare e dai raggi UV, di evitare infezioni microbiche e di distogliere la vista di potenziali predatori; in questo ultimo caso il colore delle uova risulta determinante per il successo della riproduzione.

Non è casuale infatti che le uova delle specie selvatiche che depongono in un nido aperto o in vista, siano maggiormente pigmentate rispetto a quelle delle specie che nidificano entro le cavità degli alberi o in un nido chiuso.

Se pensiamo ad esempio al famoso Fratino (Charadrius alexandrinus), che depone le sue uova direttamente sulla spiaggia, capiamo immediatamente che non avrebbe probabilità di portare avanti la cova se, anziché produrre uova beige con maculature e vermicolature scure, le producesse di colore bianco e quindi facilmente visibili ad un potenziale predatore. I rapaci notturni o i picchi, invece, che depongono le loro uova all’interno di cavità negli alberi, producono uova bianchissime perché sono già nascoste agli occhi dei predatori.

Ma da cosa dipende la diversa colorazione del guscio? Innanzitutto è bene specificare che (nel caso delle galline) il guscio si forma sempre di colore bianco e poi, solamente negli ultimi momenti, prima della fuoriuscita dalla cloaca, viene “colorato” grazie ad una sostanza lubrificante, che si deposita sulla sua superficie durante il transito nel tratto spugnoso dell’ovidotto e che serve a facilitarne la deposizione.

La diversa colorazione è dovuta sostanzialmente a due pigmenti: la protoporfirina IX (che è responsabile delle variazioni di colore dal bianco al marrone) e la biliverdina (che rende il guscio di colore variabile dal verde all’azzurro).

La funzione della pigmentazione scura agisce anche come fattore di termoregolazione per la temperatura interna dell'uovo, riflettendo o assorbendo la luce del sole, in funzione del colore più o meno scuro del guscio. Da far notare come l’intensità del colore del guscio dipenda anche dal tempo di permanenza nel tratto spugnoso dell’ovidotto.

Il colore ha inoltre funzione “battericida”: la luce del sole che colpisce il pigmento biliverdina attiva una sorta di azione antimicrobica, in grado di eliminare i batteri gram positivi che si trovano all’esterno dell’uovo. La biliverdina influisce anche sulle difese immunitarie dell’uccello adulto, tant’è che in alcuni allevamenti si è condotto uno studio e si è visto che le femmine che producevano uova con il guscio dal colore blu-azzurro più intenso si accoppiavano più frequentemente con i galli: questo comportamento ha fatto presumere che i galli riconoscessero nel colore del guscio più intenso il carattere di “miglior stato di salute” della femmina con cui riprodursi.

Non solo il colore, ma anche la forma è funzionale al successo riproduttivo e specifica per ogni specie.

Le uova a guscio sono caratteristiche dei rettili, dei mammiferi monotremi e degli uccelli, ma solo questi ultimi hanno sviluppato uova asimmetriche e di forma diversa a seconda della specie. Diverse sono le ipotesi che sono state formulate per giustificare questa variabilità: un adattamento sviluppato in relazione all’habitat, alla dieta o alla tipologia di nidificazione. Alcuni esempi che ci fanno propendere per queste teorie ci vengono dall’osservazione delle specie che nidificano sulle scogliere: generalmente vengono deposte uova più asimmetriche (fortemente ellittiche) per evitare che queste rotolino accidentalmente fuori dal nido. Pensando alle uova sferiche, la loro forma sarebbe un adattamento evolutivo di quelle specie che hanno una dieta povera di calcio, in quanto un uovo tondo (a parità di volume) necessità di minor quantitativo di calcio per la produzione del guscio rispetto a quelli di forma ellittica. Un’altra tesi che avvalora la forma asimmetrica riguarda l’efficienza dell’incubazione e l’ottimizzazione degli scambi gassosi fra interno ed esterno dell’uovo: su una superficie sferica i pori vengono distribuiti in modo omogeneo, mentre nelle uova coniche la concentrazione di pori su specifiche aree sembra favorisca lo sviluppo neuronale.

Vi sono poi teorie che inducono a pensare ad una relazione tra uova asimmetriche e adattamento al volo, in base alle caratteristiche anatomiche e al tipo di volo delle diverse specie. Alcuni ricercatori hanno infatti analizzato migliaia di uova appartenenti a moltissime specie caratterizzate da anatomia, dieta e abitudini di nidificazione diverse fra loro. Il risultato ha portato alla conclusione che la forma più o meno ellittica delle uova sia da mettere in relazione alla pressione esercitata sulla membrana interna dell’uovo durante il suo passaggio nell’ovidotto: maggiore è la pressione, maggiore è l’asimmetria delle uova. Sembrerebbe che negli uccelli che hanno un prevalente volo battente le uova siano più ellittiche, perché le cavità e il maggior sviluppo della muscolatura atta a garantire un volo potente abbiano causato una riduzione delle dimensioni del corpo e degli spazi dedicati al transito dell’uovo stesso.

Per chi volesse approfondire l’argomento consiglio il bel libro di Ricca editore “Nidi, uova e nidiacei degli uccelli d'Europa“ che fornisce un’accurata descrizione, corredata da tavole a colori e in bianco-nero, delle principali specie che possiamo osservare in Europa.

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