Domenica, 21 Luglio 2024
Briciole di natura

Briciole di natura

A cura di Riccardo Raggi

Safari in giardino: alla ricerca del "rinoceronte… di Romagna"

Per molti resterà solo un sogno, ma per chi si accontenta, all’inizio dell’estate è possibile osservare un “rinoceronte” anche fra l’erba del giardino di casa

Chi di noi, almeno una volta nella vita, non ha sognato di fare un safari in Africa, con la speranza di poter osservare i “big five” (leone, leopardo, rinoceronte, elefante africano, bufalo africano)?  Per molti resterà solo un sogno, ma per chi si accontenta, all’inizio dell’estate è possibile osservare un “rinoceronte” anche fra l’erba del giardino di casa. Con un po’ di fortuna, infatti, potrete incontrare uno Scarabeo… rinoceronte!

Lo Scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis) è un insetto (ordine Coleotteri, famiglia Scarabeidi) di dimensioni medio grandi, dai 25 ai 42 millimetri, diffuso in tutta Europa, in Nord Africa, Madagascar e in molte aree del Vicino Oriente. Il significato del nome comune proviene dal vistoso corno cefalico rivolto all'indietro, che ricorda proprio il corno dei rinoceronti; il nome generico “Oryctes” deriva dal greco “oryktos” (=scavato) mentre il nome specifico “nasicornis” deriva dal latino “nasus” (=naso) e “cornus” (=corno).

Come tutti i coleotteri, è dotato di due elitre (ali sclerificate e indurite, che costituiscono come un astuccio a protezione delle seconde due ali e dell'addome), di colore castano rossastro molto lucido; torace e capo sono leggermente più scuri, mentre zampe e ventre sono ricoperti da una folta pubescenza rossastra. Riuscire a distinguere maschio e femmina di questa specie è relativamente semplice, in quanto il dimorfismo sessuale è notevole: il maschio è dotato di un corno cefalico rivolto all’indietro e il pronoto (la parte dorsale del primo segmento del torace degli insetti) ha la parte anteriore scavata, che si inarca assumendo forma a sella. La femmina, invece, evidenzia solamente un piccolo tubercolo appuntito sulla testa e il torace presenta una lieve depressione circolare. La morfologia all’interno della specie è molto variabile, tanto che è possibile osservare maschi molto piccoli e con un corno appena accennato, tali da poterli scambiare per femmine: tali disuguaglianze sono da mettere in relazione con le diverse quantità e qualità dei nutrienti assimilati allo stadio larvale.

Lo Scarabeo rinoceronte ha abitudini crepuscolari e notturne: già dalla fine giugno è possibile avvistarlo mentre cammina sul terreno oppure mentre vola, ronzando rumorosamente, attorno alle fonti luminose, da cui è attirato. Se di giorno se ne resta tranquillo, nascosto nel sottosuolo, la notte esce alla ricerca di un partner, con il quale si accoppierà (a livello del terreno o appena sotto di esso). Terminato l’accoppiamento le femmine cercano cumuli di legno in decomposizione, entro cui deporre circa cinquanta uova biancastre, il cui periodo di incubazione dura dalle 2 alle 3 settimane.

Alla schiusa delle uova fuoriescono le larve, bianche e a forma di “C” (chiamate melolontoidi), dotate di capo sclerificato e di 3 paia di zampe: prima che arrivi l’inverno dovranno passare attraverso tre diversi stadi larvali (L1, L2 e L3), per poi iniziare lo svernamento all’interno di tronchi e legni marcescenti. Trascorreranno così l'intero anno successivo a nutrirsi di legno morto, fino a raggiungere la taglia di circa 6 cm: a quel punto si trasformeranno in pupa, costruiranno un bozzolo, impastando terriccio e saliva, e trascorreranno al suo interno l’ultima fase della metamorfosi. Lo Scarabeo rinoceronte compirà l'ultima muta verso la fine di quella stessa estate, ma l'adulto resterà nel bozzolo fino alla successiva primavera inoltrata.

L’intero ciclo di vita di questo insetto è di circa 3-4 anni (un po’ più breve nelle regioni più calde): per gli esemplari eventualmente allevati in cattività, con temperature costanti di 25°C, può ridursi a soli 10-12 mesi. Come adulti, tuttavia, la loro vita è di circa un paio di mesi, durante i quali non hanno bisogno di nutrirsi, perché utilizzano le riserve accumulate nel corso degli stadi larvali. A ridurre le aspettative di vita dello Scarabeo rinoceronte ci pensano, inoltre, i vari predatori (rapaci notturni soprattutto, ma anche tassi, volpi, gatti). Inoltre in Italia ed in Europa le sue larve sono spesso vittima di larve parassite del genere Scolia: le femmine di questi insetti cacciano le larve degli scarabeidi nel terreno, paralizzandole col proprio veleno e deponendo le uova al loro interno. Le larve fuoriuscite dalle uova si nutriranno dell'ospite paralizzato, fino ad ucciderlo.

Si parla di
Safari in giardino: alla ricerca del "rinoceronte… di Romagna"
ForlìToday è in caricamento