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Briciole di natura

Opinioni

Briciole di natura

A cura di Riccardo Raggi

Trekking, un sentiero di rara bellezza: le Ripe Toscane. E si può ascoltare anche il cervo in amore

Percorrendolo in questo periodo non è raro poter ascoltare il bramito del cervo che riecheggia nella stretta valle di Celle

Il sentiero delle cosiddette “Ripe Toscane” (che in realtà si sviluppa totalmente in Romagna) è forse uno dei più belli del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Percorrendolo in questo periodo non è raro poter ascoltare il bramito del cervo che riecheggia nella stretta valle di Celle. Punto di partenza del sentiero è la piccola frazione di Lago di Corniolo, proprio a fianco del ponte sul Bidente di Celle, uno dei quattro torrenti che, nella loro discesa verso il mare, confluiscono nel fondovalle andando a formare, appena a monte di Santa Sofia, il fiume Bidente vero e proprio. Ci si incammina lungo la strada sterrata mantenendo la sinistra, oltrepassando la sbarra che impedisce il transito ai veicoli: proseguendo, si costeggia per diverse centinaia di metri il torrente che crea, in alcuni punti, pozze e anse utili ai tanti anfibi che in primavera vanno a deporre le loro uova.

Dopo poco più di un chilometro si lascia la sterrata per imboccare, sulla destra, il sentiero CAI 261 che inizia a salire su sentiero sconnesso. Dopo il primo rudere si incontra un ponticello di legno sul Fosso di Lavacchio e si prosegue immersi nel bosco misto di roverelle, cerri e carpini. Guardando alla nostra sinistra potremo vedere, sul versante opposto, il castellaccio di Corniolino, abbarbicato sulla cresta del monte, un silenzioso guardiano delle valli di Celle e di Corniolo. Si prosegue, in un alternarsi di saliscendi e di muretti a secco, testimonianza del duro lavoro dell’uomo che in questa valle aveva disseminato i versanti delle montagne di abitazioni: si giunge così alla sorgente di Fossacupa, attiva solo negli anni di particolare abbondanza d’acqua. 

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Ora si sale, incontrando ancora i ruderi di una abitazione dei tempi passati, per giungere al tratto denominato “Le Ripe Toscane”, una porzione di sentiero non troppo largo, un po’ esposto e privo di vegetazione che ci permette di ammirare la vallata in tutto il suo splendore. Questa frazione del percorso è da percorrere con estrema attenzione, per via della consistenza un po’ friabile del terreno (la formazione geologica è la marnoso-arenacea), per la larghezza del sentiero e per la scarpata che si trova a lato: non è un itinerario adatto a chi sensibile al vuoto! Superate queste poche (ma stupende) centinaia di metri ci si ritrova di nuovo nella vegetazione del bosco misto e si giunge alla Fonte del Bercio: poco oltre si intravede, a destra, l’antica mulattiera che conduce ai ruderi delle case Montecavallo (di Sopra e di Sotto). 

Noi proseguiamo oltrepassando una serie di fossi fino a giungere, salendo un poco, ad un bivio nei pressi dei ruderi di Celle. A questo punto possiamo scegliere se fare la via breve, piegando a sinistra, superando un ponte di legno (malmesso) e giungere fino al Molino di Celle, oppure proseguire diritti per arrivare all’abitato di Pian del Grado. Questa località, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu teatro di tragici eventi e ritorsioni da parte dei nazifascisti che cercavano di preservare la Linea Gotica dai sabotaggi dei partigiani. Quest’ultimi, in questa località, avevano posto il quartier generale della 8° Brigata Garibaldi.

Volendo percorrere il tratto più lungo, saliamo decisamente fino a raggiungere le case di La Fossa e La Casina, per poi scendere fino ad incontrare il villaggio di Pian del Grado, citato poco sopra. Questo borgo sembra essersi fermato nel tempo: piccole case in pietra, sapientemente ristrutturate con cura, si trova in fondo alla valla di Celle, immerso nella foresta di bosco misto intervallata a rimboschimenti di conifere. Sono ancora visibili estesi prati, probabilmente un tempo destinati alla coltivazione o al pascolo, che ora sono dominio della fauna selvatica. 

A Pian del Grado, in questo periodo, è molto probabile riuscire a sentire il richiamo dei cervi: il bramito, una specie di “ruggito”, emesso dai maschi dominanti nel tentativo di raggruppare in un harem le femmine presenti nel territorio (se volete saperne di più sul cervo andate a leggere la scorsa puntata del Blog, che aveva come tema proprio il bramito https://www.forlitoday.it/blog/briciole-di-natura/bramito-del-cervo-escursioni-trekking.html). Ma questa porzione di vallata è popolata anche da molti altri animali selvatici:  daini, caprioli e cinghiali sono frequentatori abituali, mentre il lupo è ormai di casa.

Ora il percorso si fa più semplice: da Pian del Grado una larga pista forestale (percorribile anche dalle auto) serpeggia nel fondo valle, salendo gradualmente, e accarezzando la base della montagna. Ecco sfilare sulla nostra sinistra i resti del Molino di Sopra, nei pressi di Celle e, poco più avanti, i ruderi di Coloreta.

Ancora un po’ di strada e si giunge al podere Mandriacce, con il suo inconfondibile tetto di coppi rossi: proprio di fronte alla casa sale un sentiero che porta a Poggio Palaio e poi, salendo ancora a Campigna. In direzione opposta all’imbocco del sentiero c’è invece l’agriturismo Poderone: qui Lorenzina Benilli e suo nipote Nicola vi accolgono con l’ospitalità tipica di questi luoghi e con i prodotti della loro terra. L’orto di Nicola infatti produce verdure dal sapore intenso e mais antico da cui si ricava una farina ottima per la loro polenta. Insomma, un pranzo o un fine settimana al Poderone sono da provare, almeno una volta nella vita!

Dopo la meritata sosta al Poderone ci si incammina per continuare l’itinerario che ci riporterà a Lago di Corniolo: poche centinaia di metri di strada forestale e pieghiamo sulla sinistra per imboccare il sentiero 259 che conduce prima al Monte della Maestà e poi, lungo un tratto interamente panoramico, fino al castellaccio di Corniolino. Restano ancora alcune centinaia di metri di strada asfaltata e si raggiungono le auto. Il percorso, così come descritto, si sviluppa su circa 18,5km per oltre 1000m di dislivello: è quindi adatto a camminatori allenati.

Per chi volesse percorrerlo, le Guide di Romagnatrekking® organizzano un’escursione su questo tracciato per sabato 17 settembre, un’ottima occasione per visitare i posti appena descritti ed ascoltare il bramito del cervo (info e prenotazioni a questo link https://bit.ly/3BagNcH)
 

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