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Briciole di natura

Briciole di natura

A cura di Riccardo Raggi

Si fa presto a dire neve

La prima sottile coltre nevosa di questi giorni si è manifestata con una nevicata particolare, la cosiddetta gragnola. Scopriamo allora che cosa è e quanti tipi di neve esistono

Le nevicate di questi giorni stanno provocando un fiume di commenti su giornali e social, vuoi per l’andamento anomalo dell’inverno appena trascorso, vuoi per le temperature quasi estive di pochissimi giorni fa. La prima sottile coltre nevosa di questi giorni si è manifestata con una nevicata particolare, la cosiddetta gragnola. Scopriamo allora cos’è e quanti tipi di neve esistono.

Spieghiamo innanzitutto cos’è la neve: in ambito meteorologico, è considerata un tipo di precipitazione atmosferica, nella forma di acqua ghiacciata cristallina, formata da una moltitudine di minuscoli cristalli di ghiaccio aventi, di base, una simmetria esagonale. Si forma nell'alta atmosfera, quando il vapore acqueo, a temperatura inferiore a 5 °C, brina attorno ai cosiddetti germi cristallini, passando dallo stato gassoso a quello solido: si formano così cristalli di ghiaccio, i quali cominciano a cadere quando il loro peso supera la spinta contraria di galleggiamento nell'aria e raggiungono il terreno senza fondersi, quando la temperatura al suolo è inferiore ai 2°C. A livello internazionale è stata definita una classificazione ufficiale, che descrive la neve in funzione di tre parametri: dimensione dei cristalli di ghiaccio, densità della neve e contenuto di acqua. 

Neve polverosa

Abbiamo questo tipo di neve quando i fiocchi cadono in una massa d’aria poco umida e sufficientemente fredda da rimanere allo stato solido e non fondere quando arriva sul terreno. La neve polverosa è caratterizzata dal fatto che non si è ancora compattata al suolo e non si riesce neppure a compattare, tanto che cade liberamente dalla mano rendendo difficoltoso formare una palla di neve. A seconda delle condizioni di umidità e temperatura dell’atmosfera, i cristalli di ghiaccio della neve polverosa possono crescere a forma di aghi, bastoncini, piastrine o stelle. In ogni caso, tutti presentano una forma esagonale.

Neve crostata

La neve crostata è quasi l'opposto della neve polverosa e la si riconosce per la sua superficie molto dura, spesso causata da un processo di fusione e ricongelamento: la possiamo trovare, ad esempio, in seguito ad un abbassamento delle temperature notturne dopo una giornata soleggiata e mite. Durante il giorno i cristalli di ghiaccio fondono superficialmente, ma in seguito, nelle ore notturne, la pellicola di acqua rigela e forma dei nuovi cristalli di ghiaccio. Questo strato di ghiaccio, una volta formatosi, può fondere e rigelare più volte. La neve crostata si forma anche quando forti venti soffiano sulla superficie del manto nevoso e la "comprimono".

Neve cartonata

È una variante particolare della neve crostata ed è molto temuta da chi pratica sci escursionismo o si muove in montagna con le ciaspole: sulla superficie del manto nevoso vi è sì una crosta ghiacciata, ma che al passaggio dello sci o della ciaspola si frantuma più o meno facilmente, facendo sprofondare l’escursionista. Progredire su questo tipo di manto nevoso risulta molto difficile e sono necessarie delle buone doti tecniche, altrimenti il rischio è di cadere frequentemente.

Neve ventata

È un tipo di manto nevoso molto conosciuto e spesso temuto da chi pratica gli sport sulla neve, in quanto può aumentare in modo considerevole il rischio di valanghe e, in determinate condizioni, rende difficile sciare. La possiamo trovare sul terreno, quando il vento inizia crea accumuli di neve, simili a dune anche molto alte. L’azione del vento combinata all'umidità trasforma la superficie della neve formando una crosta, a volte molto dura, a volte invece fragile. 

Neve bagnata

Si può formare tramite due processi: o quando delle precipitazioni allo stato liquido (pioggia, pioviggine) cadono su un manto nevoso e penetrano al suo interno oppure quando la neve fonde a causa dell'aumento delle temperature. Questo tipo di neve trasformata ha un elevato contenuto di acqua ed è pesante.

Firn o nevato

Si intende la neve che ha come minimo un anno di vita e che quindi è sopravvissuta ad almeno una stagione estiva. Il firn è presente solo in alta montagna ed è composto da neve caduta da diversi anni, che si sta trasformando ma non è ancora diventata vero e proprio ghiaccio. Si forma quando la neve fresca si deposita, anno dopo anno, su un manto nevoso già esistente, esercitando pressione e compattando la neve vecchia negli strati sottostanti. Con tempo mite il manto nevoso inizia a fondere, innescando un processo di disgelo diurno e gelo notturno, che porta alla formazione di cristalli di ghiaccio gradualmente più grandi. 

Neve tonda (o graupel)

I cristalli di neve, nella loro discesa al suolo, incontrano goccioline di acqua che, al contatto con i cristalli di neve, si solidificano, letteralmente “orlando” il fiocco. Se l’aggregazione continua, il fiocco originario non è più riconoscibile e prende le sembianze di una pallina di ghiaccio soffice. Nel cadere non produce rumore e il suo aspetto è opaco come quello della neve. Se lo si prende in mano si distrugge facilmente.

Gragnola

Di forma simile alla grandine, ha la stessa formazione del graupel, ma lo strato di ghiaccio che circonda il fiocco di neve è superiore ed ha una densità maggiore. Quando cade, la gragnola produce un rumore simile alla grandine, anche se visivamente è totalmente lucida.  

Come vedete… si fa presto a dire neve!

(Fonte: www.meteosvizzera.admin.ch)

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