rotate-mobile
Lunedì, 28 Novembre 2022
Briciole di natura

Briciole di natura

A cura di Riccardo Raggi

Trekking, il 'grande classico' dell'escursionismo in Romagna: il percorso Calla-Camaldoli

E' un tracciato che merita di essere percorso almeno una volta nella vita

Comunemente conosciuto come il “Calla-Camaldoli”, è un itinerario tra i più classici dell’escursionismo romagnolo, un tracciato che merita di essere percorso almeno una volta nella vita.

La partenza di questo lungo itinerario (che quindi non deve essere sottovalutato e richiede un minimo di allenamento da parte di chi lo volesse percorrere) è il Passo della Calla, luogo di confine fra la Romagna e la Toscana: l’imbocco del sentiero è nei pressi della ex casa cantoniera, ora in ristrutturazione. Il tracciato sale leggermente inoltrandosi nella faggeta pura, che a queste quote (siamo oltre i 1300m) diventa, in questa porzione di crinale, l’essenza arborea predominante; poi il sentiero sale decisamente e guadagna rapidamente quota passando per Pian Carbonaie, luogo il cui nome evoca un passato di duro lavoro, quello del carbonaio, fatto di sacrifici e di fatica. 

Il cammino continua fino a giungere nei pressi de Il Poggione (1424m): più o meno in questo punto inizia la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, la prima creata in Italia ed istituita nel 1959 per scopi di conservazione e studio; l’accesso a questa preziosissima area protetta è vietato, proprio in virtù del suo alto valore conservazionistico. 

Si procede poi con un’alternanza di sali-scendi che ci conduce sotto ad uno dei luoghi simbolo del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna: Poggio Scali. Con i suoi 1520m è una delle cime più alte del Parco e dalla sua “vetta” si gode un panorama mozzafiato: lo sguardo può spaziare a 360° dando la possibilità, nelle giornate terse, di osservare l’Adriatico, il Tirreno, le Apuane, i Monti Sibillini e cime ancor più lontane. 

Percorso Calla-Camaldoli (foto Romagnatrekking)



Ora il sentiero scende, alternando tratti che si inoltrano in foresta a spazi aperti di prateria, fino a raggiungere il Passo Porcareccio: da qui scende un sentiero che costeggia una seconda Riserva Integrale, quella de La Pietra, totalmente in territorio toscano (Sasso Fratino è tutta romagnola). Per arrivare alla meta del nostro itinerario si deve invece continuare a percorrere il largo e ben battuto sentiero denominato “00”, che corre sul filo del crinale che divide la regione Toscana dall’Emilia-Romagna: questo tratto è conosciuto anche col nome di “Giogana”, probabilmente per il suo andamento ondulato, che lo rende simile al giogo che veniva utilizzato in passato per i buoi. Ed infatti l’itinerario ci porta prima a perdere quota, fino a toccare i 1331m de La Scossa, per poi risalire fino al Giogo Seccheta (1383m). 

Ancora qualche su e giù prima di giungere al bivio con il sentiero CAI 68, che conduce al Sacro Eremo di Camaldoli: la ripida discesa (oltre 200m di dislivello) può essere lenita proseguendo per alcune centinaia di metri sullo “00” e raggiungendo il “Gioghetto”, località da cui parte il sentiero CAI 70 che, con minore pendenza, permette di raggiungere l’eremo. Sia che si scelga di percorrere la via “breve”, sia che si scelga quest’ultima opzione, l’itinerario è ora totalmente immerso nella storica foresta di abeti bianchi, tanto cari ai monaci camaldolesi. La discesa all’Eremo ci permette di passare dal bosco di faggio all’abetina pura, attraversando tratti di bosco in cui queste essenze arboree (e tante altre) si mescolano tra loro, dando vita a foreste con un livello di biodiversità enorme. Man mano che ci si avvicina alle mura di cinta dell’Eremo sembra quasi di percepire la sacralità del luogo e della foresta stessa, motivi per cui il Parco Nazionale molti anni fa tracciò un cammino, il “Sentiero delle Foreste Sacre”, che attraversa interamente il Parco stesso da nord-ovest a sud-est, toccando i luoghi di spiritualità presenti entro i suoi confini (San Benedetto in Alpe, Camaldoli, La Verna e, ovviamente, le foreste).

Giunti davanti alle mura, è possibile visitare l’interno dell’Eremo (ad esclusione della zona delle celle, dove vivono i monaci), con la chiesa e la suggestiva cella di S.Romualdo, il monaco benedettino che nel 1012 decise di fondare l’eremo nei pressi di una radura chiamata Campo di Mandolo (da cui Camaldoli). Terminata la visita, prima del ritorno (da effettuare per lo stesso tracciato dell’andata), è d’obbligo una sosta alla Farmacia dei monaci per acquistare uno dei famosi liquori corroboranti o altri loro prodotti.

Dati tecnici del percorso: lunghezza 19,5km, dislivello 830m, per escursionisti allenati.

Per chi fosse interessato a percorrere questo itinerario, le Guide Ambientali Escursionistiche di Romagnatrekking® organizzano un trekking lungo questo percorso per domenica 13 novembre: avrete modo di ascoltare, durante il cammino, curiosità e informazioni sulle foreste vetuste di Sasso Fratino e sulla biodiversità che caratterizza questi luoghi. Per informazioni e prenotazioni potete cliccare su questo link: https://bit.ly/3srkPrR
 

Si parla di

Trekking, il 'grande classico' dell'escursionismo in Romagna: il percorso Calla-Camaldoli

ForlìToday è in caricamento