rotate-mobile
Lunedì, 28 Novembre 2022
Briciole di natura

Briciole di natura

A cura di Riccardo Raggi

La tecnica del 'Wolf howling': ecco come si fa il monitoraggio dei lupi

Scopriamo assieme come viene applicato anche nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna

Il Wolf Howling (tradotto letteralmente “lupo che ulula”) è una delle tecniche utilizzate per il censimento del lupo. Scopriamo assieme come viene applicato anche nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Il wolf howling, utilizzato fin dagli anni Sessanta, in USA, dal ricercatore Douglas Pimlottper per la localizzazione delle popolazioni lupine grazie ai suoi vocalizzi, è stato introdotto in Italia a fine anni Settanta da Giorgio Boscagli (biologo, esperto di lupo e di orso, Direttore del Parco Foreste Casentinesi fino a pochi anni fa). 

In che cosa consiste?

È basato sulla naturale tendenza del lupo ad ululare e consiste nell’emissione di ululati preregistrati attraverso megafoni a lunga portata (agli albori della tecnica il suono veniva emesso dai ricercatori con la propria voce, mettendo le mani “a coppetta” davanti alla bocca, come per amplificarne il volume). Questo ululato, emesso in un determinato territorio, induce la risposta vocale da parte dell’eventuale branco lupi presente nella zona: serve pertanto ad accertarne o meno la presenza, a stimare il numero di individui e provare l’eventuale avvenuta riproduzione (in quanto i cuccioli hanno una frequenza e un suono molto diverso dalla voce degli adulti). Infatti, potendo registrare la risposta con attrezzatura sofisticata ed analizzando la frequenza, si può scoprire che, durante un ululato di branco, ciascun individuo ha la propria “voce”: il primo lupo inizia ad ululare ad una certa frequenza e, man mano che gli altri lupi si uniscono al coro, lo fanno su frequenze diverse, che non si sovrappongono.

È necessario sottolineare che questa tecnica non può essere usata indiscriminatamente da tutti e in qualsiasi periodo: è comunque un metodo che, per quanto incruento, ha un minimo di impatto sulle popolazioni locali di lupi e resta quindi uno strumento da utilizzarsi con parsimonia, solo da persone autorizzate (Carabinieri Forestali, ricercatori e personale appositamente formato) e per scopi di monitoraggio. Fin dal 2016 il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna ha formato un gruppo di Guide allo scopo di attuare il wolf howling a scopo didattico, come già da tempo avviene anche nei parchi americani. Non quindi un’attività di ricerca, ma di divulgazione nei confronti della popolazione e di tutti quegli appassionati che hanno il desiderio di approfondire la conoscenza di questo fondamentale predatore italiano.

I mesi 'migliori'

Per cercare però di arrecare il minor disturbo possibile alla specie, nel Parco Nazionale questa attività viene svolta nei mesi di novembre-dicembre-gennaio, periodo che si è dimostrato di maggiore disponibilità di risposta. In questi mesi inoltre i lupi non sono ancora entrati nel loro periodo riproduttivo (che inizia a febbraio) e quindi sono meno disturbati da vocalizzi che sono comunque interpretati come emessi da altri esemplari introdottisi nel loro territorio, eventualità questa che potrebbe essere comunque probabile anche in natura, in quanto in tale periodo i giovani lupi di poco più di due anni lasciano il branco andando in “dispersione”: sono giunti ormai alla loro maturità sessuale e si mettono pertanto alla ricerca di un/una partner per dar vita ad un nuovo branco. Nel periodo estivo invece, quando i cuccioli vengono spostati dai genitori dalla tana a luoghi sicuri (chiamati “siti di rendez vous”), grazie alla tecnica del wolf howling è possibile stimolare i vocalizzi dei cuccioli col risultato di poter accertare o meno l’avvenuta riproduzione del branco territoriale.

I protocolli per l’emissione del wolf howling a scopo didattico sono rigidi e nel Parco Nazionale sono sotto il controllo del Reparto Carabinieri Parco Nazionale “Foreste Casentinesi”: è possibile lanciare l’ululato fra le 18 e le 24 (le ore notturne sono quelle più favorevoli ad ottenere risposta), solamente nel punto che viene assegnato alla singola Guida, che ha a disposizione un’unica data per questa attività. Viene anche prestata attenzione a non assegnare punti di emissione ravvicinati nello stesso fine settimana, in modo da non effettuare sovraccaricare di stimoli sonori un determinato territorio, ed il gruppo che partecipa non deve superare le 20 persone per turno. 

Un'escursione 'a scuola di lupo'

Per chi volesse partecipare a questa esperienza, alle Guide Ambientali Escursionistiche di Romagnatrekking® è stata assegnata la data di sabato 5 novembre, in zona Premilcuore. Un’attività per famiglie e bambini: i genitori andranno per un paio d’ore a “scuola di lupo” mentre i bimbi (età Primaria) giocheranno con attività “lupesche”, per poi uscire tutti assieme per una semplice passeggiata fino al punto di emissione dell’ululato. Informazioni e iscrizioni a questo link https://bit.ly/3D2xaZF
 

Si parla di

La tecnica del 'Wolf howling': ecco come si fa il monitoraggio dei lupi

ForlìToday è in caricamento