Forlì bella

Forlì bella

Le grandi imprese decorative a Forlì nell’Ottocento: un percorso alla scoperta di Pompeo Randi

Il tema culturale dato come spunto dalla mostra allestita ai Musei di San Domenico offre l’opportunità di considerare con più attenzione le grandi imprese decorative alle quali lavorò Pompeo Randi, pittore di Forlì

Anche a Forlì nel XIX secolo si realizzarono importanti imprese decorative che ad oggi compongono un interessante itinerario tra i temi della storia e della fede cristiana, importanti per l’allineamento all’arte ottocentesca. Il decoratore chiamato a lasciare segni della sua arte proprio in questo ambito è stato Pompeo Randi, artista che in centro storico fu chiamato ad impreziosire numerosi edifici  con il suo stile. Palazzo Hercolani in via Maroncelli, il duomo e l’ex palazzo della provincia in via delle Torri costituiscono tre punti molto vicini nei quali poter vedere ancora oggi le opere di Pompeo Randi. 

In palazzo Hercolani l’artista dipinse nel 1869 in una cappella interna nel piano nobile una scena di venerazione della Madonna del Fuoco con alcuni santi forlivesi: San Mercuriale, San Valeriano, San Pellegrino e il beato Marcolino; in duomo, invece, egli dipinse in più momenti a partire dal 1863 e per circa undici anni, un grande ciclo decorativo, importante per le dimensioni ed anche per la tematica rappresentata. Infatti, l’intervento artistico di Randi rappresentava la qualificazione estetica dell’interno dell’edificio da poco ricostruito e in stile neoclassico. L’arte di Randi che aveva avuto una svolta purista si prestava particolarmente per raffigurare nel catino dell’abside del presbiterio la scena con il miracolo del Ritrovamento della vera Croce nella quale si rappresenta l’episodio che fece identificare la vera Croce di Cristo nella guarigione dell’inferma, che si avverò per la ricerca voluta da Elena, madre di Costantino. La scena rappresentata occupa tutta la parete ed è importante proprio perché rappresenta la dedicazione della cattedrale alla Croce santa. Il secondo episodio rappresentato è sempre della stessa tematica e si trova sopra all’ingresso principale nella parete di controfacciata con la scena L’imperatore Eraclio che trasporta la santa Croce. Il resto della chiesa è dipinto con scene della vita religiosa forlivese e nella cappella della Madonna del Fuoco dipinse la scena del miracolo. L’impresa decorativa in cattedrale rimane la più importante per l’impegno richiesto al pittore, sia in numero di anni impiegati, sia per le dimensioni delle realizzazioni. Infatti, tutti gli spazi pensati per l’intervento decorativo sono stati riempiti con le scene narrative, appositamente predisposte in specifici riquadri nelle pareti, proprio secondo la generale concezione dell’importanza dell’arte sacra data dal Concilio di Trento. Lo stile dell’artista contribuisce ad una lettura degli episodi in maniera chiara e definita.

L’altra grande impresa decorativa è quella svolta nella sala dell’ex palazzo della provincia nella quale fu chiamato a decorare gli ambienti destinati alle assemblee. In particolare Pompeo Randi decorò la sala che ancora oggi porta il suo nome con tre scene storiche relative agli episodi del territorio: Guido da Montefeltro che riceve dagli anziani di Forlì l’ordine di combattere l’esercito di Martino IV e Malatesta Novello inaugura la biblioteca Malatestiana di Cesena. Un terzo episodio storico era stato dipinto sulla parete dal pittore raffigurante La difesa di Rimini contro l’assedio dei Goti che purtroppo andò distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, insieme al soffitto nel quale era stata dipinta L’allegoria della Fama. Il ciclo decorativo fu realizzato a partire dal 1869 e durante l’esecuzione delle decorazioni in Cattedrale. I lavori di restauro effettuati dopo i bombardamenti videro il rifacimento del soffitto della sala e della parete ove si trovava l’episodio riminese.

La chiarezza compositiva della raffigurazione di Randi caratterizza la sua arte secondo lo stile del tempo che univa la pittura rinascimentale con il classicismo in un esito che inseriva l’arte di Randi pienamente nel suo tempo, intriso di accentuati sentimenti Romantici. L’artista è stato studiato alcuni anni fa per la pubblicazione di una monografia a lui dedicata nel 2002 da Mariacristina Gori e ad oggi rappresenta un contributo interessantissimo sull’artista svolto su gran parte della documentazione disponibile: dai disegni di studio, ai bozzetti per le sue opere, lettere e documenti per gli incarichi ricevuti. La vasta produzione dell’artista che eccelle nella pittura di storia, nel ritratto e nel genere sacro consente di valutare la sua arte come un contributo consistente all’aggiornamento del gusto in città, pienamente rilevabile grazie alla mostra allestita ai Musei di San Domenico. Altre imprese decorative hanno coinvolto direttamente l’artista, come quelle nella chiesa di Santa Maria del Fiore realizzate nel 1856, che nell’insieme della produzione di Randi testimoniano gli ultimi interventi decorativi svolti nella seconda metà dell’Ottocento in diversi ambienti pubblici della città. Con l’arrivo del Novecento l’importanza del decorativismo integrato all’architettura venne gradatamente sostituito da un’altra concezione dell’allestimento artistico degli ambienti, fino a far prevalere soltanto quello architettonico.  

Pompeo Randi-2

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
ForlìToday è in caricamento