Forlì bella

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Addobbi naturalistici ad arte

Il tradizionale addobbo composto di ortaggi, frutta e fiori, che ogni anno la Coldiretti allestisce nella basilica di San Mercuriale nella celebrazione liturgica annuale richiama i festoni decorativi e le cornucopie presenti nell’arte forlivese

Desta sempre stupore, meraviglia ed ammirazione l’addobbo di frutta, ortaggi e fiori che ogni anno l’associazione dei coltivatori diretti allestisce sull’altare maggiore della Basilica di San Mercuriale. Organizzato per le celebrazioni liturgiche di domenica scorsa, al termine dell’ultima Santa Messa celebrata alle 19, un nutrito numero di fedeli si è fermato per fotografare le bellissime composizioni originali che erano state realizzate in loco il giorno prima. L’artista, esperto di tali addobbi, non è nuovo a questi allestimenti; conosciuto nel territorio, ha lasciato esempi della sua apprezzata arte anche nell’Abbazia del Monte a Cesena e tutti gli anni per la stessa ricorrenza nella chiesa forlivese.

L’apprezzamento per queste composizione è per il rimando alla migliore tradizione decorativa barocca, di cui il nostro territorio è ricco specialmente nella Chiesa del Carmine. I bei vasi bianchi recavano composizioni con andamento verticale sul quale si innestavano i prodotti della terra, composti con attenzione all’equilibrio cromatico e della forma, cercando di arricchire specialmente la parte alla base della composizione per alleggerirsi verso la cima. L’effetto era quello delle più belle nature morte, tra dipinti olandesi del periodo barocco, decorazioni parietali e a volta degli ambienti religiosi o privati, delle chiese o delle dimore signorili seicentesche, in una corrispondenza artisticamente considerevole.

L’effetto particolare che incuriosiva tutti coloro che si sono fermati ad immortalare le splendide composizioni era perché tali allestimenti sono piuttosto insoliti nel nostro territorio, complice il fatto che richiedendo molto più tempo, specialmente per la protezione nei frutti della terra applicati, l’immagine composta sull’altare rimandava alla migliore tradizione artistica alla quale non siamo più abituati nel nostro secolo. Ossia, se per i tempi passati le decorazioni floreali e di frutta potevano essere più frequenti, rappresentando il repertorio decorativo consueto, l’immagine composta sull’altare recava riferimenti immediati all’artista più conosciuto nel genere: l’Arcimboldi, seppur il pittore utilizzasse i prodotti della natura per rappresentare volti e ritratti, ma a San Mercuriale ricordato unanimamente dai presenti  per lo stesso processo. Un’arte della composizione che ormai è relegata soltanto ad occasioni particolari; così come accade per gli angeli laterali all’altare della chiesa di Santa Lucia in borgo Cotogni, che per la festa del 13 dicembre nelle loro cornucopie vengono posti fiori in composizioni traboccanti e che conferiscono un aspetto elegante e di festa al presbiterio nella ricorrenza della santa dedicataria della chiesa. 

L’allegria portata a San Mercuriale dalle composizioni ha destato l’interesse di moltissime persone, per capire la modalità della realizzazione di una natura morta vista dal vivo e nel pieno del vigore vitale. Era come se i dipinti e le decorazioni divenissero improvvisamente reali, fuoriuscendo dai loro spazi pittorici per rendersi concreti nella visione immediata. Un bell’allestimento, di grande creatività compositiva, di abilità e visione artistica insolita in un ambiente che sui prodotti della terra può offrire percorsi interessantissimi sui significati inclusi nella Bibbia e che uniscono la presenza della decorazione naturalistica nelle chiese ai significati iconografici.
Attendiamo l'anno prossimo per il nuovo allestimento per il tradizionale appuntamento dei coltivatori diretti nella la basilica di San Mercuriale, effettuato proprio con i prodotti del loro mestiere. Anche l’offerta del proprio lavoro arricchisce di bellezza l’estemporaneità delle composizioni naturalistiche, ricordandoci la nostra secolare conoscenza dell’applicazione dell’arte ai significati più profondi del lavoro umano.

Forlì bella

Mi diverto con la cultura e per questo passo molto tempo a conoscere il bello delle cose, vedendo, osservando, cercando di capire il come. Sono laureata in Storia dell’Arte e in Scienze Religiose. Insegno, disegno, canto, sono giornalista e amante dei viaggi e della fotografia. Colleziono befane perché sostengo la loro bellezza nella bruttezza. Amo raccontare la cultura e per questo scrivo, riempiendo il tempo libero di chi vuol leggere le mie teorie

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